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Impianto geotermico: costi, detrazioni, vantaggi

La geotermia è una fonte energetica pulita, adatta ad un impianto domestico per il riscaldamento, il raffrescamento e la produzione di acqua calda sanitaria. Vediamo ora il funzionamento, i costi, i vantaggi e le possibili detrazioni fiscali per le pompe di calore geotermiche.

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Impianto geotermico: costi, detrazioni, vantaggiIndice:

La geotermia è una fonte energetica disponibile gratuitamente in natura e rappresenta un’ottima soluzione per chi decidere di riscaldare, raffrescare e produrre acqua calda sanitaria in modo sostenibile. Esistono diverse tipologie di impianti che sfruttano il calore contenuto nella terra, da scegliere sulla base delle necessità e degli obiettivi posti.

Ecco, nel dettaglio, che cos’è l’energia geotermica, come funziona un impianto di questo tipo, quando conviene e quanto costa.

Energia geotermica definizione

La parola geotermia deriva dal greco e significa “Calore della Terra”. L’energia geotermica è quella contenuta, sotto forma di calore, nel sottosuolo e che è possibile sfruttare trasferendola dalle profondità fino in superficie.

Di solito la geotermia si divide in bassa, media e alta entalpia, in base al criterio più comune di classificazione delle risorse geotermiche. L’entalpia, come riporta l’Unione Geotermica Italiana, può essere considerata così: “più o meno proporzionale alla temperatura, è usata per esprimere il contenuto termico (energia termica) dei fluidi, e dà un’idea approssimativa del loro ‘valore’”.

L’alta entalpia, caratterizzata da temperature superiori ai 150 °C, è ideale per la produzione di energia geotermoelettrica; nasce in Italia, a Larderello, all’inizio del XX secolo, dove sorse il primo impianto di produzione industriale al mondo di energia elettrica geotermica.

C’è poi la geotermia a media entalpia (tra 80 e 150 °C), utile per la produzione di energia elettrica e per il teleriscaldamento.

Più interessante, a livello di sfruttamento per fini domestici, quella a bassa entalpia (tra 20 e 80 °C): anche in questo caso riguarda lo sfruttamento del sottosuolo come serbatoio termico per riscaldare, prelevando calore in inverno, e raffrescare, cedendolo in estate. Questa forma energetica non richiede la necessità di sonde a grande profondità ed è praticamente sfruttabile ovunque. Ed è su questa che andremo a concentrare l’attenzione.

Impianto geotermico a bassa entalpia

Una pompa di calore geotermica è un impianto che sfrutta la geotermia a bassa entalpia, in grado di riscaldare o raffrescare un ambiente e, eventualmente, produrre anche acqua calda sanitaria.

La pompa di calore, che è una macchina frigorifera, effettua una sorta di scambio di calore, trasferendolo da una fonte più fredda ad una più calda. Nel caso delle pompe geotermiche la sorgente di energia è, appunto, il calore contenuto nel terreno, che viene “raccolto” attraverso delle sonde geotermiche installate nel terreno e collegate alla pompa di calore.

Nelle sonde scorre un fluido termovettore, responsabile del trasporto dell’energia accumulata fino alla pompa di calore, alimentata ad elettricità. Dalla pompa di calore, poi, il calore viene distribuito in tutto l’edificio, ad esempio attraverso dei pannelli radianti a pavimento.

Impianto geotermico
Credit photo: By WGisol – Own work, CC BY-SA 4.0

La temperatura del terreno è costante tutto l’anno e, quindi, l’impianto funzionerà in modo costante, senza accusare gli sbalzi di temperatura esterni e subire perdite di efficienza.

Le sonde geotermiche, generalmente realizzate in tubi di polietilene, possono essere verticali o orizzontali: nel primo caso scendono in profondità nel terreno (anche 100/150 metri) attraverso apposite tecniche di carotaggio e permettono la circolazione di un fluido nel loro interno, che scende e risale  scambiando calore con il sottosuolo, seguendo una forma a “U”, una sorta di scambiatore a circuito chiuso tra pompa di calore e terreno facendo circolare un fluido termovettore, generalmente acqua glicolata. Nel secondo vengono disposte in orizzontale e più in superficie.

Prima di installare le sonde è sempre opportuno richiedere una consulenza geologica, in quanto è necessario verificare che il terreno sia adatto ad ospitare le sonde: le condizioni migliori si hanno quando il sottosuolo è umido e sabbioso, le peggiori con un terreno secco e roccioso.

Quali sono i vantaggi della geotermia?

