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Valore aggiunto fino a 10 miliardi dollari dall’elettrificazione dei trasporti

Mobilità elettrica: per aziende servizi pubblici valore aggiunto fino a 10 miliardi dollari. Il valore aggiunto generato sarebbe compreso tra 50 milioni e 1 miliardo di dollari fino al 2030. Sulla rete di ricarica elettrica l’Italia è ancora indietro; si possono stimare quasi 3.000 punti, e quindi circa 1.500 colonnine. Entro il 2020 potranno arrivare a sfiorare le 20.000

a cura di Tommaso Tetro

Valore aggiunto fino a 10 miliardi dollari dall'elettrificazione dei trasporti

Entro il 2030 l’elettrificazione dei trasporti potrebbe generare un valore aggiunto compreso tra i 3 e i 10 miliardi di dollari per un’azienda dei servizi pubblici di medie dimensioni. Questa la fotografia scattata da uno studio messo a punto da Boston consulting group che nella cifra include il ritorno sugli investimenti per migliorare la rete elettrica (circa tra gli 1,8 e i 6,2 miliardi di dollari), le attività a sostegno delle politiche delle autorità in materia di mobilità elettrica (circa 50 milioni – 1 miliardo di dollari) e i ricavi derivanti dall’offerta di nuovi prodotti e servizi legati ai veicoli elettrici (da 1,3 a 2,9 miliardi di dollari).

Per quanto riguarda le infrastrutture di rete elettrica – spiega lo studio – la penetrazione dei veicoli elettrici avrà un impatto limitato sul fabbisogno energetico totale (inclusi gli usi residenziale, d’impresa e industriale) fino al 2030. Ma aumenti significativi in certe località e in momenti di elevata domanda energetica potrebbero mettere eccessivamente sotto sforzo la capacità dell’attuale rete elettrica. Secondo la ricerca il valore aggiunto generato dal sostegno alla mobilità elettrica sarebbe compreso tra 50 milioni e 1 miliardo di dollari fino al 2030, pari a una cifra variabile fra i 50 e i 950 dollari per ogni veicolo elettrico per una utility media.

Le infrastrutture in Italia 

Sulla questione della rete di infrastrutture per la ricarica elettrica, l’Italia è ancora indietro. In Italia si possono stimare a fine 2017 circa 2.750 punti di ricarica pubblici a norma, dei quali il 16% (443) sono high power. Questo numero non è riferito alle colonnine: ad ogni colonnina corrispondono in media poco più di 2 punti di ricarica, per cui è possibile stimare il numero di colonnine pari a circa 1.300.

Entro il 2020 potranno essere installati fino a 13.000 punti di ricarica accelerata e fino a 6.000 stazioni di ricarica ultra-veloce, in Germania si prevede al 2020 l’installazione di circa 1,2 milioni di stazioni di ricarica complessive. I punti di ricarica risentono delle divisioni che, spesso, in molti settori si evidenziano tra le diverse aree del Paese con una carenza al Sud, e una situazione migliore per il Centro e il Nord.

La differenza con gli altri tre maggiori Paesi europei per il mercato dell’auto è evidente: l’Italia ha un numero di punti di ricarica pubblici compreso tra il 10% e il 20% rispetto agli altri Paesi. Ce ne sono di più in città (50%), su strada o in parcheggi pubblici.

La mobilità elettrica – viene osservato dallo studio – crea opportunità per nuovi prodotti e servizi per le utility, che comprendono manutenzione e operatività dei veicoli, installazione, operatività, manutenzione e servizio dei punti di ricarica, soluzioni software per energy management e avviamento della flotta e servizi di consulenza.

Il valore cumulativo stimato di nuovi prodotti e servizi per la mobilità elettrica è pari a una cifra compresa tra 3.400 e 7.400 dollari per ogni veicolo elettrico dal 2019 al 2030, per un valore complessivo di circa 1,3 – 2,9 miliardi di dollari. Tra gli aspetti che spingeranno la crescita dei veicoli elettrici, la diminuzione dei costi delle batterie, che è la principale voce del costo totale di possesso di un veicolo elettrico. Il costo per kwh (kilowattora) di una batteria per auto e camion ibridi e full electric è già sceso da 700 dollari nel 2009 a circa 150-175 dollari a fine 2017 e si prevede che calerà ulteriormente fino a circa 70-90 dollari nel 2030.

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