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Efficienza energetica spinge mercato immobili, ma non abbastanza

Enea, I-Com e Fiaip fanno il punto su abitazioni vendute e comprate nel 2020: il settore riconosce valenza strategica, vantaggi economici e comfort; ma la cultura del risparmio energetico, e in particolare la riqualificazione energetica, non è ancora una vera pratica sociale, nonostante oggi le famiglie siano disposte a spendere di più. Ancora lontani gli obiettivi UE di efficienza energetica negli edifici 

Efficienza energetica spinge mercato immobili, ma non abbastanza

L’efficienza energetica spinge il mercato immobiliare grazie anche al Superbonus 110% e agli incentivi, ma si dovrebbe fare di più per rispettare gli obiettivi UE sull’efficientamento degli edifici.

Nelle compravendite riferite al 2020 è infatti preponderante la percentuale degli immobili in classe G, la peggiore, senza che ci sia una reale accelerazione sul fronte degli interventi di efficientamento.

Questa la fotografia scattata dal report in chiave ‘energetica’ sul mercato immobiliare messo a punto dall’Enea, dall’Istituto per la competitività (I-Com) e dalla Federazione italiana agenti immobiliari professionali (Fiaip).

Lo studio – che si è focalizzato sulla classe energetica degli edifici e delle abitazioni, ha tenuto conto della percezione dei diversi soggetti del mercato immobiliare rispetto all’efficienza energetica, ha analizzato le risposte di 550 agenti immobiliari in tutto il Paese, e valutato l’andamento del mercato immobiliare nel 2020 – evidenzia una sostanziale stabilità dei dati.

Dopo due anni di crescita, nel 2020, naturalmente anche a causa anche della pandemia, sono calate sia le compravendite che le ristrutturazioni di immobili già compravenduti.  Ci si aspetta per l’anno in corso una crescita significativa degli interventi di riqualificazione energetica, supportata dal Superbonus, misura come sappiamo prorogata al 2023. A questo proposito il 36% degli agenti immobiliari coinvolti pensa che abbia già avuto un impatto positivo sul mercato, il 12% parla di impatto di entità significativa.

Emerge che gli immobili nelle classi energetiche D-G sono i più cercati, in una percentuale che varia dall’85% dei monolocali al 74% delle villette a schiera. Queste ultime, con il 16% – percentuale in crescita di 6 punti rispetto al 2019, insieme alle ville unifamiliari (11%), sono le soluzioni più compravendute nelle classi alte (A1-A4).

Dal paragone con l’anno precedente aumentano le vendite degli immobili di pregio ricadenti nelle prime classi energetiche (A1-4) e, rispetto alla distribuzione ‘geografica’ crescono le transizioni di quelli semicentrali, che passano dal 5% del 2019 all’11% del 2020.

Dall’analisi della distribuzione percentuale delle classi energetiche degli edifici venduti e comprati, in funzione dello stato di conservazione dell’immobile, viene fuori un racconto con dati molto discontinui. La prima e più evidente variazione riguarda gli immobili nuovi: la percentuale di quelli di elevata qualità energetica (A1-4 e B) rappresenta l’80% degli immobili di nuova costruzione venduti nel 2020, in linea con i dati dello scorso anno; che tradotto trova significa nella necessità di dover rispettare elevati standard imposti dalla legge. Cala dal 36% al 30% la percentuale di edifici di alta qualità energetica sottoposti a ristrutturazione e immessi sul mercato.

Il rapporto però racconta di come, nonostante i miglioramenti di questi anni, la cultura della riqualificazione energetica non sia ancora diventata una vera pratica sociale; anche se oggi le famiglie sono disposte a spendere di più.  Ci sono certamente delle barriere di tipo finanziario che interessano sia la disponibilità di spesa, scarsa propensione a pagare un costo superiore che il rapporto tra costi e benefici.

Nel commentare il Rapporto Franco D’Amore Vicepresidente I-Com, ha sottolineato che il mercato immobiliare nonostante la difficile situazione ha tenuto, “Se però guardiamo agli obiettivi per l’efficienza energetica al 2030 e, ancor di più, alla prospettiva della decarbonizzazione del parco immobiliare al 2050, il dato è largamente insoddisfacente. Qualificazione della domanda immobiliare, effetti delle misure del Superbonus 110% ed entrata a pieno regime delle norme sugli edifici ad emissione quasi zero potrebbero essere l’innesco di un salto radicale nelle dinamiche del mercato immobiliare rispetto al tema dell’efficienza energetica”.

Alessandro Federici, Responsabile del Laboratorio Monitoraggio Politiche Energetiche per l’efficienza energetica di ENEA ha confermato che ci si aspetta che il Superbonus traini la ripresa del mercato, e in questa direzione va anche il “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con circa 15 miliardi di euro previsti per l’efficienza energetica e la sicurezza degli edifici”.

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