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Inaugurato Fico Eataly World a Bologna, che in un unico luogo racchiude la bellezza e i profumi della biodiversità, che racconta un patrimonio tutto italiano. Un progetto innovativo nato per iniziativa del CAAB – Centro Agroalimentare di Bologna, promosso dal Comune di Bologna e firmato da Politecnica, fra le maggiori società di progettazione integrata a capitale italiano. Opera in cui l’innovazione architettonica si sposa con quella metodologica e di approccio attraverso l’utilizzo del BIM. Massima attenzione è stata assicurata ai temi della sostenibilità ambientale e dell’efficienza energetica. Fico Eataly World su 90.000 metri quadrati è un piacere per il gusto, l’olfatto e gli occhi, grazie ai mercati e botteghe dedicati alla biodiversità che si alternano e ai 45 punti di ristoro di cucina regionale. In totale sono 8 gli ettari del più grande parco agroalimentare al mondo, destinati a 40 fabbriche di prodotti alimentari e 2 ettari di campi e stalle all’aria aperta. Inoltre sono presenti un centro congressi modulabile da 50 a 1.000 persone e 6 aule didattiche. Il parco dell’agroalimentare, nasce dalla riconversione in chiave sostenibile e modulabile del CAAB (Centro Agro Alimentare Bologna), progetto realizzato sempre da Politecnica negli anni Novanta per dare continuità alla tradizione commerciale bolognese, con un mercato ortofrutticolo, sviluppato con sistemi di progettazione tradizionali che è diventato un polo di primaria importanza per il sistema distributivo agroalimentare nazionale ed europeo e che si apre sul mercato del cibo con FICO Eataly World. Nella progettazione di FICO Eataly World è stata posta massima attenzione ai temi della sostenibilità ed efficienza, a partire dagli impianti. Per sempio sono stati utilizzati gruppi frigoriferi a levitazione magnetica che si caratterizzano per elevatissimi rendimenti ai carichi parziali. In copertura è installato un grande impianto fotovoltaico che si sviluppa su più di 100.000 mq per 15 milioni di Kwh che alimenta Fico Eataly World. L’illuminazione efficiente a LED è perfezionata da un sistema di regolazione avanzato, che ottimizza i consumi energetici in base alle reali richieste. Il modello BIM Politecnica – che ha curato la progettazione esecutiva delle opere civili, strutturali, impiantistiche, l’implementazione dei layout degli espositori, fino alle valutazioni tecniche urbanistiche – vista la complessità del progetto e l’alto numero di layout degli oltre 40 espositori, fabbriche, campi, centri congressi, punti di ristoro e servizi, ha realizzato il progetto su piattaforma BIM (building integration modelling), modello che è stato utilizzato anche nella fase realizzativa, per integrare le informazioni dei materiali e delle apparecchiature installate. Politecnica, oltre a coordinare tutte le fasi di progettazione esecutiva, ha anche seguito la realizzabilità delle opere sotto l’aspetto normativo, tecnico, logistico e organizzativo, assicurando piena collaborazione fra i vari attori coivolti, progettisti e imprese di costruzione. La scelta di utilizzare la tecnologia BIM ha assicurato una serie di vantaggi, quali la diminuzione del numero delle modellazioni dello stesso oggetto, l’integrazione delle discipline attraverso la federazione dei modelli e la garanzia della corretta trasmissione del dato progettuale da una disciplina all’altra in modo efficiente ed efficace. L’architetto Giuseppe Cacozza, coordinatore della progettazione per conto di Politecnica, ha commentato che l’utilizzo della tecnologia BIM è stata un’ottima scelta perché ha permesso di implementare l’elevato numero di layout che si succedevano, modificando automaticamente il progetto e adeguandolo alle esigenze costruttive dell’impresa che doveva eseguire i lavori, garantendo inoltre tempi di realizzazione rapidi in tutte le fasi, considerando tutte le necessità della committenza. Tema Tecnico Architettura sostenibile Consiglia questo progetto ai tuoi amici Commenta questo progetto