Un primato cileno

Nella provincia cilena vicino a Santiago del Cile si trova l’hotel Nodo firmato dallo studio Stein-Suazo Architects la cui facciata si auto-plisce attraverso l’acqua piovana e purifica l’aria allo stesso modo di una foresta è l’ultima frontiera della tecnologia applicata alla sostenibilità ambientale.

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La facciata dell'hotel Nodo in Cile si autopulisce e purifica l'aria circostante

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Il Distretto di Providencia, una delle municipalità di Santiago del Cile è stato di recente sulle prime pagine dei quotidiani e dei settimanali, soprattutto quelli sudamericani, ma non solo, per un progetto di architettura davvero innovativo che contribuisce a rimarcare la personalità “verde” della cittadina cilena e aggiunge un’ulteriore sfumatura al concetto di architettura sostenibile: l’Hotel Nodo firmato dallo studio Stein-Suazo Architects.

Tra tutti El Economista, il quotidiano spagnolo che si occupa di economia, l’ha definito “il primo edificio in America Latina che purifica l’aria”.

Le lastre Laminam che ricoprono la facciata dell'hotel Nodo in Cile

La grande innovazione di questo edificio, infatti è quella di essere ricoperto da 2.300 mq di lastre Laminam dallo spessore di 3 mm trattate con tecnologia bioattiva che, grazie alla luce solare, si comportano proprio come un organismo vivente vegetale purificando tanta aria in un anno quanto una foresta di 1,5 ettari.

Il progetto

Il primo e il terzo piano sono dedicati alle aree pubbliche: ristorante, caffetteria, sale riunioni e un’area di co-working. Le camere invece sono state realizzate dal quarto all’undicesimo piano.

L’idea era quella di riprodurre concettualmente ed esteticamente la varietà paesaggistica del Cile, il bosco in particolare, e di rappresentare l’elemento naturale con materiali artificiali.

La facciata dell'hotel Nodo in Cile si autopulisce e purifica l'aria circostante

L’immagine è quella di una pietra su cui cresce un corpo verticale in legno dal profilo irregolare (la stilizzazione di una foresta), dove per realizzare la base si usa il calcestruzzo e per costruire la struttura verticale si disegna un sistema di pilastri, travi e solette in cemento armato che consentono una grande flessibilità d’uso. Le facciate, infine, sono ricoperte di lastre ceramiche bioattive Laminam.

Le lastre Laminam che ricoprono la facciata dell'hotel Nodo in Cile
Le lastre Laminam che ricoprono la facciata dell’hotel Nodo

Le lastre in ceramica Laminam dopo aver subito particolari trattamenti superficiali presentano proprietà antibatteriche, antinquinamento e autopulenti (si auto-puliscono con l’acqua piovana) e senza bisogno di essere attivate da soggetti esterni.

“Stavamo cercando delle superfici che ricordassero il legno, i tronchi di una foresta in particolare, per rappresentare l’elemento naturale”, spiega Ricardo Stein. “Ma nello stesso tempo dovevano contribuire ad abbattere l’inquinamento agendo come uno spazio verde reale, cioè purificando l’aria come fanno gli alberi. Tenendo presente tutto ciò, ci siamo resi conto che le superfici Laminam soddisfacevano il duplice scopo dell’immagine e della funzione”.

La facciata dell'hotel Nodo in Cile si autopulisce e purifica l'aria circostante

Si abbinano così texture diverse di tonalità diverse, affiancando moduli con altezze differenti che producono il senso dell’irregolarità.

E anche all’interno l’hotel riflette la cura per l’ambiente dell’architetto: le finestre e le finiture utilizzate mirano ad ottimizzare il coefficiente di isolamento termico e il sistema HVAC (Heating, Ventilation and Air Conditioning) funziona attraverso pompe di calore in cascata e diviso per telaio (per ridurre al massimo il consumo di energia).

Intervista a Ricardo Stein

Si è ispirato ad altri edifici per il progetto dell’Hotel Nodo?

“No, in questo caso la natura è stata la mia ispirazione”.

Ha dovuto affrontare qualche criticità durante la realizzazione dell’opera? Come l’ha risolta?

“Non le definirei criticità, preferisco parlarne come delle sfide. Una di queste è stato creare una geometria nella facciata che sembra disordinata ma che può essere realizzata con una logica costruttiva. L’altra sfida è stata trovare qualcuno che si occupasse dell’interior design con la stessa logica dell’architettura. Nel primo caso ho deciso di alternare tre colori negli elementi della facciata che non si ripetono allo stesso modo. Ho proposto solo un angolo e la combinazione delle lastre in vari modi. Nell’altro caso la soluzione è arrivata impiegando molto tempo a riflettere e decidere ciò che volevamo”.

Qual è stata la fase più difficile della realizzazione?

“Il passaggio più difficile è stato quello per unire le finestre con la facciata mantenendo la tenuta d’aria”.

La facciata dell'hotel Nodo in Cile si autopulisce e purifica l'aria circostante grazie alle lastre Laminam


Stein-Suazo Architects

Ricardo Stein e Felipe Suazo fondano lo studio Stein-Suazo nel 2009 a Santiago del Cile. Ad oggi lo studio ha all’attivo molti progetti nel Paese sudamericano e si è sviluppato nel corso del tempo in realizzazioni per uffici, edifici residenziali, residenze per anziani e progetti alberghieri, (per un totale di circa 200 mila mq in 11 anni). La natura è presente in tutte le opere firmate Stein-Suazo Architects, in molte di esse in forma concettuale, come per l’Hotel Nodo.

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