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Si è conclusa con risultati a dir poco deludenti la terza procedura d’assegnazione, su 7 previste, degli incentivi del DM FER1, lanciata lo scorso 29 maggio, in un momento certamente difficile per l’economia. Come sappiamo il decreto FER mette a disposizione nuovi incentivi per le fonti rinnovabili, per un totale di 8.000 MW, regolando l’accesso per quattro gruppi differenti di impianti a seconda della tipologia. Nel terzo bando, a fronte di un contingente di potenza di 1.340,8 MW tra Procedure d’Asta (936 MW) e di iscrizione ai Registri (404,8 MW), le richieste di accesso degli operatori sono state di soli 433,8 MW (di cui 337 MW nelle Aste e 96,8 MW nei Registri), circa un terzo del contingente di potenza offerto. Rispetto ai precedenti bandi si segnala inoltre una bassa partecipazione in tutte le tipologie di impianti sia quelli nuovi sia i rifacimenti, fatta eccezione per il contingente per il Registro Gruppo B relativo agli impianti idroelettrici e a gas residuati dei processi di depurazione. Tabella riepilogativa Graduatorie Bando 3 D.M. 04/07/2019 Il GSE specifica che per gli impianti ammessi in posizione utile, la pubblicazione sul sito è da intendersi come comunicazione di esito positivo della procedura a seguito della quale decorrono i termini per l’entrata in esercizio degli impianti, che in realtà sono prorogati di 21 giorni, “ovvero del periodo ricompreso tra la data di pubblicazione delle graduatorie (24/09/2020) e il termine (15/10/2020) dello stato di emergenza dichiarato con le Delibere del Consiglio dei Ministri del 31/01/2020 e del 29/07/2020”. Le richieste di accesso agli incentivi per gli impianti ammessi devono essere presentate tramite il Portale FER-E entro 30 giorni solari dalla data di entrata in esercizio, secondo quanto stabilito dal Regolamento Operativo per l’accesso agli incentivi. Gli impianti ammessi in posizione utile e già in esercizio potranno fare richiesta fino al 25 ottobre 2020. In una nota su facebook il Senatore Paolo Arrigoni, responsabile del Dipartimento Energia della Lega ha parlato di esito disastroso, che “certifica il fallimento (prevedibile alla luce dell’esito del bando 2) del sistema di accesso agli incentivi per gli impianti di produzione di energia elettrica a fonti rinnovabili. Le criticità per l’ottenimento delle autorizzazioni, unite alle problematiche dovute all’emergenza sanitaria, fanno e faranno sì che gli obiettivi del governo al 2030 scritti nel PNIEC non saranno assolutamente raggiunti se non ci sarà una vero cambio di passo”. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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