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La casa al centro dell’Internet of Things

Smart metering, smart car, smart building, smart home: il mercato italiano IoT beneficia della crescita delle soluzioni collegate alla casa connessa

A cura di: Ivan Celeste

La casa al centro dell’Internet of Things

 

È dalla casa e dalle applicazioni per lo più a essa connesse che trae forza l’Internet of Things, il cui mercato in Italia ha raggiunto i 5 miliardi di euro e un tasso di crescita del 35% nel confronto col già positivo 2017 (3,7 miliardi e +32% rispetto al 2016).

 

Crescita mercato italiano IOT 2018

 

La prima voce sono ancora una volta gli smart meter (1,4 miliardi di euro) che al contesto domestico sono legati. Aggiungiamoci che il segmento con il tasso più forte di crescita è quello della smart home (+52%) e che dietro ai contatori intelligenti e alle smart car, c’è il segmento dello smart building e abbiamo definito un quadro quanto mai “domestico-centrico” dell’Internet delle Cose.

 

I dati sono quelli presentati dall’Osservatorio Internet of Things della School of Management Politecnico di Milano, che hanno confermato come l’IoT si stia dimostrando ancora una volta un ambito molto dinamico. 

 

Evoluzione ambiti applicativi IOT in Italia nel 2018

Smart Metering, una crescita a norma di legge

Le soluzioni di Smart Metering e Smart Asset Management per le utility confermano ancora una volta di essere il principale segmento dell’IoT, con il 28% del mercato e un valore di 1,4 miliardi di euro (+45%).

 

Angela Tumino direttore dell’Osservatorio Internet of Things ha fatto il punto sui trend evolutivi delle applicazioni IoT ed è partita proprio dagli smart metering «l’ambito che, da quando misuriamo il mercato, ha il peso specifico più elevato, trainato dalla normativa». Così si contano 9,5 milioni di contatori intelligenti installati di cui 4 milioni solo nel 2018. Per quanto riguarda il comparto elettrico, se ne contano 7 milioni di cui 5,2 milioni l’anno scorso, confermando anche in questo caso una forte accelerazione dei contatori di seconda generazione grazie allo stimolo normativo. «Anche nel settore idrico stanno nascendo progettualità interessanti, a testimonianza che l’Internet of Things possa recare benefici anche in questo ambito, soprattutto nel monitoraggio di tutta la rete idrica», sottolinea Tumino. 

Si torna a parlare bene della smart home

Dai contatori si sale… in casa. Ed ecco che la smart home torna a far parlare – bene – di sé: infatti, «è il comparto che, all’interno del mercato IoT italiano, ha mostrato la performance migliore in termini di tasso di crescita, con un +52% e che mostra il profilo più interessante in termini di prospettiva», prosegue il direttore dell’Osservatorio Internet of Things. Certo, il mercato nazionale della casa intelligente ha un peso specifico ancora limitato (380 milioni di euro) e lo si nota ancor più se si paragona la spesa pro capite (6 euro) a quella USA, dove si superano i 40 euro, o nel Regno Unito con 12 euro.

 

A trainare il comparto della casa connessa sono gli assistenti vocali che hanno beneficiato di una estesa campagna pubblicitaria, ma che sono pronti ad assumere un ruolo ben più interessante rispetto ai semplici servizi cui oggi pensiamo. «Sono proprio i consumatori a mostrarsi più attenti nello sviluppo degli smart home speaker – afferma il direttore dell’Osservatorio IoT – Nelle voci di acquisto in futuro si dicono interessati a contare su questi prodotti, ma con una funzione di interazione e controllo degli oggetti connessi all’interno della abitazione».

 

La casa smart diventa più wireless con tutti i vantaggi che comporta in termini di soluzioni ancora più open e integrabili con tecnologie di vari operatori. Dall’ambito domestico alla possibilità di collegarsi all’esterno è un passo ulteriore, già attuato negli Stati Uniti dove, per esempio, è possibile già fare la spesa su Amazon o con Google express.

 

Dalla sala contatori all’appartamento, si torna in box. Dove in questo caso troviamo le smart car, il secondo comparto più sviluppato del mercato italiano IoT, con un valore poco superiore al miliardo, un tasso di crescita superiore alla media (+37%) e una quota di mercato del 21%, con 14 milioni di veicoli connessi, un terzo del parco auto circolante in Italia.

 

Dalla casa all’edificio, si arriva allo smart building, il cui comparto di applicazioni raggiunge i 600 milioni di euro, e cresce del 15%, grazie soprattutto alla videosorveglianza e alle soluzioni di efficienza energetica. 

Soluzioni esterne alla casa, la crescita c’è per tutti

Fuori dal contesto-casa ci sono diversi ambiti, tutti in crescita. Si parte dalla logistica (465 milioni, +29%), in cui le soluzioni IoT trovano impiego per gestire le flotte aziendali e per antifurti satellitari. Seguono le applicazioni per la smart city (395 milioni) che registra un buon tasso di crescita (+24%) ed evidenzia applicazioni consolidate come la sicurezza, il trasporto pubblico, l’illuminazione e nuovi progetti di raccolta rifiuti, gestione dei parcheggi e monitoraggio dei parametri ambientali.

 

A quota 270 milioni ci sono le applicazioni di smart asset management in contesti diversi dalle utility, e la smart factory (250 milioni, +40%). La fabbrica intelligente conferma di aver beneficiato degli incentivi previsti dal Piano Nazionale Industria 4.0.  

 

Infine, si segnala una new entry: l’agricoltura smart (100 milioni di euro, 2% del mercato), che potrebbe offrire piacevoli sorprese. Nel corso della presentazione c’è chi, infatti, ha fatto notare come gli imprenditori agricoli si mostrino più recettivi all’innovazione rispetto a quelli industriali.   

 

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