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Smart City – Facciamo il punto

Smart Cities e Smart Communities per raggiungere uno sviluppo economico incrementale e più sostenibile

Il 5 Novembre si è tenuto il convegno “Smart cities: realtà e prospettive in Italia”, all’interno della XX Edizione di Ecomondo a Rimini, con lo scopo di analizzare e discutere la realtà e le prospettive di implementazione delle nuove funzionalità legate alle Smart Cities e Communities nelle Città italiane. L’iniziativa nasce tra le attività dell’area Città Sostenibile, area emergente nell’ambito di Ecomondo: un padiglione disegnato ed arredato come una città green, in cui le aziende e le amministrazioni espongono i progetti (anziché i prodotti) legati alla sostenibilità urbana.

Il convegno prende spunto dai dati dell'Osservatorio ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), i quali mostrano che la situazione è molto eterogenea sul territorio nazionale: alcune aree presentano ritardi molto rilevanti, ad esempio a causa delle dimensioni ridotte di molti Comuni, che richiederebbero un approccio di comunità diffusa sul territorio. I progetti di innovazione, basati su tecnologie avanzate, possono rappresentare un´importante opportunità per rafforzare questo percorso a livello italiano, ma è necessario definire modelli di business che siano in grado di coinvolgere l´imprenditoria e la finanza nei progetti implementativi della Pubblica Amministrazione.

 

Prima di entrare nel merito di quanto discusso durante il convegno, è bene fare chiarezza sul concetto di Smart City, che è trasversale a molte tematiche, tra cui quelle dell’energia e l’ambiente. Le Smart Cities costituiscono la “risultante di un complesso di azioni coordinate per la generazione e il collegamento di capitale umano, capitale sociale, tecnologie dell'informazione e  della comunicazione (ICT), mirate a generare uno sviluppo economico incrementale e più sostenibile e una migliore qualità della vita” (Mapping Smart Cities in EU, 2014). Esse, cioè, cercano di affrontare problematiche di pubblico interesse mediante l’uso delle ICT, sulla base di processi partecipativi e di partnership fra diversi attori (locali o con interessi locali) facilitati dalle stesse ICT, in un sistema di governance che fa capo alle amministrazioni locali.

La centralità assunta dal capitale umano e sociale, parallelamente ai fattori tecnologici come fattori abilitanti ad una crescita intelligente, ha implicato la necessità di affiancare al concetto di Smart City quello di Smart Community. Il riferimento alle "Smart Communities", quando intese nella loro accezione più ampia, permette di includere nell’insieme dei destinatari delle relative politiche non solo gli agglomerati urbani di grandi e medie dimensioni, ma anche territori che sono organizzati secondo modelli diversi, come ad esempio quello della "città diffusa", delle aggregazioni di piccoli comuni o delle reti di città, che, potenzialmente, possono ambire a sperimentare soluzioni intelligenti condivise di fronte a problematiche comuni.

Nell’ottica Smart Cities e Smart Communities, il raggiungimento di uno sviluppo economico incrementale e più sostenibile e una migliore qualità della vita devono essere perseguiti attraverso una serie di assi strategici, quali l’economia, la mobilità, l’ambiente, le persone, la qualità della vita, la governance e la sanità. Rispetto a questi obbiettivi svolgono un ruolo fondamentale  l’azione delle amministrazioni locali, come pure la costruzione del capitale sociale e relazionale, l’implementazione di tecnologie come fattori abilitanti, le attività dei cittadini e quelle delle relative associazioni.

 

Per quanto riguarda più specificamente i contenuti del convegno, i lavori hanno preso avvio con l’intervento di Maurizio Mangialardi, Presidente di ANCI-Marche e sindaco di Senigallia.

 

Introduzione del prof. Gian Marco Revel e di Maurizio Mangialardi, presidente dell’ANCI Marche

 

Mangialardi, nel sottolineare l’importanza dell’uso della tecnologia per implementare politiche orientate alla sostenibilità e ai bisogni delle comunità locali, ha fatto notare come tali politiche debbano essere integrate fra loro per incidere efficacemente sul territorio. Affinché ciò possa realizzarsi, tali politiche andrebbero inoltre calibrate su insiemi di comuni limitrofi ed interrelati, che meglio identificano i sistemi urbani giornalieri dei cittadini che le abitano.

Andrea Andreuzzi, Officer per le Politiche per lo Sviluppo, Energia e Ambiente di Confindustria Italia, ha riassunto gli sforzi compiuti da Europa ed Italia nella lotta al cambiamento climatico. Andreuzzi ha in particolare illustrato lo “Smart Energy Project”, la cui realizzazione, in un contesto più ampio di iniziative orientate alla Green Economy, determinerebbe un impatto sensibile in termini di crescita economica, di risparmio sulla bolletta energetica e di riduzione di emissioni di CO2.