Anche se in Italia le pompe di calore geotermiche sono ancora poco diffuse (rappresentano infatti meno dell’1% del totale della potenza installata), i vantaggi che offrono sono diversi, a partire dalla loro efficienza. L’efficienza delle pompe di calore geotermiche, infatti, è maggiore rispetto a quella di altri impianti ed è compresa tra il 33% e il 50%.

Questo assicura anche minori costi di esercizio, variabili dal 50 al 70% in meno rispetto a un sistema tradizionale a metano, a gpl o ancor più a gasolio.

Inoltre, la geotermia è una fonte rinnovabile e, oltre a garantire rendimenti elevati a fronte di consumi elettrici esigui, riduce le emissioni climalteranti e il consumo di risorse per la climatizzazione domestica. Oltre al riscaldamento geotermico e al raffrescamento, una PdC geotermica permette anche la produzione di acqua calda sanitaria, riducendo così i tempi di ammortamento.

Va aggiunta anche la durevolezza dell’impianto geotermico domestico: una pompa di calore può durare anche 20 anni; le sonde arrivano a decine e decine di anni. Infine, un impianto di questo genere contribuisce ad aumentare la classe energetica dell’immobile e il suo valore sul mercato.

Eventuali limiti all’installazione potrebbero invece dipendere da una carenza di conoscenza sulla geotermia da parte degli utenti finali, una progettazione talvolta un po’ complessa dell’impianto e il costo inziale. Inoltre, la pompa di calore geotermica non è adatta alla sostituzione di altri impianti in edifici vecchi e poco efficienti, che purtroppo rappresentano ancora la maggioranza del parco immobiliare italiano. L’efficienza e i vantaggi della pompa di calore, infatti, verrebbero meno se questa fosse installata in un edificio non isolato e combinato con un sistema di distribuzione del caldo ad elevate temperature, come i termosifoni.

Quando e dove conviene usare un impianto geotermico?

Gli impianti a pompa di calore geotermica sono adattabili a qualsiasi tipo di edificio, dal residenziale alla pubblica utilità. Quando pensare a una realizzazione? In tutti gli edifici in costruzione rappresenta sicuramente una soluzione ideale.

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Più complessa è la fattibilità di realizzare un impianto in un edificio esistente: in quel caso è necessario un parere esperto che potrà verificare la possibilità, i costi e l’efficacia del sistema. Per quanto riguarda il tipo di terreno ideale, il territorio italiano è largamente funzionale alla sua esecuzione.

Infine, se la pompa di calore geotermica è abbinata a un impianto fotovoltaico, quest’ultimo permette di fornire l’energia necessaria alla pompa di calore, riducendo ulteriormente consumi e costi.

Quanto costa un impianto geotermico?

Come anticipato, il costo dell’impianto può rappresentare ancora un limite all’acquisto delle pompe di calore geotermiche, più costose sia degli altri modelli di PdC, che di altre soluzioni impiantistiche.

Il costo dell’impianto dipende da differenti fattori e somma il costo della pompa di calore, dell’installazione delle sonde e della posa dei pannelli radianti. Un impianto a PdC geotermica, per un appartamento medio, può costare anche 15.000 euro, con un prezzi crescenti anche in relazione alla superficie da riscaldare e, quindi, alla potenza installata. Inoltre, a quello dell’impianto, purtroppo, possono sommarsi anche eventuali costi dovuti ad autorizzazioni per le perforazioni e per la posa delle sonde.

È chiaro che l’investimento risulta interessante a chi dimostra una certa attenzione e sensibilità al tema del risparmio energetico, con la consapevolezza che una spesa oggi, assicura un risparmio domani.

Gli incentivi per installare le pompe di calore geotermiche

Per favorire gli interventi mirati all’ottenimento del risparmio energetico, già da alcuni anni il Governo ha introdotto una serie di incentivi, che vengono erogati sotto forma di detrazioni fiscali.

Per chi decide di riqualificare la propria abitazione, infatti, è interessante sapere che l’installazione di una pompa di calore geotermica rientra tra gli interventi ammessi dall’Ecobonus, con detrazioni fino al 65% della spesa. Nel 2020, inoltre, il Superbonus 110% introdotto dal Decreto Rilancio potrebbe dare un ulteriore slancio all’acquisto e all’installazione di pompe di calore.

L’incentivo riguarda alcuni interventi trainanti ed altri secondari, purché abbinati ad i primi. Tra gli interventi trainanti, però, c’è anche la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati. Questo intervento, però, deve al contempo garantire un miglioramento di due classi energetiche dell’edificio o l’ottenimento della massima classe possibile. Probabilmente, la sola pompa di calore non è sempre sufficiente per raggiungere questo obiettivo, ma può essere sicuramente detratta in combinazione ad un altro intervento. Il Superbonus sarà in vigore fino al 31 dicembre 2021, salvo eventuali modifiche future.

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