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L’estate che stiamo vivendo, con picchi di caldo record seguiti da piogge intensissime e devastanti (basti pensare a quanto successo a Milano nei giorni scorsi), sono l’ennesima conferma dell’impatto del cambiamento climatico e di quanto sia fondamentale mantenere la rotta per rispettare l’obiettivo di limitare l’aumento delle temperature globali a 1,5°C. Ma raggiungere questo target, ci ricorda l’International Energy Agency, richiede un impegno molto forte e investimenti nelle rinnovabili, che saranno le protagoniste di questo processo, per ridurre le emissioni di gas serra entro il 2030. Triplicare la capacità rinnovabile globale entro il 2030 in vista della COP28 La Roadmap pubblicata per la prima volta dall’IEA nel 2021 verso le zero emissioni entro il 2050, che sarà aggiornata in occasione della COP28, definisce un preciso percorso che permetterebbe il rispetto dell’obiettivo 1,5°C. Sono 2 gli ambiti principali di intervento per ridurre la domanda di combustibili fossili e garantire la transizione: raddoppiare i progressi annuali in efficienza energetica (che devono passare dal 2 al 4%) e aumentare in maniera massiccia le installazioni di energie green, triplicando la capacità globale installata di energia rinnovabile entro la fine del decennio in corso. In questo modo si eviterebbero circa 7 miliardi di tonnellate di emissioni di CO2 tra il 2023 e il 2030, il che per dare un’idea significa l’eliminazione delle attuali emissioni di CO2 del settore energetico in Cina. Numeri record per le rinnovabili In questi anni sono già stati fatti molti progressi in questo senso: si prevede che nel 2023 la capacità di produzione di energia elettrica da fonti pulite registrerà il maggiore aumento assoluto di sempre e la crisi energetica globale scatenata dall’invasione russa dell’Ucraina ha dato un nuovo impulso, evidenziando i vantaggi delle energie pulite anche in termini di sicurezza energetica. Inoltre le rinnovabili sono sulla buona strada per coprire l’intera crescita della domanda globale di elettricità nei prossimi due anni. Nel 2022 la capacità di energia rinnovabile aggiunta a livello mondiale è cresciuta di quasi il 13%; nel 2023, si prevede un’impennata di un terzo grazie al sostegno politico, ai prezzi elevati dei combustibili fossili e alle continue preoccupazioni per la sicurezza energetica che spingono a una forte diffusione del solare fotovoltaico e dell’eolico. La produzione globale di elettricità da fonti rinnovabili potrebbe superare il carbone già l’anno prossimo, a seconda delle condizioni meteorologiche. Ma per il raggiungimento delle emissioni 0 entro il 2050 è necessario triplicare la capacità di energia rinnovabile entro il 2030, garantendo in questo modo sicurezza energetica, riduzione dei costi energetici e dimezzamento della produzione di energia elettrica da carbone, la principale fonte di emissioni di CO2 legate all’energia. Fotovoltaico ed eolico protagonisti della transizione Triplicare la capacità rinnovabile entro il 2030 è un obiettivo ambizioso ma raggiungibile. Dal 2015 al 2022 l’aumento medio di capacità annuale è stato di circa l’11%. Per rispettare l’obiettivo basterebbe un tasso di crescita annuale leggermente più elevato, ma questo richiede azioni politiche più incisive da parte dei governi. Le previsioni dicono che fotovoltaico ed eolico saranno i veri protagonisti di questo cambiamento. Per il fotovoltaico si prevede un’ulteriore forte crescita nel 2024. La capacità produttiva dovrebbe più che raddoppiare, raggiungendo 1.000 GW all’anno entro il 2024, trainata dalla Cina, seguita da Stati Uniti, India e in Europa. Anche per l’energia eolica le prospettive sono di crescita ma è necessario risolvere alcune criticità, semplificando per esempio le autorizzazioni e affrontando il problema dei prezzi delle materie prime. L’IEA parla vede anche un ruolo per l’energia nucleare, l’idrogeno e, naturalmente, la mobilità elettrica. L’industria petrolifera e del gas dovranno dimostrare di voler affrontare seriamente il cambiamento climatico, in particolare impegnandosi a ridurre in modo significativo le emissioni di gas a effetto serra prodotte dalle proprie attività – che oggi rappresentano circa il 15% delle emissioni totali legate all’energia a livello globale – entro il 2030. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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