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Il Veneto traccia la strada verso un futuro a zero emissioni

Una regione completamente sostenibile, alimentata solo da rinnovabili e a zero emissioni di CO2 entro il 2050. Questi gli ambiziosi obiettivi presentati da un team di ricercatori dell’Università di Padova.   

Il Veneto traccia la strada verso un futuro a zero emissioni

Un team di ricercatori e professori del Centro Studi di Economia e Tecnica dell’Energia “Levi Cases” dell’Università di Padova ha realizzato, su richiesta del Gruppo del Partito Democratico della Regione Veneto, lo studio “Veneto 100% sostenibile, efficiente e rinnovabile”, i cui risultati sono stati presentati nei giorni scorsi. Una transizione energetica verso una regione completamente rinnovabile e a zero emissioni di CO2 entro il 2050 che, da quanto emerge nello studio, è possibile.  

La strada da seguire

Per raggiungere questo traguardo è necessario intervenire contemporaneamente in diversi settori, dall’edilizia alla mobilità, dai servizi pubblici alla produzione energetica rinnovabile, definendo precisi obiettivi per ognuno di essi e mettendo in atto le necessarie attività.

I ricercatori hanno proposto le strategie da attuare da oggi in grado di ridurre il riscaldamento globale e l’inquinamento atmosferico, assicurando nuovi posti di lavoro, e creando crescita economica sostenibile.

L’edilizia

In Veneto le abitazioni sono responsabili del 30% dei consumi energetici e circa l’80% degli edifici residenziali sono stati realizzati dopo il 1945, senza alcuna attenzione a risparmio energetico e contenimento dei consumi. Inoltre dal riscaldamento dipende il 21% della CO2 emessa e il 64% delle polveri sottili prodotte. Basti pensare che dalla ricerca è emerso che le famiglie venete pagano la bolletta più alta d’Italia per consumi energetici, pari a circa 1592 euro l’anno contro una media di poco superiore a 1300 euro.

Gli studiosi propongono di intervenire sul patrimonio edilizio limitando del 35% i consumi energetici degli edifici al 2050, efficientando almeno la metà, circa 470.000, degli immobili particolarmente energivori, attraverso interventi di isolamento, sostituzione dei vecchi impianti di riscaldamento con pompe di calore, installazione di impianti termici e fotovoltaici. Si tratta di un investimento complessivo di 20 miliardi in 30 anni che beneficerebbe delle detrazioni fiscali del 65%, che naturalmente dovrebbero essere stabilizzate. Viene inoltre proposta l’istituzione di un fondo di garanzia per efficienza energetica presso Veneto Sviluppo. 

La mobilità 

Il 29,7% del totale consumi energetici dipendono dal trasporto, responsabile inoltre dell’emissione del 28% della CO2 e del 14% delle polveri sottili. Dallo studio emerge la necessità di sostenere la transizione verso la mobilità elettrica da una parte, grazie anche a incentivi, diminuzione dei prezzi delle auto, incremento delle infrastrutture di ricarica e lo sviluppo della mobilità condivisa e collettiva dall’altra. Misure che potrebbero generare una riduzione del 70% dei consumi di energia per trasporto. 

Le rinnovabili 

Si prevede che entro il 2050 ci sarà nella regione un raddoppio del fabbisogno elettrico e le fonti rinnovabili, in particolare il fotovoltaico, possono essere le protagoniste di questa crescita. Sarà necessario moltiplicare per 8 volte l’attuale potenza fotovoltaica installata, a parità di rendimento di conversione, con un aumento di 14,7 GW. Per poter raggiungere tale obiettivo sarà necessario realizzare “un grande polmone solare pari a circa 12.000 ettari di superficie (lo 0,65% del territorio regionale)”. L’investimento complessivo previsto è di 20,1 miliardi di euro in 30 anni.

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