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Agricoltura urbana: i vantaggi ambientali e sociali degli orti in città

La realizzazione degli orti urbani è un sistema “green”, sempre più diffuso, per riqualificare aree urbane degradate, per migliorare la qualità della vita nei quartieri e per favorire lo sviluppo del verde in città.

A cura di: Arch. Gaia Mussi

I vantaggi degli orti urbani

Cosa sono gli orti urbani e perché si fanno?

Gli orti urbani sono degli spazi, in città, destinati alla coltivazione. Si possono trovare in aree libere da costruzioni, nelle periferie, sui tetti e sulle terrazze, nonché in spazi ed edifici abbandonati.

 

I cittadini, anche se non sono coltivatori esperti, possono dedicarsi alla coltura di fiori, frutta e ortaggi. Gli orti urbani, per quanto sembri essere una tendenza contemporanea, affondano le loro radici nell’Ottocento, quando moltissimi contadini si trasferirono in città. A quei tempi erano una soluzione per soddisfare una richiesta alimentare crescente da parte di famiglie operaie e, in secondo luogo, per ritrovare un equilibrio tra città e aree verdi sempre più precario a causa della continua crescita urbana e industriale.

 

Agricoltura urbani: i vantaggi ambientali e sociali degli orti in città

 

Un secondo rilancio della pratica dell’agricoltura urbana fu nel secondo dopoguerra, quando i ceti meno abbienti si trovarono in una situazione di forte disagio economico. Nei decenni successivi, l’urbanizzazione e la crescita economica aumentarono e gli orti urbani tornarono a diminuire. Fino ad oggi, quando la necessità di migliorare le nostre città e renderle più verdi ha riportato in auge questa interessante e vantaggiosa pratica.

Perché realizzare un orto urbano? I vantaggi e i benefici degli orti in città

L’impatto positivo degli orti urbani sulla società è ormai comprovato, i vantaggi che offrono sono diversi, sia ambientali, che sociali e urbani. Da un punto di vista ambientale, l’agricoltura urbana permette di tutelare la biodiversità agricola e favorisce la filiera agroalimentare corta e senza l’uso di pesticidi.

 

Inoltre, favoriscono il riciclo dei rifiuti organici, utilizzati come concimi, e come tutte le aree verdi migliorano il microclima locale e combattono fenomeni come l’effetto isola di calore. Molto spesso, questi orti sono gestiti da associazioni impegnate in progetti sociali per la comunità locale.

 

Che cosa sono gli orti urbani e quali vantaggi hanno

 

Coltivare un orto urbano, oltre a soddisfare la domanda di frutta e verdura dei cittadini, che godono di prodotti freschi e coltivati in autonomia, favorisce la socialità. Infatti, gli orti urbani sono solo uno dei progetti che concorrono a rendere le nostre città sempre più sostenibili, sia da un punto di vista ambientale che sociale. In molti casi vengono coinvolte fasce della popolazione sensibili, come gli anziani, per lo sviluppo di progetti di inclusione sociale e di attività all’aria aperta. Nei paesi anglosassoni si parla di “community garden”, in italiano si usa il termine orto sociale. Infine, come anticipato, offrono molto spesso una soluzione veloce per riqualificare aree degradate o abbandonate.

Gli orti urbani in Italia

Nell’ultimo decennio, a partire dai grandi centri urbani, diverse associazioni hanno in vari modi spinto per lo sviluppo sostenibile delle città e per un nuovo stile di vita sano e rispettoso dell’ambiente.

 

Nel 2013, una ricerca della Coldiretti, ha rilevato nel paese più di 3 milioni di metri quadri destinati alla coltivazione di orti urbani, un record senza precedenti. Negli anni successivi questa tendenza è cresciuta ancora e le superfici destinate ad orto sono aumentate di circa il 36%.

 

La regione con più orti urbani, secondo l’Istat, nel 2017 era l’Emilia Romagna, seguita dalla Lombardia e dalla Toscana. Le motivazioni che spingono gli italiani alla coltivazione dell’orto in città sono diverse e includono la passione, la necessità di risparmiare e la ricerca di cibo sano e biologico. Molto frequentemente il terreno è di proprietà del Comune, che emana dei bandi aperti ad associazioni e cittadini per sostenere e sviluppare iniziative di varia natura. Gli orti sono, quindi, un modo per restituire ai cittadini pezzi di città. Il fenomeno degli orti urbani, sempre più apprezzato, ha così trovato diverse applicazioni: ci sono orti sociali, orti didattici, orti aziendali e addirittura orti verticali, dove si coltiva sulle facciate degli edifici.

Gli orti urbani per riqualificare le città…

In Giappone, vicino a Tokyo, le persone sono costrette a pagare cifre considerevoli per l’acquisto della verdura importata a causa della difficoltà di coltivare la terra locale, molto inquinata. Così, unendo la necessità alimentare con un progetto di rigenerazione urbana, Toshiba ha trasformato una vecchia fabbrica di Floppy disk in una fattoria verticale idroponica.

 

Un altro esempio di riutilizzo di uno spazio urbano altrimenti in disuso arriva da Berlino. Nella capitale tedesca il più grande orto urbano, Allmende Kontor, è stato realizzato sulle piste d’atterraggio dell’ex aeroporto di Tempelhof, chiuso nel 2008. Il progetto è nato dall’impegno di 12 persone che, prendendo in concessione l’area, hanno sostituito l’asfalto delle piste con verdure, fiori e piante.

 

Allmende Kontor, il più grande orto urbano di Berlino

 

Esempi virtuosi che troviamo anche in Italia, ad esempio a Firenze, dove dal 2013 sorge un orto sociale su una vecchia pista di atletica nella zona di Borgo Pitti. Qui si sviluppa anche un progetto che coinvolge ragazzi con disabilità e la vocazione didattica del luogo è molto forte. È Bologna, invece, ad ospitare l’orto urbano più grande d’Italia a Borgo Panigale. In pochi anni l’orto è cresciuto fino a servire 150 famiglie e dare occupazione ad una decina di ragazzi.

 

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