Climatizzatori intelligenti: inverter, WiFi e pompa di calore per consumare meno tutto l’anno 24/06/2026
Indice degli argomenti: La normativa di riferimento Lo scopo delle valutazioni ambientali Le differenze tra la VIA e la VAS Anche il pubblico può esprimersi Negli anni si sono sviluppati diversi strumenti e regolamenti con lo scopo di preservare il patrimonio ambientale e culturale e ridurre i rischi per la salute dell’uomo derivanti da eventuali attività umane. In particolare, ci sono due procedimenti normativi, VAS e VIA, che hanno proprio lo scopo di valutare se una determinata attività è compatibile con la tutela dell’ambiente e il contesto in cui si colloca. La normativa di riferimento Entrambi i procedimenti sono trattati nel Testo Unico Ambientale, che raccoglie tutte le norme in materiale ambientale. In realtà, l’idea di una valutazione dell’impatto ambientale di un’opera, nasce negli Stati Uniti negli anni ’60 e viene introdotta dall’Unione Europea con una Direttiva nel 2001 (2001/42/CE). Il D.Lgs 152/2006, che recepisce la Direttiva Europea, è entrato in vigore nel 2007 ed è suddiviso in diverse sezioni, una delle quali è specificatamente dedicata alla procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), alla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e all’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA). Queste norme rappresentano il principale strumento con cui si cerca di far convivere la crescita dell’attività e delle opere umane e la salvaguardia ambientale. Le varie autorizzazioni sono da richiedere, quindi, nel caso si debbano realizzare progetti, piani o programmi con possibile impatto ambientale. I settori soggetti a queste valutazioni sono diversi e possono riguardare industrie o opere di una certa rilevanza, come le centrali termoelettriche, le aziende chimiche o le infrastrutture come autostrade, ferrovie o aeroporti. Lo scopo delle valutazioni ambientali Le valutazioni ambientali (VIA e VAS) hanno lo scopo di esaminare e valutare progetti, piani e programmi che possano avere un eventuale impatto sull’ambiente, al fine di assicurare che l’attività umana sia conforme ai principi di tutela dell’ambiente, della salute delle persone e dello sviluppo sostenibile. Nel Testo Unico è chiaramente specificato che tutti gli enti pubblici devono adoperarsi per la tutela dell’ambiente, degli ecosistemi naturali e del patrimonio culturale, attraverso azioni che favoriscano la prevenzione e la precauzione. Proprio a questi principi si ispirano i procedimenti delle valutazioni ambientali, che puntano almeno ad assicurare che le condizioni del sito al momento dell’avvio del progetto vengano preservate. Talvolta, queste valutazioni sono viste come un possibile ostacolo allo sviluppo, ma non va dimenticata l’importanza di una corretta e riuscita valutazione e la ripercussione che essa ha sull’ambiente. Inoltre, i costi dei procedimenti, in confronto al costo totale delle opere soggette a valutazione, sono generalmente inferiori allo 0,5% del totale, non rappresentando quindi cifre significative. Si distingue dalle valutazioni ambientali l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), che invece riguarda in modo specifico l’attività svolta da una determinata azienda. Lo scopo dell’autorizzazione, infatti, è quello di garantire che l’attività di un certo sito venga svolta secondo i principi di “integrated pollution prevention and control” (IPPC) dettati dalla comunità europea. Nel rilasciare questa autorizzazione, vengono considerati in modo integrato tutti i possibili impatti che l’impianto può avere durante l’intero ciclo di vita. Le differenze tra la VIA e la VAS Come visto nel paragrafo precedente, la Valutazione di Impatto Ambientale e la Valutazione Ambientale Strategica hanno lo stesso obiettivo, ma si differenziano per l’oggetto della valutazione e la procedura con cui vengono applicate. La VAS, infatti, porta all’inserimento di considerazioni di carattere ambientale negli strumenti di programmazione e pianificazione e si applica proprio a piani e programmi inerenti attività di pianificazione del territorio, nel campo dell’energia, dei trasporti e dei rifiuti. La VIA, invece, si concentra su uno specifico progetto e ne analizza in modo preventivo le possibili conseguenze sull’ambiente; proprio per questo si applica a singoli progetti di infrastrutture o impianti industriali. Di conseguenza, la VAS viene applicata in fase di pianificazione e programmazione territoriale, mentre la VIA in fase di progettazione di uno specifico impianto, applicando i principi di prevenzione del rischio. Questa distinzione è fondamentale perché la VAS ha la capacità di analizzare nel complesso un territorio, considerando anche le relazioni e la somma degli impatti di diversi progetti. La VAS è uno strumento strategico molto utile in fase decisionale, che, basandosi sul principio della precauzione, aiuta a valutare i possibili impatti ambientali sull’ambiente di un territorio, considerato come un sistema interconnesso. La VIA, invece, permette di valutare progetti circoscritti e aiuta a trovare la soluzione percorribile più sostenibile per la realizzazione di un determinato impianto. Anche il pubblico può esprimersi Un aspetto molto importante relativo alle procedure di valutazione è la possibilità di partecipazione del pubblico. La VIA e la VAS prevedono una specifica procedura che coinvolge differenti soggetti, come l’autorità competente, il gestore dell’attività oggetto di valutazione, eventuali soggetti competenti in materia ambientale e, soprattutto, il pubblico. I cittadini, le associazioni e le organizzazioni, infatti, hanno la possibilità di conoscere e consultare piani, programmi e progetti sottoposti a valutazione ed esprimere la propria opinione. Una volta raccolti tutti i documenti necessari alla valutazione, i soggetti coinvolti hanno fino a 60 giorni per esprimersi nel caso di VAS e VIA. Il giudizio che alla fine verrà espresso dall’autorità competente, verrà poi reso pubblico. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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