APE, Attestato di Prestazione Energetica: cos’è, quando è obbligatorio, quanto costa e chi lo rilascia 24/09/2026
Trasformare un vecchio edificio storico, punto di riferimento della città, in un’icona moderna dell’ecologia, senza rinunciare ai suoi preziosi elementi architettonici. Così l’Hotel des Postes cambia la sua pelle. a cura di Tommaso Tautronico Progettato tra il 1905 e il 1910 dall’architetto dello Stato Sosthène Weis, lo storico edificio della sede della società di telecomunicazioni è un simbolo della città di Lussemburgo. Di elevato pregio architettonico, con uno stile neo-rinascimentale, l’edificio è stato costruito principalmente utilizzando pietra e cemento armato. Presto però questo simbolo del passato diventerà oggetto di una metamorfosi, trasformandosi in un simbolo della modernità, pur mantenendo inalterati i suoi simboli architettonici. Lo studio parigino Vincent Callebaut Architectures, grazie alla sua visione ispirata alla crisalide, si è aggiudicato il primo posto al concorso internazionale di design “POST Luxembourg”. L’idea è di trasformare lo storico edificio in un simbolo ecologico per l’intera città, rendendolo neutrale dal punto di vista delle emissioni di carbonio. Soprannominata la metamorfosi dell’Hotel des Postes, il masterplan vincente si sviluppa su quasi 120.000 metri quadrati di spazio a uso misto che comprendono alloggi, spazi dedicati al co-working, negozi, un birrificio, un ristorante e un giardino pensile dedicato alla permacultura. La metamorfosi dell’Hotel des Postes Pur risalendo agli inizi del ‘900 l’edificio è stato oggetto di diversi interventi di rinnovamento, che ne hanno ampliato l’estensione. Il progetto di “metamorfosi” partirà dalla trasformazione del cortile interno in un atrio coperto, con l’aggiunta di un volume a più piani ispirato alla crisalide. Di forma allungata e dall’aspetto di una cupola, questo spazio sarà ricoperto con celle fotovoltaiche. Per raggiungere la carbon neutrality l’edificio non solo sarà alimentato con energie rinnovabili come solare, eolica e biomassa, ma sarà anche rinnovato per seguire i principi della progettazione passiva. Un involucro ermetico, finestre con doppi vetri e isolamento altamente efficiente permetteranno all’edificio di consumare meno di 30 kWh di energia per metro quadrato all’anno e raggiungere obiettivi energetici prossimi allo zero netto. Sebbene il progetto richieda un significativo rinnovamento dei sistemi energetici strutturali, i progettisti dello studio Vincent Callebaut preserveranno gli elementi architettonici dell’edificio. “Il nostro obiettivo è quello di rivelare le qualità intrinseche del patrimonio dell’edificio e metterle in evidenza con un’architettura contemporanea” spiegano gli architetti. “Tra storia e modernità, tra patrimonio e innovazione, questa metamorfosi rafforza l’identità patrimoniale del luogo, trasformando l’edificio storico in un simbolo dell’architettura contemporanea ed ecologica. Un progetto eccezionale dove low-tech e high-tech sono in sintonia”. Chissà in quale meravigliosa creatura si trasformerà l’edificio quando la metamorfosi sarà conclusa, per ora non ci resta che aspettare che il governo locale approvi il progetto. img by vincent.callebaut.org Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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