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Allarme Onu, evitare catastrofe umanitaria. Più a rischio Paesi con conflitti e crisi economiche. Per le Nazioni Unite è un combinato disposto che rischia di portare il Pianeta verso una deriva mai conosciuta prima. Viene stimato come il numero di persone che soffrono la fame potrebbe passare da 135 milioni a oltre 250 milioni. “Dobbiamo agire con decisione per proteggere il nostro Pianeta – osserva il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres – sia dal Covid-19 che dalla minaccia esistenziale dello sconvolgimento climatico”. Due crisi da affrontare, in colpo solo. E a tutte e due serve una guida, la scienza, per Greta Thunberg. E a Papa Francesco piace la mobilitazione dei giovani che hanno risvegliato le coscienze: “Sarà ancora necessario che i nostri figli scendano in strada per insegnarci ciò che è ovvio, vale a dire che non c’è futuro per noi se distruggiamo l’ambiente” a cura di Tommaso Tetro Indice degli argomenti: I paesi più minacciati dall’emergenza Il green al centro degli investimenti Il clima e il coronavirus, un combinato disposto che rischia di portare il mondo verso una deriva mai conosciuta prima. L’Onu parla di carestie di “proporzioni bibliche”, con l’aumento di oltre 115 milioni di persone affamate, per colpa della pandemia; e contemporaneamente mette in guardia sulla perdita di natura del Pianeta a causa della profonda emergenza ambientale. “Tutti gli occhi sono puntati sul coronavirus, ma c’è un’altra profonda emergenza, la crisi ambientale in atto nel Pianeta – osserva il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres – la biodiversità è in forte calo, le perturbazioni climatiche si stanno avvicinando a un punto di non ritorno. Dobbiamo agire con decisione per proteggere il nostro Pianeta sia dal Covid-19 che dalla minaccia esistenziale dello sconvolgimento climatico”. Il Programma alimentare mondiale avverte che è necessaria un’azione urgente per evitare una “catastrofe umanitaria”, dal momento che nel suo rapporto viene stimato come il numero di persone che soffrono la fame potrebbe passare da 135 milioni a oltre 250 milioni. La popolazione più a rischio è quella che vive nei 10 Paesi più colpiti da guerre e conflitti, dalle crisi economiche, e dai cambiamenti climatici. Le immagini del lockdown, senza traffico, con i cieli senza cappe di smog, acque pulite e animali selvatici che vagano liberi sulle strade vuote, trasmettono l’immagine di un Pianeta mai visto prima ma rimandano anche l’espressione più concreta del grande dramma che sta vivendo l’umanità. I paesi più minacciati dall’emergenza I 2,7 milioni di contagi e gli oltre 180mila morti sono l’effetto più visibile della pandemia, ma non l’unico. Perché soprattutto a lungo termine l’impatto sull’economia globale potrebbe essere molto più devastante. A partire dai Paesi più poveri, e quelli dove sono in corso conflitti, crisi economiche e cambiamenti climatici; quelli maggiormente a rischio sono 10: Yemen, Repubblica democratica del Congo, Afghanistan, Venezuela, Etiopia, Sud Sudan, Sudan, Siria, Nigeria e Haiti. In alcune parti dell’Africa orientale e dell’Asia meridionale la scarsità di cibo era arrivata a livelli endemici ancor prima della pandemia, a causa della siccità e delle invasioni di locuste. La pandemia però si abbatte anche sui Paesi in via di sviluppo; secondo la Banca Mondiale le rimesse dall’estero dovrebbero precipitare a livello globale di circa il 20% quest’anno passando da 554 miliardi di dollari del 2019 a 445 miliardi. Ma le risorse per allontanare lo spettro della fame ci sono: “Con la nostra esperienza e le nostre partnership, possiamo riunire i team e i programmi necessari per garantire che la pandemia di Covid-19 non diventi una catastrofe umana e alimentare”. L’attuale crisi, spiegano le Nazioni Unite, sono “un campanello d’allarme senza precedenti”; bisogna “trasformare la ripresa in una reale opportunità per fare le cose giuste per il futuro”. Il green al centro degli investimenti E’ per questo che vengono avanzate le proposte sul clima come linee guida da seguire: offrire nuovi posti di lavoro attraverso una transizione ecologica, legare il denaro dei contribuenti utilizzato per salvare aziende al raggiungimento di posti di lavoro ‘green’ e crescita sostenibile, passare ad un’economia verde, far confluire i fondi pubblici in settori e progetti che aiutino ambiente e clima, fermare i sussidi per i combustibili fossili, incorporare i rischi climatici nel sistema finanziario, e lavorare insieme come comunità internazionale. Due crisi da affrontare, in colpo solo. E a tutte e due serve una guida, la scienza. Un concetto semplice quello che Greta Thunberg esprime dal museo dei Nobel a Stoccolma nel corso di una conversazione on-line con il direttore del Potsdam Institute Johan Rockström: “Dobbiamo affrontare due crisi in una volta, quella del coronavirus e quella climatica, e come nell’attuale pandemia ascoltiamo la scienza e gli esperti così dobbiamo fare per l’altra”; nella pandemia “ci sono grandi rischi che ciascuno cerca di ridurre, anche se le misure adottate non sono andate bene per molti. La gente agisce in modo collettivo – osserva Greta – proteggendosi in molti Paesi ma qualche volta manca la leadership politica; noi siamo fortunati a vivere in democrazie in cui la crisi non scivola in una direzione sbagliata”. L’ambiente, e anche il movimento che si ispira a Greta, ha un alleato di rilievo. A Papa Francesco piace infatti la mobilitazione dei giovani per il clima che si è diffusa in tutto il Pianeta: “Si sono formati vari movimenti internazionali e locali per risvegliare le coscienze. Apprezzo sinceramente queste iniziative, e sarà ancora necessario che i nostri figli scendano in strada per insegnarci ciò che è ovvio, vale a dire che non c’è futuro per noi se distruggiamo l’ambiente che ci sostiene. Come famiglia unica e interdipendente, necessitiamo di un Piano condiviso per scongiurare le minacce contro la nostra casa comune. L’interdipendenza ci obbliga a pensare a un solo mondo, ad un progetto comune. Siamo consapevoli dell’importanza di collaborare come comunità internazionale per la protezione della nostra casa comune. Come la tragica pandemia ci sta dimostrando, soltanto insieme e facendoci carico dei più fragili possiamo vincere le sfide globali”. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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