Rinnovabili in UE: nel 2019 coprono il 19,7% dei consumi

Lo scorso anno nell’UE a 27 le energie rinnovabili hanno coperto il 19,7% dei consumi, solo lo 0,3% in meno rispetto all’obiettivo del 20% fissato per il 2020. Quattordici Stati membri, tra cui l’Italia, hanno già soddisfatto i loro obiettivi per il 2020.
Nei trasporti la percentuale ha raggiunto l’8,9%. Il bollettino annuale di Eurostat

Rinnovabili in UE: nel 2019 coprono il 19,7% dei consumi

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Nel 2019, la quota di energia da fonti rinnovabili nel consumo finale lordo di energia, nell’Unione europea, ha raggiunto il 19,7%, lo 0,3% in meno rispetto all’obiettivo del 20% fissato per il 2020. E’ quanto emerge dal Bollettino pubblicato dall’Eurostat, Ufficio Statisctico dell’Unione Europea.

Nel 2017 tale percentuale era al 17,5%, il 17,0% del 2016 ed è più che raddoppiata rispetto al 2004 (9,6%), il primo anno per il quale sono disponibili i dati.

Come sappiamo uno dei principali obiettivi  dell’European Green Deal – il pacchetto di misure che dovrebbe garantire una transizione verde sostenibile – è che l’Europa diventi il primo continente al mondo neutro dal punto di vista climatico entro il 2050.

Una quota crescente di energie green non solo è necessaria per decarbonizzare la nostra economia e migliorare la sicurezza energetica, ma garantisce importanti vantaggi al Vecchio continente,  tra cui la riduzione delle emissioni di gas serra, la diversificazione degli approvvigionamenti energetici e la diminuzione della dipendenza dai combustibili fossili (in particolare petrolio e gas), stimolando inoltre lo sviluppo di tecnologie innovative, crescita economica e occupazione.

Le statistiche dell’Eurostat considerano la quota di energia da fonti rinnovabili nel complesso e in tre settori (elettricità, riscaldamento/raffreddamento e trasporti) nell’Unione Europea. Le fonti di energia rinnovabile includono l’energia eolica, l’energia solare (termica, fotovoltaica e concentrata), l’energia idroelettrica, l’energia mareomotrice, l’energia geotermica, il calore ambientale catturato dalle pompe di calore, i biocarburanti e la parte rinnovabile dei rifiuti.

Percentuale di energia da rinnovabili in Europa nel 2019

Nel complesso l’UE è sulla buona strada per raggiungere i propri obiettivi per il 2020, anche se alcuni Stati membri dovranno aumentare i propri sforzi per rispettare gli obblighi giuridicamente vincolanti fissati dalla Direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, per quanto riguarda i due obiettivi principali: la quota complessiva di energia da fonti rinnovabili nel consumo finale lordo di energia e la percentuale di energia da fonti rinnovabili nei trasporti.

Per quanto riguarda i singoli paesi medaglia d’oro alla Svezia, con il 56,4%dei consumi coperti da rinnovabili, seguita da Finlandia (43,1%), Lettonia (41,0%), Danimarca (37,2%) e Austria (33,6%). Maglia nera a Lussemburgo con il 7,0 %,  Malta (8,5 %), Paesi Bassi (8,8 %) e Belgio (9,9%). Dai dati preliminari forniti dall’Italia risulta che il consumo da rinnovabili nel 2019 sia stato del 18,2% (la quota prevista per il nostro paese era del 17%).

Dal 2004 la quota delle fonti rinnovabili nel consumo finale lordo di energia è aumentata significativamente in tutti gli Stati membri.

Paesi Bassi e Francia: i più lontani dall’obiettivo

Per tutti gli Stati membri sono definiti precisi obiettivi nazionali che tengono conto dei diversi punti di partenza, del potenziale delle energie rinnovabili e dei risultati economici. Dei 27 Stati membri dell’UE, 14, tra cui l’Italia, hanno superato gli obiettivi fissati per il 2020. Sei paesi sono vicini: Ungheria, Austria e Portogallo a 0,4 punti percentuali dai loro obiettivi nazionali, Germania (0,6 pp), Malta (1,5 pp) e Spagna (1,6 pp). Ad essere ancora piuttosto lontani dai obiettivi nazionali sono Francia (5,8 punti percentuali), Paesi Bassi (5,2 punti percentuali), Irlanda e il Lussemburgo (entrambi 4,0 punti percentuali).

