Certificazione energetica in edilizia, l’Ue condanna l’Italia

L’Ue ha condannato l’Italia, con sentenza del 13 giugno 2013, per il mancato recepimento entro i termini della direttiva 2010/31/UE che disciplina il rendimento energetico nell’edilizia.
In particolare l’Italia è stata sanzionata per  la “mancata applicazione” dell’obbligo da parte dei costruttori, dei venditori e dei locatori di mettere a disposizione degli acquirenti o locatari dell’Attestato di Certificazione Energetica (ACE). Sanzionata inoltre la possibilità, ora revocata, di autocertificare la classe energetica degli immobili in classe G.

In realtà il decreto legge 63/2013, emanato pochi giorni fa dal Governo e pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 6 giugno 2013 recepisce proprio la direttiva europea 2010/31/UE.

Come sottolinea una nota stampa Corrado Sforza Fogliani presidente di Confedilizia, infatti, “La sentenza della Corte di giustizia europea, si riferisce ad una situazione pregressa, già sanata dall’Italia prima del deposito della decisione. In ogni caso, la sentenza europea rafforza la necessità che l’applicazione del decreto legge approvato dal Governo – su imposizione dell’UE – per fermare ogni procedimento di infrazione, venga convertito nei suoi contenuti (a confermare lo scopo per il quale è stato assunto), ma rimandato – nell’applicazione – al 31.12.2015, possibilità prevista dalla stessa Direttiva (art. 28, terzo comma Direttiva 2010/31/UE) a cui l’Italia ha dato piena attuazione”.

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Tema Tecnico

Certificazione energetica degli edifici, Efficienza energetica

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