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Indice degli argomenti: Progettare la mobilità dolce La normativa e alcune regole fondamentali Le caratteristiche dei percorsi ciclopedonali e i materiali più adatti La lotta all’inquinamento nelle grandi città ha riportato all’attenzione modalità tradizionali di spostamento, che hanno il vantaggio di essere completamente ecologiche. Parlando di mobilità sostenibile, riacquisiscono importanza i percorsi ciclo-pedonali, con progetti che vogliono restituire infrastrutture adeguate ed efficienti per questa tipologia di spostamenti. Con mobilità dolce si intendono proprio tutti quegli spostamenti che sono possibili senza l’ausilio di mezzi a motore. Progettare la mobilità dolce Esattamente come avviene per le infrastrutture viarie dedicate agli automezzi, anche i percorsi ciclopedonali devono essere inclusi in progetti programmatici e rispettare alcune specifiche caratteristiche. Innanzitutto è utile avere una visione d’insieme del territorio e delle necessità di spostamento delle persone, facendo in modo di realizzare una rete di collegamenti che copre uniformemente il territorio. Nel progettare questi percorsi è necessario tenere in considerazione diversi fattori, alcuni inerenti il movimento, altri le caratteristiche delle persone. Per progettare la rete viaria ciclo pedonale è utile analizzare i flussi di persone che si spostano in quell’area, definendone i percorsi principali, la provenienza, la direzione e le finalità con cui si fanno determinati tragitti. A questo, si aggiungono valutazioni in merito la velocità attesa di spostamento lungo un certo percorso, lo spazio richiesto dal singolo individuo e il comportamento che ci si attende dalle persone (ad esempio la tendenza a fermarsi o a relazionarsi con altre persone lungo il percorso, per esempio in corrispondenza di aree di sosta). Elementi che incidono sullo sviluppo della mobilità ciclistica dipendono anche da fattori culturali, dalla qualità dei percorsi, dalla possibilità di portare la bicicletta sui mezzi pubblici e dalla facilità con cui la si può parcheggiare. Questi percorsi possono avere sede propria o in corsia riservata sulla carreggiata stradale o sul marciapiede, essere solo ciclabili o pedonali, oppure promiscui per il passaggio di entrambi. La normativa e alcune regole fondamentali Per quanto si rimandi al progettista il compito di analizzare i flussi degli spostamenti e la scelta della tipologia di percorso da realizzare, la normativa offre indicazioni minime da rispettare valide per qualsiasi tipo di progetto. Per quanto riguarda i percorsi pedonali in pendenza è imposto un limite della pendenza massima pari all’8%, se non si superano i 3,2 metri di lunghezza e dei piani di sosta orizzontali ogni 10 metri di rampa di 1,5 per 1,5 metri. La pendenza massima scende al 5% per rampe esterne con piani orizzontali ogni 15 metri. Inoltre, per quanto concerne la larghezza dei percorsi, è possibile rifarsi solo a ipotesi di traffico atteso, proprio come avviene per le arterie stradali, tenendo in considerazione che due adulti, perfettamente abili che camminano uno di fianco all’altro, necessitano di un passaggio minimo di 120 cm. Anche gli attraversamenti pedonali sono definiti in base al flusso atteso e il Codice della Strada impone strisce alterne di 50 cm, con larghezza mai inferiore ai 2,5 metri nelle stradi locali. Per quanto riguarda le dimensioni per i percorsi ciclabili, invece, è imposta una larghezza minima di 1,5 metri per una sola corsia e di 2,5 metri nel caso di due corsie attigue di uguale o opposto senso di marcia. La corsia può scendere a un metro solo per brevi tratti. Fondamentale, soprattutto per i percorsi ciclabili, è la continuità dei tragitti, la sicurezza che garantiscono e la riconoscibilità dei percorsi. Il Codice della Strada definisce anche le modalità di separazione dai percorsi ciclabili dalla rete viaria carrabile. Quando la pista ciclabile è in corsia riservata una doppia linea (una gialla e una bianca) ne delimita il confine, mentre è obbligatorio uno spartitraffico fisico invalicabile quando il senso di marcia è discorde da quello della corsia veicolare adiacente. Le caratteristiche dei percorsi ciclopedonali e i materiali più adatti Per questioni di sicurezza, i percorsi ciclopedonali devono innanzitutto essere omogenei e regolari, evitando sbalzi o dislivelli eccessivi. Tra i materiali più utilizzati ci sono i conglomerati bituminosi, che possono essere anche colorati in modo da rendere facilmente distinguibili i percorsi dedicati alla mobilità dolce rispetto quelli dedicati alle auto. Altri materiali, come autobloccanti, legno, laterizi ed elementi cementizi sono più utilizzati in contesti extraurbani, dove la necessità di regolarità del fondo è minore rispetto alla città. In contesti verdi sono ammesse anche superfici in terra o strutture assimilabili. Per la sicurezza delle persone che ne usufruiscono, è fondamentale una corretta e costante manutenzione. Oggi sono stati sviluppati materiali innovativi per i percorsi ciclopedonali, anche urbani, che garantiscano sì sicurezza e continuità, ma anche un buon grado di permeabilità ed ecologia. Drainbeton di Betonrossi è un calcestruzzo drenante e fonoassorbente dalle prestazioni eccezionali, addatto per la realizzaizone di piste ciclabili, strade e viali, percorsi per impianti sportivi… Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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