Da eolico e idro la maggior parte dell’elettricità rinnovabile, il solare è la fonte di energia che cresce più rapidamente

Nel 2019, la quota di energia da fonti rinnovabili nell’elettricità è stata del 34% nell’UE-27, in leggero aumento rispetto al 32% del 2018. L’energia eolica e idroelettrica hanno rappresentato i due terzi dell’elettricità totale prodotta da fonti rinnovabili (35% ciascuna). Un terzo dell’elettricità prodotta proviene dall’energia solare (13%), dai biocarburanti solidi (8 %) e da altre fonti rinnovabili (9%). L’energia solare è la fonte in più rapida crescita: nel 2008 rappresentava l’1 %, ed è passata da soli 7,4 TWh nel 2008 a 125,7 TWh nel 2019.

Quota di energia da fonti rinnovabili nell'elettricità nel 2019. I dati dell'Eurostat

Tra i 27 Stati membri, oltre il 70% dell’elettricità consumata nel 2019 è stata prodotta da fonti rinnovabili in Austria (75%) e in Svezia (71%). Il consumo di elettricità da fonti rinnovabili è stato alto anche in Danimarca (65%), Portogallo (54%) e Lettonia (53%). All’altro estremo della scala, la quota di elettricità da fonti rinnovabili è stata pari o inferiore al 10% a Malta (8 %), Cipro, Lussemburgo e Ungheria (tutti 10 %). In Italia è stata pari al 35%.

Un quinto dell’energia utilizzata per il riscaldamento e il raffreddamento da fonti rinnovabili

Nel 2019, la quota di energia da fonti rinnovabili nel riscaldamento e nel raffreddamento ha rappresentato il 22,1% del consumo totale nell’UE-27, in aumento rispetto all’11,7% del 2004. A questa crescita hanno contribuito gli sviluppi nel settore industriale, nei servizi e nelle famiglie. Si tiene conto dell’energia termica aerotermica, geotermica e idrotermale catturata dalle pompe di calore per il riscaldamento.

Quota di energia da fonti rinnovabili nel riscaldamento e nel raffreddamento

La percentuale coperta dalle rinnovabili è stata più della metà in Svezia (66,1%), Lettonia (57,8%), Finlandia (57,5%) ed Estonia (52,3%). Gli Stati membri dell’UE-27 con una quota di energia da fonti rinnovabili nel riscaldamento e nel raffreddamento inferiore al 10% sono l’Irlanda (6,3%), i Paesi Bassi (7,1%), il Belgio (8,3%) e il Lussemburgo (8,7%).

Rinnovabili nei trasporti all’8,9%

L’UE ha fissato un obiettivo comune del 10% per la quota di energia rinnovabile nei trasporti, compresi i biocarburanti liquidi, l’idrogeno, il biometano, l’elettricità “verde”, ecc.

La quota media di energia da fonti rinnovabili nei trasporti è aumentata dall’1,6% nel 2004 all’8,9% nel 2019. Tra i 27 Stati membri dell’UE-27, la quota di energia rinnovabile nel consumo di carburante per i trasporti varia da un massimo del 30,3% in Svezia, del 21,3% in Finlandia e del 12,5% nei Paesi Bassi fino al 4% in Grecia e Lituania e al 3,3% di Cipro. Anche la Norvegia, paese dell’EFTA, ha registrato una quota elevata di energia rinnovabile nel consumo di carburante per i trasporti (27,6%).

Rinnovabili nei trasporti nell'UE a 27 nel 2019

Nel 2019, 22 Stati membri dell’UE-27 hanno registrato un aumento della quota media di energia da fonti rinnovabili nei trasporti rispetto al 2018, i maggiori incrementi si sono osservati in Finlandia (+3,6 punti percentuali), Croazia (+3,3 pp), Paesi Bassi (+2,9 pp) e Slovenia (+2,5 pp). Anche la Norvegia, paese dell’EFTA, ha registrato un aumento sostanziale (+6,1 pp).

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