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Comfort e illuminazione: per ogni ambiente la luce giusta

Può sembrare una banalità, ma l’illuminazione di uno spazio chiuso incide notevolmente sull’attività che vi si svolge e sul comfort di chi lo vive. Esistono diversi parametri e grandezze fisiche da prendere in considerazione in fase progettuale, ricordando che per ogni ambiente si deve studiare la specifica soluzione migliore

A cura di: Arch. Gaia Mussi

Progettare l'illuminazione di ogni ambiente con la luce giusta

 

Una corretta illuminazione è imprescindibile per il comfort abitativo e assume caratteristiche differenti sulla base delle funzioni di un determinato ambiente. Il progetto illuminotecnico è un abito fatto su misura, che incide davvero molto sul benessere delle persone. Si pensi all’importanza della luce in un ambiente come un ufficio, in cui la maggior parte delle persone trascorre quasi l’intera giornata, così come la luce che abbiamo in casa, dove ci rilassiamo e cerchiamo il massimo del benessere. O ancora alla luce nelle aule scolastiche, negli ospedali, nei luoghi pubblici. La luce è in grado di dare forma allo spazio, di determinarne l’usabilità e di influenzare la percezione degli utenti, trascurarne l’importanza sarebbe quindi grave. 

Integrazione tra luce naturale e luce artificiale

Prima di studiare l’illuminazione artificiale, si devono conoscere alcuni fattori che determinano l’illuminazione naturale come la località in cui si trova l’edificio, il suo orientamento, la tipologia delle aperture e gli eventuali ombreggiamenti, la riflettanza delle superfici interne ed esterne e la geometria interna dello spazio.

Un buon progetto di illuminazione di un ambiente sarà sempre un corretto bilanciamento tra luce natura e luce artificiale. Non farlo, può avere conseguenze sulla salute umana, si possono presentare i sintomi da affaticamento visivo, quali difficoltà alla vista, bruciori, dolori e arrossamento degli occhi, mal di testa, nausea e stanchezza.

Le cause possono essere l’abbagliamento o la scarsa illuminazione, che comportano un eccessivo sforzo della vista seppur in modo differente. L’abbagliamento può essere diretto o di riflessione; nel primo caso una sorgente luminosa entra nel nostro campo visivo (definito da un cono di circa 40° uscente dall’occhio), mentre nel secondo sarà una superficie lucida a riflettere la sorgente luminosa provocando fastidio all’interno dell’angolo visivo del soggetto. Anche il colore della luce può produrre reazioni psicologiche differenti nei soggetti esposti, così una luce bianca alla lunga può risultare irritante, blu può provocare stanchezza e gialla favorire sensazioni positive.

 

Un buon progetto illuminotecnico assicura comfort ambientale

 

Come scegliere la lampada giusta e il tipo di apparecchio illuminante

 

Esistono diverse tipologie di lampade, la cui scelta va ponderata sulla base di alcune caratteristiche quali il flusso luminoso emesso [lm] e l’efficienza luminosa [lm/W], la tonalità della luce e l’indice di resa cromatica, la sua forma e dimensione, la durata, i tempi di accensione. A seconda della tipologia di sorgente luminosa (LED, alogena, a incandescenza, ecc…) cambiano i parametri citati, in particolar modo la tonalità della luce e l’indice di resa cromatica (Ra) che influenza la percezione dei colori.

 

Oltre alla distinzione tra le diverse tipologie di sorgenti luminose, va fatta una riflessione sul montaggio dell’apparecchio illuminante, che può essere a soffitto, a parete, a terra, da tavolo o in sospensione. Sussiste il bisogno di muovere agilmente la lampada? Si potrà optare per un apparecchio da terra. Si cerca un’illuminazione diffusa? Allora si possono installare degli apparecchi montati a parete o in sospensione. È necessario illuminare direttamente un piano di lavoro? Si aggiunge un apparecchio da tavolo.

 

Scegliere la lampada giusta a seconda degli ambienti da illuminare

 

Valutare l’illuminazione in un ambiente

 

È ormai chiaro che lo studio della corretta illuminazione debba essere specifico per ogni ambiente e nel caso dei luoghi dedicati al lavoro è proprio una norma, la UNI EN 12464, a stabilire precise indicazioni e parametri da rispettare. Questi ambienti sono suddivisi in otto diverse zone sulla base del tipo di attività svolta e per ciascuno sono prescritti dei controlli per l’illuminamento medio e l’uniformità di illuminamento.

 

Il livello di illuminamento medio dovrebbe superare i 200 lux in generale e salire fino a 750 nelle zone in cui è richiesta particolare concentrazione. Possono essere inferiori i valori considerati per zone di passaggio e servizi igienici. L’illuminamento andrebbe misurato con un luxmetro, facendo riferimento ad una superficie piana posta a circa 80 cm da terra. Una seconda prescrizione riguarda la tonalità del colore della luce delle lampade posizionate in un ambiente chiuso, che nelle abitazioni dovrebbe essere bianco-calda, con una temperatura colore compresa tra i 3000 e i 3500 K.

 

Inoltre, nella norma sono indicati dei gruppi di valore di resa del colore. L’indice di resa del colore può avere un valore massimo pari a cento e nelle abitazioni sarebbe indicato scegliere corpi illuminanti con Ra>90.

 

Infine, si trova un’apposita appendice dedicata alla prevenzione del fenomeno dell’abbagliamento grazie anche alla misura delle luminanze con appositi strumenti e alcune regole di disposizione dei corpi illuminanti per garantire la maggior uniformità possibile.

 

Studio illuminazione ambienti interni

 

L’illuminazione in casa stanza per stanza

 

Per ogni ambiente di casa è possibile individuare la miglior condizione di illuminazione. Si parte dall’ingresso, una zona di filtro con l’esterno, in cui è ideale luce diffusa e un livello di illuminamento superiore ai 100 lx.

Nella zona giorno generalmente svolgiamo diverse attività, quindi a una luce diffusa centrale si aggiungono diversi punti luce dove occorre, come un apparecchio da terra per la lettura. Attenzione al fenomeno dell’abbagliamento, soprattutto in corrispondenza della televisione, per cui si devono evitare contrasti eccessivi di luminanza. Nella sala da pranzo si prevede una luce centrale sopra il tavolo, che garantisca una corretta visione senza essere diretta verso nessuna delle postazioni a tavola. In uno studio è necessaria una fonte luminosa diretta sul piano di lavoro e si deve ottenere un illuminamento medio superiore ai 300 lx. Stesso valore di illuminamento anche in cucina, con aree più luminose in corrispondenza del piano cottura e di lavoro. Nelle camere da letto si predilige un’illuminazione diffusa, con sorgenti luminose dirette in corrispondenza di alcuni specifici punti, come ad esempio sui comodini.

TEMA TECNICO:

Illuminazione

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