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Copernicus è un programma dell’Unione Europea che ha l’obiettivo di sviluppare un sistema di monitoraggio delle emissioni di CO2 per aiutare i paesi a verificarne il controllo e la riduzione. Come ormai ripetiamo quasi quotidianamente anche su queste pagine, rispettare l’obiettivo fissato dalla COP 21 di Parigi, mantenendo l’aumento del riscaldamento globale entro la soglia critica di 1,5° C rispetto ai livelli preindustriali, è una priorità per tutti i Paesi per evitare impatti devastanti legati al surriscaldamento. Tutti i paesi che hanno sottoscritto l’accordo hanno fissato i “Nationally Determined Contributions” per la riduzione delle emissioni dei gas serra, i progressi collettivi volti al raggiungimento dell’Accordo vengono verificati ogni 5 anni, definendo eventuali nuove azioni. L’Unione Europea con il programma Copernicus vuole aiutare i paesi membri a monitorare le emissioni di CO2 legate alle attività antropogeniche. In questo modo gli Stati conosceranno i propri progressi e potranno più facilmente decidere le azioni da attuare per raggiungere il target fissato. Si tratta di un progetto ancor più importante considerando che le emissioni di CO2 in atmosfera nel 2018 hanno superato 410 parti per milione per la prima volta. In particolare il Programma, realizzato dalla Commissione Europea (CE) in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA), l’Organizzazione Europea per l’Utilizzo dei Satelliti Meteorologici (EUMETSAT) e il Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine (ECMWF), parte da modelli esistenti di infrastrutture per progettare una serie di sistemi di monitoraggio satellitare e terrestri delle emissioni particolarmente innovativi e precisi. Si riuscirà a creare un collegamento tra le rilevazioni della concentrazioni di CO2 nell’atmosfera e le emissioni antropogeniche, fornendo informazioni molto importanti per ostacolare il cambiamento climatico. Josef Aschbacher, Direttore del Programma di Osservazione della Terra presso ESA sottolinea che sarà possibile ottenere una distinzione più precisa tra le emissioni antropogeniche e quelle naturali. Mauro Facchini, Capo dell’Unità Copernicus presso la Commissione Europea spiega che si tratta del più grande programma ambientale spaziale progettato in Europa che rappresenta un’importante innovazione “in materia di monitoraggio di CO2 verso la mitigazione dei cambiamenti climatici e che rafforzerà in maniera significativa la posizione di leadership dell’Europa sulla scena mondiale in questo ambito così importante per il nostro futuro”. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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