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Alzata dal Parlamento Europeo al 35% la quota di rinnovabili nel mix energetico e il target per efficienza energetica, 12% di energia da fonti rinnovabili nei trasporti Il Parlamento Europeo, in seduta plenaria, ha votato la nuova Direttiva Energie Rinnovabili per il periodo 2020-2030 e ha approvato nuovi obiettivi vincolanti per aumentare l’efficienza energetica al 35%, portare dal 27% al 35% la quota delle rinnovabili nel mix energetico totale e una quota del 12% di energia da fonti rinnovabili nei trasporti entro il 2030. Jose Blanco Lopez (S&D, ES), relatore per le rinnovabili, ha commentato che se l’Europa vuole raggiungere gli obiettivi fissati dall’accordo di Parigi e guidare la transizione verso la sostenibilità energetica, è necessario essere “meno timidi” rispetto alle recenti proposte della Commissione europea, a favore di obiettivi più ambiziosi per il 2030. A questo punto gli Stati membri dell’Unione dovranno definire le necessarie misure nazionali per l’energia e il clima per il periodo dal 2021 al 2030, notificarle entro il 1° gennaio 2019 alla Commissione e, successivamente, ogni dieci anni. Le misure saranno monitorate dalla Commissione, che potrà formulare raccomandazioni o adottare misure correttive secondo le nuove regole sulla governance dell’Unione dell’energia. Efficienza energetica Per quanto riguarda l’efficienza energetica il PE ha votato, con 485 voti favorevoli, 132 contrari e 58 astensioni, a favore di un obiettivo minimo vincolante del 35%, fissando obiettivi nazionali indicativi e considerando il consumo energetico previsto per il 2030, simulando il consumo energetico e il sistema di approvvigionamento energetico nell’UE. Energia rinnovabile E’ stata approvata, con 492 voti favorevoli, 88 contrari e 107 astensioni, la risoluzione che fissa per il 2030 al 35% la quota di energie rinnovabili nel mix energetico. Anche in questo caso gli Stati membri dell’Unione dovranno fissare le necessarie misure nazionali che verranno monitorate, tollerando a determinate condizioni uno scostamento fino al 10%. Autoconsumo e comunità energetiche Il Parlamento ha rafforzato le misure a supporto dei “prosumer”, ovvero i consumatori che producono energia elettrica nei loro edifici, garantendo la possibilità di consumarla, di installare sistemi di stoccaggio senza dover pagare oneri o imposte e di unirsi in cooperative di energie rinnovabili senza essere soggetti a condizioni o procedure ingiustificate. Trasporti Nel 2030 il 12% dell’energia consumata nei trasporti di ogni Stato dell’UE dovrà provenire da fonti rinnovabili. L’uso dei biocarburanti di prima generazione, composti da colture alimentari e da mangimi dovrà essere limitato ai livelli del 2017, mentre quelli di ultima generazione, dal minore impatto sull’uso del suolo, dei carburanti rinnovabili per i trasporti di origine non biologica, dei combustibili fossili a base di rifiuti e dell’elettricità rinnovabile dovrà essere pari almeno all’1,5% nel 2021, con un aumento fino al 10% nel 2030. I deputati vogliono anche vietare l’uso dell’olio di palma a partire dal 2021. Stazioni di ricarica Una risoluzione prevede il potenziamento delle stazioni di ricarica: entro il 2022, il 90% delle stazioni di rifornimento lungo le strade delle reti transeuropee dovrà dotarsi di punti di ricarica ad alta potenza per i veicoli elettrici. Biomassa I regimi di sostegno alle rinnovabili derivanti dalla biomassa devono essere concepiti in modo tale da non incoraggiare un uso inappropriato della biomassa dove esistano impieghi industriali o materiali che offrono un valore aggiunto più alto, in quanto il carbonio catturato nel legno verrebbe liberato se fosse bruciato per riscaldamento. Per quanto riguarda la produzione di energia, occorre pertanto dare priorità alla combustione dei rifiuti di legno e residui. Michele Rivasi (Verdi/ALE, FR), correlatrice per la governance, ha commentato con soddisfazione che grazie a questa politica coraggiosa del PE, si potrà avviare una reale lotta contro la povertà energetica, sviluppando una reale indipendenza energetica, creando posti di lavoro e assicurando investimenti sicuri. Tra le prime reazioni Greenpeace in un comunicato, pur esprimendo soddisfazione per l’aumento del target rinnovabili dal 27% al 35% e il sostegno a supporto dei cittadini che autoproducono energia in casa o unendosi ad una cooperativa, fa notare che il PE avrebbe dovuto “mantenere il focus sulle soluzioni reali, e non su quelle false come i biocombustibili“. Secondo Greenpeace la proposta del Parlamento permetterebbe agli Stati membri di bruciare interi alberi, abbattuti per essere sfruttati a fini energetici e raggiungere gli obiettivi sulle rinnovabili, senza considerare che in questo modo aumenterebbero le emissioni e si contribuirebbe in modo significativo al degrado delle foreste. I negoziati sui provvedimenti energetici tra Consiglio, Parlamento e Commissione potranno iniziare immediatamente poiché il Consiglio ha approvato i suoi orientamenti generali sull’efficienza energetica il 26 giugno e sulle energie rinnovabili e la governance dell’Unione dell’energia il 18 dicembre. 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