Advertisement

Comunità energetiche, in GU il decreto incentivi e autoconsumo

Pubblicato in Gazzetta il Decreto del Mise che definisce le tariffe incentivanti per gli impianti a fonti rinnovabili nell’ambito delle configurazioni di autoconsumo collettivo e comunità energetiche rinnovabili. I contributi, tranne che per gli enti territoriali e locali, sono cumulabili con il Superbonus 110%.

A cura di:

Pubblicato in GU il decreto che fissa gli incentivi per comunità energetiche e autoconsumo collettivo

Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 16 novembre il decreto del Mise “Individuazione della tariffa incentivante per la remunerazione degli impianti a fonti rinnovabili inseriti nelle configurazioni sperimentali di autoconsumo collettivo e comunità energetiche rinnovabili, in attuazione dell’articolo 42-bis, comma 9, del decreto-legge n. 162/2019, convertito dalla legge n. 8/2020″, ovvero il Milleproroghe.

Il decreto, che è già entrato in vigore, definisce i requisiti che devono avere i soggetti per l’attivazione delle comunità energetiche rinnovabili, che possono produrre energia per il proprio consumo con impianti alimentati da fonti rinnovabili di potenza complessiva non superiore a 200 kW. Definisce inoltre i limiti e le modalità di utilizzo dell’energia condivisa prodotta da impianti fotovoltaici che accedono alle detrazioni stabilite dall’art. 119 del decreto-legge n. 34/2020.

Il decreto si applica alle configurazioni entrate in esercizio a partire dal 1° marzo 2020 ed entro i sessanta giorni successivi alla data di entrata in vigore del provvedimento di recepimento della direttiva (UE) 2018/2001.

Tariffa incentivante

L’energia elettrica prodotta dagli impianti rinnovabili nell’ambito delle comunità energetiche ha diritto per un periodo di 20 anni a una tariffa incentivante erogata dal GSE, volta a premiare l’autoconsumo istantaneo e l’utilizzo di sistemi di accumulo, pari a :

  • 100 €/MWh nel caso in cui l’impianto di produzione faccia parte di una configurazione di autoconsumo collettivo;
  • 110 €/MWh nel caso in cui l’impianto faccia parte di una comunità energetica rinnovabile

L’energia prodotta e immessa in rete resta nella disponibilità del referente della configurazione, con possibilità di cessione al GSE. Rimane l’obbligo di cessione per l’energia elettrica non autoconsumata o non condivisa, sottesa alla quota di potenza che acceda al Superbonus.

Per gli enti territoriali e locali, tali tariffe non sono cumulabili con gli incentivi di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 4 luglio 2019, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 186 del 9 agosto 2019, né con il meccanismo dello scambio sul posto.

Per tutti gli altri soggetti, le tariffe di cui al presente decreto sono cumulabili con la detrazione del 50% di cui all’art. 16-bis, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica n. 917/1986 e con la detrazione del Superbonus 110%.

Il GSE, che dovrà predisporre nel proprio sito una sezione dedicata alle comunità energetiche, è inoltre responsabile di un’attività di monitoraggio semestrale che a livello regionale definisca potenza degli impianti e tecnologie impiegate; quantità di energia elettrica immessa in rete e condivisa; quantità di risorse incentivanti erogate; tipologia dei beneficiari.

E’ molto soddisfatto Gianni Girotto, portavoce M5S al Senato, che sottolinea che grazie a questo Decreto si completa l’iter per l’avvio delle comunità energetiche: “Adesso privati cittadini, realtà produttive ed enti pubblici possono costituire una comunità e usufruire dei vantaggi a essa connessi. Quello delle Comunità energetiche è un universo in grado di innescare un circolo virtuoso di vantaggi e benefici ambientali, sociali ed economici diretti, e puntare a una crescita sostenibile, abbattendo le emissioni inquinanti e riducendone le conseguenze ambientali e sanitarie, fortemente impattanti nei centri urbani”.

Scarica il Decreto del Mise 16 settembre 2020 

Consiglia questa notizia ai tuoi amici

Commenta questa notizia

Tema Tecnico

Normativa

Le ultime notizie sull’argomento