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UN Report: necessario ridurre le emissioni globali del 7,6% ogni anno per il prossimo decennio per raggiungere l’obiettivo di Parigi di 1,5°C. Le tecnologie e le conoscenze politiche esistono per ridurre le emissioni, ma le trasformazioni devono iniziare subito la redazione L’Unep – Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente – ha pubblicato il Rapporto annuale “Emission Gap Report” che segnala una situazione drammatica sul divario tra gli obiettivi climatici fissati a livello globale dalla COP21 di Parigi e i progressi fatti. A meno che le emissioni globali di gas serra non diminuiscano del 7,6% ogni anno tra il 2020 e il 2030, l’obiettivo limitare l’aumento della temperatura entro 1,5° non potrà essere raggiunto. Per raggiungere l’obiettivo del 2% dovranno diminuire del 2,7% all’anno. Dopo il Bollettino pubblicato nei giorn scorsi dal WTO – Organizzazione Metereologica Mondiale che segnalava che i livelli di gas serra hanno toccato un nuovo record nel 2018, il nuovo rapporto Unep rileva che le emissioni di gas serra sono aumentate dell’1,5% all’anno nell’ultimo decennio. Le emissioni nel 2018, comprese quelle derivanti dallo sfruttamento del territorio, come la deforestazione, hanno raggiunto un nuovo massimo di 55,3 gigatonnellate di CO2 equivalente. Nel Rapporto si legge che anche se tutti gli attuali impegni incondizionati previsti dall’accordo di Parigi venissero attuati, senza cambiare radicalmente rotta ci sarebbe un aumento delle temperature di 3,2°C, con impatti climatici ancora più devastanti. I paesi sviluppati, i maggiori responsabili delle emissioni, devono assumere un ruolo guida Le nazioni del G20 rappresentano il 78% di tutte le emissioni, ma 15 membri del G20 non si sono impegnati a rispettare un calendario verso un’economia a 0 emissioni di carbonio. Devono aumentare di almeno 5 volte i livelli di ambizione dei contributi nazionali (NDC, Nationally Determined Contributions) per avviare le grandi trasformazioni delle economie per raggiungere l’obiettivo dell’1,5%. Nel breve termine, i paesi sviluppati dovranno ridurre le loro emissioni più rapidamente dei paesi in via di sviluppo, che risentono in modo sproporzionato dei cambiamenti climatici, questi ultimi però possono imparare dagli sforzi compiuti con successo dai primi e adottare tecnologie più pulite a un ritmo più rapido. Il rapporto sostiene che i cambiamenti climatici possono ancora essere limitati a 1,5°C, sono disponibili soluzioni per rendere possibile il raggiungimento degli obiettivi di Parigi, ma non vengono impiegate in modo sufficientemente rapido o su scala sufficientemente ampia. “Per dieci anni, il rapporto Emissions Gap Report ha lanciato l’allarme – e per dieci anni, il mondo ha solo aumentato le sue emissioni”, ha detto il Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres. Ma adesso non c’è più tempo: se non verranno adottate azioni drastiche per invertire le emissioni continueranno ad aumetare le ondate di calore, le tempeste e l’inquinamento. Ci si aspetta che i paesi aumentino significativamente i loro impegni sul clima in previsione della Conferenza delle Nazioni Unite COP26, che si terrà a Glasgow nel dicembre 2020. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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