Nel terzo intervento, il Prof. Gian Marco Revel dell’Università Politecnica delle Marche, coordinatore dell’evento, partendo dalla rilevanza che il settore delle costruzioni riveste nel panorama europeo delle Città Sostenibili, ha sottolineato come il rinnovamento degli edifici sia una delle sfide primarie nell’implementazione delle Smart Cities, essendo essi responsabili di circa il 40% del consumo energetico totale europeo. Il percorso verso le Smart Cities va affrontato attraverso lo sviluppo e l’integrazione di tecnologie abilitanti per l’efficienza energetica, che consentano di accelerare il rinnovo dello stock edilizio e permettano l’interattività e la sostenibilità degli edifici alla scala urbana e di distretto. In quest’area si concentrano le azione della Public-Private Partnership sull’Efficienza Energetica degli Edifici, programma lanciato dalla Commissione Europea nel 7° Programma Quadro, ora attivo in Horizon2020.

Marco Marcatili di NOMISMA, nell’affrontare il tema della rigenerazione urbana, ha proposto di affrontare la sfida con un cambiamento di metodo, basato sull’adozione di piani strategici per le città “reali”, di cultura, adottando la qualità dei progetti, delle competenze e della gestione delle risorse come principio ispiratore, e coinvolgendo la comunità nel suo complesso, data la valenza collettiva e sociale di edifici, quartieri, aree dismesse e territorio in generale. In “Città Smart: storie di idee, progetti, territori”, la Dott.ssa Barbara Pralio di Torino Wireless ha posto l’accento sull’importanza della pianificazione strategica e della sperimentazione operativa delle tecnologie nel percorso verso le Smart Cities, illustrando vari casi di buone pratiche implementate nel Comune di Torino. Lanfranco Marasso, Direttore dello Smart City Program di Engineering Ingegneria Informatica, ha argomentato come la vera sfida sia quella di trasformare le nostre città in “piattaforme di dialogo” in grado di assicurare la crescita economica e il benessere dei cittadini attraverso l’innovazione.

Anche in questo caso, si sottolinea la necessità di uno sforzo collettivo da parte delle istituzioni pubbliche coadiuvate da uno steering commitee del territorio composto da tutti i service provider (pubblici e privati) che concorrono a fornire servizi di diversa natura al territorio. Tali orientamenti sono supportati da importanti iniziative Europee, quali ad esempio AIOTI (Alliance for Internet of Things Innovation), che vede oggi i maggiori player del settore impegnati nello sviluppo di piattaforme open per le diverse applicazioni delle città del futuro. A seguire, il Comune di Torino ha mostrato i contenuti del progetto ALMANAC, finanziato dal programma FP7-SMARTCITIES-2013, che prevede lo sviluppo di una piattaforma cui sono connessi oggetti e dispositivi per la raccolta e l’analisi in tempo reale di dati provenienti da fonti diverse. ALMANAC porterà all’implementazione di 3 applicazioni, due per la gestione dell’acqua e dei rifiuti, aumentando la sostenibilità dei processi e la soddisfazione dei cittadini, ed una per il coinvolgimento attivo della cittadinanza.

L’intervento del Professor Francesco Profumo, infine, oltre a commentare i temi emersi durante il convegno, si è concentrato sull’attività dell’Osservatorio Nazionale dell’ANCI volta a valutare il livello di Innovazione e Sostenibilità delle città italiane. In particolare il Professor Profumo ha descritto l’indice di Innovazione e Sostenibilità ed i risultati che le città italiane hanno raggiunto rispetto ad esso. L’analisi di questi risultati mostra come, al di là di alcuni esempi virtuosi, molto resta ancora da fare, evidenziando anche la necessità di un forte coordinamento del Governo centrale.

 

Il prof. Francesco Profumo trae le conclusioni

 

In conclusione, il convegno ha messo in evidenza molte opportunità per lo sviluppo sostenibile delle città e comunità italiane, ma tali opportunità sono accessibili e realizzabili tenendo conto delle parole chiave emerse negli interventi, quali “coordinamento”, “integrazione” e “trasformazione della catena del valore”, che devono essere necessariamente trasversali a pubblica amministrazione, cittadini ed imprese operanti nel settore.

 

A cura di:

Prof. Gian Marco Revel

Dr. Marco Arnesano

Dr. Fabiano Compagnucci

Riferimenti:

Prof. Ing. Gian Marco Revel

Università Politecnica delle Marche

Dipartimento di Ingegneria Industriale e Scienze Matematiche

Via Brecce Bianche, 60131 Ancona, ITALY.

Email: gm.revel@univpm.it

 

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