L’allarme di Power-One sul V Conto Energia

In seguito alla firma dei due decreti ministeriali che definiscono i nuovi incentivi per l'energia fotovoltaica e per le rinnovabili elettriche non fotovoltaiche, sono state espresse forti critiche dalle Associazioni di settore e dalle singole realtà aziendali.
Di seguito vi riportiamo la reazione di Power-One, azienda toscana seconda produttrice mondiale di inverter fotovoltaici
"Il V Conto Energia – spiega Averaldo Farri, consigliere delegato Power-One, presenta elementi di estrema criticità e, nonostante le rassicurazioni che provengono dal Ministero per lo Sviluppo Economico, causerà serie conseguenze per le industrie e per tutti gli operatori del settore fotovoltaico italiano".
 
"Tuttavia –  dice Averaldo Farri – si può ancora rimediare. Sarà sufficiente che in fase di presentazione del V Conto Energia si lasci aperto uno spiraglio ad un cambiamento della regola del registro nel caso in cui, passati tre mesi dal varo del decreto, si vedesse che il settore si ferma. Sarebbe un approccio serio, ed anche giustamente umile, ad un problema che rischia di essere molto, molto serio per le aziende del settore fotovoltaico italiano. Inoltre, come anche indicato da Gifi, se davvero non c'e intento punitivo nei confronti delle rinnovabili, bisogna che siano risolte velocemente "tutte le limitazioni regolatorie allo scopo di liberalizzare il mercato dell'energia dando la possibilità reale di produrre e vendere l'energia elettrica anche sulla base di contratti tra privati. A tale scopo la rapida regolazione dei Servizi Efficienti di Utenza, i cosiddetti SEU, rappresenta l'ultima spiaggia per il salvataggio dell'industria fotovoltaica".
 
Power-One fa propria l'opinione diffusa fra gli operatori e fra tanti esponenti politici di tutti gli schieramenti, che se davvero si voleva "dare una regolata" al settore, sarebbe stato sufficiente ridurre le tariffe previste dal IV Conto Energia, in funzione dell'installato. Quel sistema avrebbe spinto il settore velocemente verso la grid parity ed avrebbe permesso di identificare il punto di equilibrio fra incentivi ed installato in modo da dare stabilità al mercato.
 
"Voler cambiare tutto l'impianto della legge – continua Averaldo Farri – invece, dà la sensazione di una misura punitiva. Il mercato che deriverà dal contingentamento della potenza installata gestito dai registri sarà di circa 1,5 GW all'anno contro i 3,5-4 GW annui che il mercato italiano ha saputo sviluppare fino ad ora. E' chiaro che una riduzione di quasi 2/3 del mercato interno non potrà che causare disastri per le aziende. C'e' una diffusa percezione fra gli operatori economici che il registro non funzionerà e, inoltre, il limite del fuori registro, che sia 12KW o 20KW poco importa, è visto come una punizione nei confronti del settore e come una misura il cui unico scopo è il blocco dello sviluppo del fotovoltaico in Italia".
 
L'azienda toscana ritiene infine che il Ministero avrebbe dovuto ascoltare chi ha saputo investire in Italia ed ha difeso occupazione e crescita nel nostro Paese. 
 

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