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Indice degli argomenti: Sonde geotermiche, nuove regole. Ecco cosa cambia con il decreto del MITE Addio permessi per i “piccoli impianti”. Entra in vigore la semplificazione Cosa sono le sonde geotermiche e come funzionano Le sonde geotermiche sono la soluzione green a cui molti italiani stanno pensando per fronteggiare il lungo inverno e il caro bollette dei prossimi mesi. Ora, grazie a un decreto ministeriale appena entrato in vigore realizzare sistemi geotermici sarà più semplice grazie a un importante alleggerimento burocratico, come avvenuto in precedenza per i pannelli solari. Edilizia libera, quindi nessun permesso formale, per le sonde geotermiche fino a 50 kW e 80 metri di profondità. Questa agevolazione ha lo scopo di incentivare il ricorso all’energia geotermica, una fonte rinnovabile che sfrutta il calore del sottosuolo, limita l’inquinamento e assicura un notevole risparmio in termini economici. Ecco le novità in vigore per coloro che intendono ricorrere a questo sistema green, quando servono permessi e autorizzazioni e quando, invece, l’iter burocratico è semplificato. Sonde geotermiche, nuove regole. Ecco cosa cambia con il decreto del MITE La crisi energetica causata dai prezzi alle stesse dei combustibili ha spinto il Ministero della Transizione ecologica ad accelerare sul decreto dedicato agli impianti geotermici. Il “decreto sonde geotermiche”, come è stato battezzato, serve a semplificare le procedure per l’installazione delle sonde, in attuazione dell’art. 15 del dl n. 17/2022. Si tratta dell’ultimo tassello del più vasto progetto di semplificazione iniziato a marzo 2022 con il Decreto Energia, stavolta inerente la piccola geotermia cioè gli impianti di dimensioni contenute ad uso domestico. Nel testo del dm il Mite indica regole da rispettare per la messa in posa delle sonde nel terreno destinate alla climatizzazione degli edifici civili. Inoltre sono indicati i casi in cui non è necessaria l’autorizzazione e si può procedere con la PAS, la procedura abilitativa semplificata più conosciuta con il nome di edilizia libera. Grande soddisfazione per gli esperti del settore. Il presidente del Consiglio nazionale dei geologi, Arcangelo Francesco Violo, ha accolto la notizia così: “Si tratta di una svolta per tutto il settore della geotermia. Questo perché finora la grande maggioranza delle Regioni non aveva un riferimento preciso. Era, cioè, possibile installare gli impianti, ma in una situazione in cui si navigava al buio su come autorizzarli. Per questo, va anzitutto detto che il decreto del MiTE è positivo perché rappresenta quel segnale che potrà finalmente avviare la ‘filiera della geotermia’ e per farla diventare una risorsa fruibile per i cittadini”. Grazie al decreto addio permessi per i “piccoli impianti”. Entra in vigore la semplificazione Come abbiamo anticipato, la grande novità del decreto è l’ apertura verso l’edilizia libera per quanto riguarda i sistemi geotermici entro certe dimensioni. Nel dettaglio le sonde nel terreno a circuito chiuso devono avere una profondità: non superiore a 2 metri se orizzontali non superiore a 80 metri se verticali Altro requisito riguarda la potenza complessiva dell’impianto, che non deve richiedere interventi strutturali o superare i 50 kW. Invece è prevista una procedura abilitativa semplificata per gli impianti fino a 100 kW di potenza, 3 metri di profondità e 170 m se verticali . La novità più importante è però che, per la prima volta, vengono stabilite delle regole uniformi in tutte le regioni e nelle province autonome, dando agli enti locali la competenza di definire le modalità di installazione e controllare la correttezza della procedura. Ricapitolando, il decreto sonde energetica prevede: edilizia libera, quindi senza permessi e autorizzazioni, per le sonde fino a 50 kW a non più di 80 metri di profondità procedura abilitativa semplificata, quindi “più leggera” per le sonde fino a 100 kW e 170 metri di profondità Cosa sono le sonde geotermiche e come funzionano Le sonde di cui parla il decreto del MITE sono strumenti necessari a recuperare l’energia proveniente dal sottosuolo: l’energia geotermica, fonte rinnovabile, gratuita e inesauribile. Infatti sotto i nostri piedi vi è una immensa quantità di energia green disponibile tutti i giorni e in qualsiasi stagione. La temperatura del sottosuolo, costante tutto l’anno intorno ai 12-15° C, fa sì che si possa sfruttare questa tipologia di energia 365 giorni l’anno indifferentemente da nord a sud. Ciò vuol dire che non vi sono limiti geografici o inerenti la conduzione del sottosuolo: le sonde si adattano a qualsiasi tipo di terreno poiché la temperatura è costante. Queste sonde, dette SGV, sono una delle componenti necessarie per recuperare energia dal terreno, realizzate in materiale plastico, si inseriscono a pochi metri di profondità (dai 70 ai 150 metri) all’interno di un pozzo nei pressi dell’abitazione, invisibile a occhio nudo. Tramite le sonde geotermiche è possibile trasformare il calore del sottosuolo in energia con la quale raffreddare o riscaldare gli ambienti domestici e, come abbiamo visto, grazie al nuovo decreto per i piccoli impianti vi è un iter autorizzativo semplificato. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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