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Umbria: ATER e ANDIL per alloggi a risparmio energetico

“La realizzazione degli alloggi a canone concordato in laterizio, forniti di certificazione ambientale che ne attesterà l’alto risparmio energetico, rispetta appieno le politiche della Regione Umbria per un nuovo modello di sviluppo, basato sulla qualità e sulla sostenibilità ambientale”. Lo hanno sottolineato gli assessori regionali all’Ambiente e Sviluppo sostenibile, Lamberto Bottini, e alle Politiche abitative, Damiano Stufara in occasione della firma del protocollo d’intesa tra l’”Ater” (Azienda territoriale per l’edilizia residenziale) di Perugia e l’”Andil”, l’Associazione nazionale degli industriali dei laterizi, per la costruzione di 18 alloggi ad alta efficienza energetica a San Sabino di Spoleto. L’intesa è stata siglata stamani a Palazzo Donini di Perugia dal presidente dell’”Ater”, Furio Benigni, e dal presidente di “Andil”, Catervo Cangiotti, alla presenza di Norbert Lantschner, direttore dell’”Agenzia CasaClima” di Bolzano che verificherà il rispetto delle indicazioni progettuali e rilascerà l’attestato di certificazione energetica del complesso edilizio. All’incontro ha preso parte, tra gli altri, il sindaco di Spoleto Massimo Brunini.            
“La Regione Umbria – ha sottolineato Bottini – è fortemente impegnata, attraverso normative e strumenti economici, per il raggiungimento degli obiettivi europei del 20-20-20 in materia di energia e clima. In particolare, con il disegno di legge sulla ‘sostenibilità ambientale degli interventi urbanistici ed edilizi’ è previsto l’obbligo della certificazione ambientale per gli edifici pubblici o costruiti con finanziamenti pubblici, certificazione che è facoltativa per i privati e che vogliamo incentivare, poiché rappresenta lo strumento per valutare il grado di sostenibilità di un intervento edilizio. Il progetto di Spoleto al centro dell’intesa tra ‘Ater’ e ‘Andil’ concretizza, pertanto,  le politiche regionali”.

“L’innovativo progetto di Spoleto – ha detto l’assessore regionale Stufara – rappresenta l’esempio dell’intervento di edilizia residenziale pubblica che la Regione Umbria ha attuato ed attua, dando risposte al bisogno e al disagio delle famiglie in termini quantitativi, ma allo stesso tempo puntando sulla qualità e sulla salvaguardia dell’ecosistema e del territorio”.

“La Regione Umbria – ha ricordato Stufara – ha investito, nell’ultimo triennio, 100 milioni di euro per la realizzazione e il recupero di 1720 alloggi di edilizia residenziale pubblica; altri 1500 ne saranno costruiti o ristrutturati nel prossimo biennio per un investimento di 90 milioni di euro. Entro due settimane – ha aggiunto – verrà proposto alla Giunta Regionale il nuovo Programma Operativo Annuale per 50 milioni di euro. Uno sforzo che fa dell’Umbria la Regione che maggiormente investe nell’edilizia residenziale pubblica, nonostante i tagli delle risorse nazionali operati dall’attuale Governo”.

“I diciotto alloggi a canone concordato che saranno realizzati a Spoleto – ha aggiunto l’assessore regionale alle Politiche abitative – sono stati finanziati con 1 milione e 260mila dalla Regione, circa la metà del costo, in attuazione del Piano triennale di edilizia residenziale pubblica, a testimonianza della volontà politica di progettare un nuovo modello di sviluppo sostenibile. Vanno in questa direzione, rafforzata con il disegno di legge sulla sostenibilità  – ha proseguito -  i due bandi sperimentali per la realizzazione di circa 300 alloggi, alcuni già consegnati, con i criteri del risparmio energetico e della bioedilizia, per complessivi 6 milioni di euro. Nei prossimi giorni, inoltre, verrà emesso un bando di rilevanza internazionale per due interventi pubblici che l’’Ater’ realizzerà a Perugia e Terni”.

“L’’Ater’ – ha detto il presidente Benigni - è sempre stata attenta alle tematiche sociali, ambientali ed energetiche e la firma di questo protocollo di intesa rappresenta il primo passo per la realizzazione di un complesso, il primo di questo tipo in Umbria, che costituirà un concreto esempio per le altre realtà locali e nazionali. Una modalità di intervento che ci si propone di adottare anche con il nuovo Programma operativo annuale, negli edifici di nuova costruzione e nelle ristrutturazioni, poiché garantisce non solo la riduzione dei consumi ma anche dei costi di gestione degli alloggi”.

“Da parte di ‘Andil’, che raggruppa i produttori di laterizio con circa 200 stabilimenti in Italia – ha rilevato il presidente Cangiotti – si è voluto sostenere un progetto che presenta aspetti di grande rilevanza sociale e produttiva: la realizzazione del complesso in laterizio, oltre alla valenza estetica, assicura tutela ambientale, risparmio energetico e riduce anche i costi di manutenzione”.

“Insieme all’’Ater’, mettiamo a disposizione – ha aggiunto – esperienze, professionalità e conoscenze derivanti anche da ricerche effettuate in numerose Università italiane, tra cui quella di Perugia, sulla sicurezza e affidabilità strutturale e le prestazioni energetiche e ambientali delle costruzioni. Importante, inoltre, è il contributo di ‘CasaClima’ per la consulenza energetica e la successiva certificazione di questo progetto pilota del costruire certificato in laterizio”.

Il complesso che sarà realizzato a San Sabino di Spoleto, due schiere da 6 e 12 unità abitative da locare a canone concordato, per un volume edificato totale di circa 5.500 metri cubi, avranno un’efficienza energetica di “eccellenza” – ha spiegato il direttore di “CasaClima” Norbert Lantschner – che ne attesteranno l’appartenenza alla “Classe A”, con un fabbisogno energetico di 26 kilowattora per metro quadro all’anno. “Il consumo medio in Italia – ha detto Lantschner – è di 120/140 kilowattora per metro quadro. A Spoleto saranno costruiti alloggi che richiederanno 3 litri di gasolio o 3 metri cubi di gas per metro quadro l’anno, avvicinandosi all’obiettivo del consumo ‘zero’ per il riscaldamento d’inverno e il condizionamento in estate. In termini economici, per la gestione energetica dell’appartamento in classe ‘A’ la spesa sarà di 150-200 euro all’anno senza per questo dover rinunciare al comfort termico. All’’Ater’ – ha concluso – va il merito di attuare un intervento che coniuga risparmio di energia e rispetto dell’ambiente con l’aspetto sociale, con un investimento che riduce i costi di gestione delle abitazioni. Una strada che, è auspicabile, possa essere seguita per un numero sempre maggiore di interventi, per un’edilizia sempre più consapevole dei limiti energetici ed ambientali del pianeta e delle potenzialità delle fonti rinnovabili”.

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