Entro il 2030 aumentare l’efficienza energetica nell’Unione del 30%

Proposta della Commissione Europea, i governi nazionali dovranno stabilire se rendere l’obiettivo vincolante o meno

La Commissione europea nella comunicazione sull’efficienza energetica presentata mercoledì, ha proposto di aumentare l’efficienza energetica del 30% entro il 2030, per garantire una maggiore sicurezza energetica, “un obiettivo ambizioso, ma realistico”, ha sottolineato il commissario all’Energia Günther Oettinger. Gli Stati membri dell’Unione dovranno decidere se rendere l’obiettivo vincolante o meno. Ricordiamo che per il 2020 il target Ue è già fissato al 20%. Differenti le posizioni dei paesi dell’Unione, da quelli a favorevoli a un obiettivo vincolante più ambizioso del 40% per il risparmio energetico, a quelli che preferirebbero aspettare il raggiungimento degli obiettivi 2020 prima di fissare nuovi vincoli, agli stati che si limiterebbero a  ridurre le emissioni di CO2, come previsto nel pacchetto energia e clima per il 2030, senza introdurre vincoli per l’efficienza energetica.
Secondo le stime della Commissione per ridurre le emissioni del 40% entro il 2030 basterebbe un target per l’efficienza energetica del 25%, ma il problema dell’insicurezza degli approvvigionamenti, ancora più evidente alla luce della crisi ucraina, giustifica l’obiettivo del 30%. Secondo Oettinger, un obiettivo ambizioso spingerebbe anche imprenditori e investitori a sviluppare nuove generazioni di prodotti europei a consumi ridotti.
Divise anche le imprese, tra quanti temono che gli obiettivi europei per il contrasto ai cambiamenti climatici si traducano in un crollo di competitività dell’industria Ue ed altri, come l’Alleanza europea per l’efficienza energetica, presieduta dall’italiana Monica Frassoni, che accusano la Commissione di scarsa credibilità e poca ambizione: “E’ chiaro che la proposta non si basa su una reale valutazione scientifica e su una seria analisi costi-benefici, altrimenti sarebbe stato proposto un target compreso tra il 35% e il 40%”, attacca la Frassoni.
I governi nazionali dovranno prendere la decisione finale nel Consiglio Europeo del 23 e 24 ottobre prossimo, quando – sotto presidenza italiana – saranno chiamati a trovare un accordo sul quadro delle politiche per il clima e l’energia al 2030.

Critica la posizione di Legambiente che considera un’occasione sprecata l’obiettivo del 30%: “Serve un accordo ambizioso – dichiara Mauro Albrizio, responsabile politiche europee di Legambiente – in grado di dare gambe ad una reale transizione verso un sistema energetico a zero emissioni di carbonio. L’Europa entro il 2030 deve pertanto impegnarsi a ridurre le emissioni di gas serra del 55% e raggiungere il 45% di energia rinnovabile e tagliare il consumo di energia del 40%. Una sfida che l’Europa e l’Italia non possono assolutamente fallire. Il Premier Matteo Renzi si impegni dunque a cogliere questa sfida”.

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