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L’Enea ha presentato questa mattina il 7° Rapporto Annuale sull’Efficienza Energetica: nel 2017 l’ecobonus ha mosso investimenti di oltre 3,7 miliardi di euro per la realizzazione di circa 420mila interventi di riqualificazione energetica, con un risparmio di oltre 1.300 GWh/anno. Si conferma l’effetto positivo garantito a livello congiunturale dalle detrazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica, con importanti ricadute sia dal punto di vista economico che sociale. Nel 2017, secondo quanto emerge dal 7° Rapporto Annuale sull’Efficienza Energetica dell’ENEA (RAEE) presentato questa mattina insieme al Rapporto ENEA sulle detrazioni fiscali del 65% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio, grazie all’ecobonus ci sono stati investimenti di più di 3,7 miliardi di euro per la realizzazione di circa 420mila interventi di riqualificazione energetica, con un risparmio di oltre 1.300 GWh/anno. A questi dati vanno poi aggiunti i 2 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep) risparmiati grazie all’emissione di 5,8 milioni di Titoli di Efficienza Energetica, ovvero i Certificati Bianchi, di cui 62% nell’industria e il 31% nel civile. Il Rapporto RAEE, che sarà presentato all’Europarlamento di Bruxelles il prossimo 10 luglio, evidenzia che dal 2011 al 2017 grazie alle varie norme in tema di efficientamento energetico, nel nostro paese ci sono stati risparmi energetici per 8 Mtep/anno di energia finale, pari a due miliardi e mezzo di euro risparmiati per minori importazioni di gas naturale e petrolio e a circa 19 milioni di tonnellate di CO2 in meno rilasciate in atmosfera. Un dato importante, principalmente legato a certificati bianchi (37%) ed ecobonus per interventi di efficientamento energetico (25%), che corrisponde al 52% dell’obiettivo al 2020 previsto dal Piano d’Azione Nazionale per l’Efficienza Energetica (PAEE) e dalla Strategia Energetica Nazionale (SEN). Se il residenziale ha praticamente raggiunto l’obiettivo atteso al 2020, l’industria è circa a metà del target previsto, mentre sono troppo indietro trasporti e terziario, settore di cui fa parte la PA, che quest’anno ha beneficiato di 62 milioni di euro per interventi di efficientamento nelle proprie strutture tramite il “Conto Termico”. Per quanto riguarda la normativa europea che richiede l’obbligo di riqualificazione energetica del 3% della superficie degli immobili della PA centrale, dal 2014 al 2017sono stati pianificati o già realizzati interventi su oltre 190 immobili, per una superficie utile complessiva di circa 1,9 milioni di m2. Il presidente dell’Enea Federico Testa commentando i dati ha evidenziato l’impegno dell’Italia che, grazie a strumenti come l’ecobonus, il sismabonus e la cessione del credito fiscale, ha dato nuove possibilità anche ai cittadini meno abbienti, circa 1 su 10, che spesso vivono in edifici energivori e inefficienti. Vanno messe in campo misure strutturali e semplificazioni per ottenere i migliori risultati in tema di efficienza energetica e sicurezza degli edifici, con i benefici che ne possono derivare a livello economico e di occupazione: “ENEA ha già presentato una serie di azioni formative e informative per fornire supporto su scala nazionale a tecnici, amministratori e decisori. Grazie poi al coinvolgimento di alcuni grandi operatori del mercato dei servizi energetici si potrà accelerare il percorso per la riqualificazione dei grandi complessi residenziali e degli edifici della Pubblica Amministrazione”, Rapporto ENEA sulle detrazioni fiscali Dal Rapporto come dicevamo emerge che nel 2017 gli ecobous hanno creato investimenti di oltre 3,7 miliardi di euro per la realizzazione di circa 420mila interventi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio, che hanno garantito un risparmio di oltre 1.300 GWh/anno. Tali interventi di riqualificazione hanno assicurato un risparmio medio annuo in bolletta tra i 250 euro del 2014 e i 150 euro del 2017, che equivale a un risparmio medio annuo del 15% sul totale della spesa energetica delle famiglie. Dal 2007 al 2017 gli ecobonus hanno permesso la realizzazione di più di 3,3 milioni di interventi, di cui circa 1,5 milioni nel periodo 2014-2017. Negli ultimi 4 anni la quota principale di circa 6 miliardi di euro, ha interessato la sostituzione di 2,6 milioni di serramenti, mentre 2,1 miliardi di euro sono stati destinati a circa 70mila interventi sulle pareti orizzontali ed inclinate. Per quanto riguarda gli investimenti attivati nel 2017, per il 25% hanno riguardato edifici costruiti negli anni ’60; il 40% una costruzione isolata (villette mono o plurifamiliari), mentre il 35% ha interessato interventi su edifici in linea e condomini con più di tre piani fuori terra. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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