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A più di 30 anni dal disastro nucleare della centrale di Chernobyl, un impianto fotovoltaico da 1MW ha iniziato a produrre energia pulita che soddisfa il fabbisogno energetico di 2 mila abitazioni. Una rinascita per tutta la zona della vecchia centrale nucleare a cura di Tommaso Tautonico A 100 metri dal reattore numero 4 della centrale nucleare di Chernobyl sorge il primo impianto fotovoltaico diffuso del progetto Solar Chernobyl. Un progetto fotovoltaico ambizioso, partito nel 2013 e realizzato grazie alla join venture tra la compagnia energetica ucraina Rodina EG e l’azienda tedesca Enerparc AG, specializzata in impianti fotovoltaici. L’obiettivo è di arrivare a produrre 1 gigawatt di energia pulita. Dopo una lunga fase di progettazione, incubazione progettuale e di realizzazione impiantistica, lo scorso luglio la prima parte della nuova centrale elettrica ha immesso nella rete nazionale la prima quota di energia rinnovabile. Chernobyl produce ancora energia, ma questa volta non si tratta di energia nucleare. Energia fotovoltaica per 2 mila famiglie Il progetto parte nel 2013 quando il governo Ucraino, per cercare di donare nuovo lustro ad una zona devastata dalle radiazioni nucleari, effettua uno studio di fattibilità per individuare una zona idonea all’installazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia pulita. “È un terreno economicamente vantaggioso e con un buon livello di irraggiamento solare” ha dichiarato Ostap Semerak, ministro dell’Ambiente e delle risorse naturali ucraino. La scelta di destinare alla produzione di energia solare la zona di esclusione attorno alla centrale, è una scelta logica: 2.600 km2 non sicuri per la vita umana e per l’agricoltura, nonostante la flora e la fauna locale sembrano dare piccoli segni di rinascita. Così nel 2016 il governo ucraino, attraverso un disegno di legge che sfrutta gran parte dell’infrastruttura necessaria per immettere energia nella rete, ha realizzato un progetto energetico volto a trasformare l’area attorno alla centrale di Chernobyl in una centra elettrica diffusa da 1 gigawatt. Più di 3.700 pannelli solari disposti su 1,6 ettari di terreno garantiscono una capacità di circa 1 MW, appena sufficienti ad alimentare il fabbisogno di 2 mila famiglie. Una piccola parte rispetto al progetto complessivo da 1 gigawatt, ma un passo significativo per la rinascita di un territorio profondamente segnato dal punto di vista ambientale. Il governo ucraino non sembra volersi arrendere e sta procedendo nell’individuare nuovi interlocutori e player interessati a sviluppare il progetto Solar Chernobyl che presto, fanno sapere dall’Ucraina, potrebbe raggiungere i 100 MW di potenza. Potenze molto distanti rispetto ai 4 gigawatt dichiarati dalla vecchia centrale nucleare, ma per lo meno questa volta si tratta di energia pulita. img by www.solarchernobyl.com Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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