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E’ importante la possibilità assicurata dalla Manovrina di cessione delle detrazioni agli istituti di credito per gli incapienti. Ma si può fare di più Renovate Italy, partendo dalla possibiltà introdotta dalla Manovrina per gli incapienti di cedere il credito corrispondente alla detrazioni fiscali dell’ecobonus anche agli istituti di Credito ed intermediari finanziari, propone un’analisi con punti di forza e elementi non positivi, che andrebbero rivisti per assicurare il successo del nuovo incentivo. Tra i punti che potrebbero limitare le potenzialità della cessione, Renovate segnala che ottenere la maggioranza in condominio per dare il via ad interventi di riqualificazione profonda non è facile, perché si tratta di misure che, rispetto a quelle che interessano superfici più piccole, devono rispettare obblighi di legge più severi. L’ecobonus condomini è stato pensato per superare queste difficoltà, offrendo vantaggi aggiuntivi all’ecobonus tradizionale a cui posso accedere gli interventi minori, in modo che i condòmini fossero stimolati a scegliere di realizzare interventi di deep renovation. Con le novità delle ultime settimane, il divario tra ecobonus condomini ed ecobonus tradizionale si è via via assottigliato, togliendo appeal al nuovo incentivo in favore di quello vecchio, che però ha storicamente dimostrato di non sapere stimolare proprio gli interventi sull’involucro (tanto meno quelli profondi). Vediamo qui di seguito un confronto dettagliato tra le varie detrazioni esistenti per gli interventi in condominio: interventi di ristrutturazione/manutenzione; interventi di risparmio energetico su parti private; interventi di risparmio energetico su parti comuni Dall’analisi della tabella emerge come, dopo gli ultimi provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate per la cessione del credito e della Manovrina, le detrazioni fiscali condomini del 70% e 75%, pensate per incentivare gli interventi profondi sull’involucro e per riqualificare lo stock edilizio in NZEB, ed ecobonus tradizionale (detrazioni del 65% per la parti comuni) si siano molto avvicinati. Renovate Italy fa per esempio notare che gli interventi di coibentazione delle pareti (orizzontali/verticali) che sono quelli con la migliore efficacia in termini di quantità di energia risparmiata ed efficienza, sono anche gli interventi meno realizzati in assoluto (dal 2010 solo il 2-3% di tutte le domande a valere sull’ecobonus hanno riguardato questi interventi). Quindi bisognerebbe incentivarli con misure ad hoc. Al momento i vantaggi dell’ecobonus condomini si limitano a una intensità di contribuzione del 5% – 10% superiore rispetto all’ecobonus tradizionale; e come sappiamo hanno dato la possibilità di cessione del credito a soggetti privati diversi da istituti di credito ed intermediari finanziari. Secondo Renovate Italy si tratta di misure non ancora sufficienti a far decollare davvero l’incentivo. E’ probabile che una parte dei condomini scelga di utilizzare l’ecobonus tradizionale senza decidere di realizzare una riqualificazione profonda ma solo interventi di piccola entità. Il rischio aumenta considerando che gli interventi che incidono su almeno il 25% dell’involucro (proprio quelli incentivati dall’ecobonus condomini) devono sottostare ad ulteriori obblighi (es. su H’T, coefficiente medio globale di scambio termico per trasmissione per unità di superficie disperdente) introdotti dal DM 26 giugno 2015 “requisiti minimi”, che fanno aumentare i costi e dunque complicano la formazione della necessaria maggioranza in assemblea di condominio. Non resta che aspettare e verificare dopo un anno dalla introduzione ecobonus condomini quali saranno i risultati. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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