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L’Istat ha pubblicato la settima edizione del report “Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo” che, attraverso 12 indicatori raccolti in 19 settori, presenta un quadro d’insieme dei diversi aspetti economici, sociali, demografici e ambientali del nostro Paese, della sua collocazione nel contesto europeo e delle differenze regionali che lo caratterizzano. Gli indicatori, che spaziano dall’economia alla cultura, dal mercato del lavoro alle condizioni economiche delle famiglie, dalle infrastrutture alla finanza pubblica, dall’ambiente alle tecnologie, dall’energia all’innovazione, si possono facilmente consultare, scaricare e approfondire. Energia: consumi pro capite, analisi della domanda e dell’offerta, il ruolo delle rinnovabili Il rapporto nel capitolo dedicato all’Energia, evidenzia la forte dipendenza del Bel Paese dai mercati energetici esteri. Nel 2013 i consumi elettrici sono stati pari a 4.856,0 kWh per abitante, con un decremento, rispetto al 2011, del 6,8% circa, riportando i consumi al di sotto dei valori registrati nel 2009 (4.999,7). In Italia il consumo pro capite di energia elettrica risulta inferiore alla media europea e a quello degli altri paesi di grandi dimensioni (fonte Eurostat), cnei paesi Ue28 nel 2012 il consumo è stato pari a 5.544,8 kWh per abitante. In Italia il valore di 4.983,1 kWh per abitante, è inferiore a quello degli altri paesi di più grandi dimensioni come Regno Unito (4.984,6 kWh per abitante), Spagna (5.135,6 kWh per abitante), Germania (6.537,0 kWh per abitante) e Francia (6.633,0 kWh per abitante). Lussemburgo (11.797,8 kWh per abitante), Finlandia (14.913,5 kWh per abitante), e Svezia (13.368,9 kWh per abitante) consumano più energia elettrica ma l’Istat sottolinea che negli ultimi 2 paesi l’energia proviene prevalentemente da fonti rinnovabili a minor impatto ambientale. Il fabbisogno elettrico complessivo in Italia nel 2013 è stato soddisfatto, per l’86,8%, dalla produzione nazionale e, per la quota rimanente, con il saldo tra le importazioni e le esportazioni. Nella produzione elettrica l’impiego delle fonti rinnovabili ha avuto un incremento (+21,5%) più sostenuto rispetto alle fonti tradizionali che, comunque, risultano ancora predominanti nella generazione elettrica. In particolare, tra queste, si conferma il primato del gas naturale (57,8%) come combustibile maggiormente utilizzato per la produzione di energia elettrica. Nel 2013 la produzione lorda di energia elettrica registra un valore pari a 48,1 GWh per 10 mila abitanti, in lievissima flessione rispetto al 2012 (50,3). Secondo quanto stabilito dalla direttiva 2009/28/Ce, nel 2020 l’Italia dovrà coprire il 17% dei consumi finali di energia – nei settori elettricità, riscaldamento e raffreddamento, trasporti – mediante fonti rinnovabili. Per quanto riguarda il solo settore elettrico, nel 2013 complessivamente la produzione lorda elettrica da fonti rinnovabili è aumentata rispetto al 2010 ed è aumentata anche la sua incidenza sul consumo interno lordo di energia elettrica. In particolare nel 2013 in Italia la quota del consumo interno lordo di energia elettrica coperta da fonti rinnovabili è pari al 33,7%, in aumento del 6,8% rispetto all’anno precedente. Rispetto alla media UE (dati 2012) pari a 23,5%, l’Italia registra un valore (27,6%) superiore e si colloca al di sotto della Spagna e al di sopra di Germania, Francia e Regno Unito. L’Austria e la Svezia presentano valori molto alti, superiori al 50% di consumi di energia elettrica generata da fonti rinnovabili (rispettivamente 65,5 e 60,0%). Tra i paesi che, al contrario, sfruttano meno questo tipo di energia figurano Ungheria, Cipro, Lussemburgo e Malta , con quote inferiori al 7%. La distribuzione sul territorio nazionale delle fonti rinnovabili evidenzia la prevalenza dall’apporto idrico nelle regioni montuose e della fonte eolica nel Mezzogiorno. Si segnala invece una sostanziale uniformità in tutta Italia nello sviluppo della produzione elettrica da biomasse, mentre la Toscana è l’unica regione in Italia a produrre energia geotermica. Per quanto riguarda l’utilizzo delle rinnovabili nelle varie regioni, si conferma nel 2013 una produzione in quantità nettamente superiore alla richiesta interna in Valle d’Aosta e nelle province autonome di Trento e Bolzano. Tra le altre regioni del Nord solo il Piemonte (41,6%) mostra un’incidenza della produzione di energia elettrica coperta da fonti rinnovabili sul totale dei consumi superiore alla media nazionale, mentre la Liguria si distingue per la quota molto contenuta (9,3%). Nel Centro alle consistenti quote dell’Umbria (47,8%) e della Toscana (37,3%) si contrappone il basso valore del Lazio (15,1%). Nel Mezzogiorno si segnalano, tra le regioni che presentano i valori più elevati dell’indicatore, il Molise con l’89,3%e la Calabria con il 79,8%. Interessante sottolineare che dal Rapporto emerge che le emissioni di gas serra sono quasi in linea con gli obiettivi definiti dal protocollo di Kyoto. Nel periodo 2008-2012 i paesi dell’area Ue15 si sono impegnati a ridurre complessivamente dell’8%, rispetto al livello del 1990, le emissioni dei gas ad effetto serra. Per l’Italia l’obiettivo da perseguire è una riduzione delle emissioni pari al 6,5%. Considerando la media delle emissioni del periodo 2008-2012, il contenimento delle emissioni raggiunto dall’Italia è circa del 4,6% (-5,4 punti percentuali nel 2012 rispetto all’anno precedente). Quindi anche se l’obiettivo fissato non è ancora pienamente raggiunto, la tendenza è positiva (le emissioni in valore assoluto passano dai 519 milioni di tonnellate di CO2 equivalente del 1990 ai 460 del 2012). 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