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Future Farming: come risolvere la carenza di risorse per il futuro

Porsche Consulting ha da poco presentato i risultati dello studio “Future Farming”, la ricerca sul futuro dell’industria agricola, individuando le soluzioni tecnologiche migliori per rivoluzionare il settore agrario. Tra le soluzioni più efficienti spicca il vertical farming. A Dubai è già in costruzione quella che sarà la fattoria verticale più grande al mondo, mentre a Milano, Planet Farms ha presentato il più grande e avanzato stabilimento d’Europa.

 

A cura di Fabiana Murgia

 

esempio di vertical farming

 

Indice:

Lo scenario che si prospetta per il futuro è preoccupante; si prevede, infatti, che entro il 2050 saranno necessari due miliardi di ettari di terra ulteriori per soddisfare il fabbisogno alimentare di una popolazione mondiale che, secondo la FAO, Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, supererà i 10 miliardi.

 

La preoccupazione di una carenza di terreno disponibile viaggia parallelamente alla consapevolezza che il 60% dei principali ecosistemi del pianeta risulterà già degradato o sovra sfruttato e proseguire in questa direzione vorrebbe dire aver bisogno complessivamente dell’equivalente delle risorse di oltre due pianeti.

 

 Coltivazioni tradizionali

 

Il continuo sviluppo di un modello agricolo estensivo, basato sulla coltivazione orizzontale, non potrà sopportare ancora a lungo i continui fabbisogni di una società in costante crescita; per questo motivo è necessaria una revisione radicale delle attività tradizionali.

 

La direzione da seguire è quella dello sviluppo di nuove tecnologie che siano in grado di assicurare quantità, qualità e sicurezza, accompagnate a una drastica riduzione dei consumi di acqua, consumi che il pianeta fatica sempre più a sostenere.

 

I dati parlano di una quantità di risorse idriche sfruttate per l’agricoltura pari al 65% dei consumi globali; solo in Italia questi consumi si dimostrano più alti del 25% della media europea.

 

L’impiego di nuovi strumenti porterebbe a una riduzione del suolo utilizzato del 95%, a un decremento dei consumi d’acqua del 70% e a una crescita dei ricavi dell’80%.

 

Vertical Farming: una soluzione innovativa

 

Il vertical farming rappresenta, ad oggi, la soluzione più innovativa ai problemi legati alla carenza di risorse future e prevede la realizzazione di coltivazioni idroponiche in serre fuori suolo, chiuse, su più livelli, climatizzate e automatizzate.

 

 Presentazione del progetto milanese

 

L’aspetto sorprendente deriva dal fatto che, adottando questa soluzione, si registra un tasso di produttività 75 volte maggiore rispetto aquello ottenuto con i metodi di coltivazione tradizionale; inoltre la quantità di acqua richiesta è circa il 95% in meno di quella utilizzata nei campi.

 

Le vertical farms godono del vantaggio di “non sedentarietà” poiché hanno la possibilità di essere collocate ovunque, rispondendo in maniera ottimale alle diverse necessità di approvvigionamento e garantendo una produzione a chilometro zero, sostenibile e di qualità.

 

Josef Nierling, Amministratore Delegato di Porsche Consulting, ha sottolineato i vantaggi che questo tipo di soluzione porterebbe non solo all’ambiente, ma anche ai piccoli produttori che ad oggi vedono le loro attività minacciate dalla grossa distribuzione, e lo ha fatto con queste parole: «Il vertical farming cambierà radicalmente anche le tradizionali relazioni tra cliente e fornitore lungo tutta la filiera agroalimentare. I produttori di macchinari agricoli dovranno reinventare il portfolio dei loro prodotti per poter sostenere gli agricoltori “verticali”, mentre questi ultimi diventano davvero produttori a chilometro zero, eliminando l’elevato numero di passaggi presenti lungo il canale distributivo e diventando essi stessi dei supermercati/punti vendita ortofrutticoli».

 

Ad oggi, il modello di coltivazione verticale è diffuso su piccola scala, prevalentemente per la produzione di prodotti come fragole o piante aromatiche, ma la diffusione su larga scala sembra stia già prendendo piede e ci lascia piuttosto ottimisti.

 

In Russia, per esempio, sta nascendo una rete di aziende agricole verticali in ambito urbano, con la prospettiva di una produzione orticola di circa 1 milione di kg all’anno; a Dubai è in corso di realizzazione il progetto di vertical farming più grande al mondo e a Milano è stata recentemente presentata la fattoria verticale che sorgerà nella zona di Monza-Brianza, aggiudicandosi un primato europeo.

 

Il caso di Dubai: la fattoria verticale più grande al mondo

 

Sono in corso di svolgimento a Dubai i lavori di realizzazione della fattoria verticale più grande al mondo con i suoi 13.000 metri quadrati di progetto e un valore di investimento di circa 40 milioni di dollari.

 

 Vertical farm

 

I problemi legati alla scarsa disponibilità di risorse idriche negli Emirati Arabi saranno arginati grazie a una soluzione che prevede l’impiego del 99% in meno di acqua rispetto alle richieste attuali.

 

Non è un caso che lo stato mediorientale si stia impegnando in questa direzione; attualmente, infatti, gli Emirati Arabi importano circa l’85% del cibo e solo una minima parte del territorio nazionale si presta all’utilizzo agricolo.

 

La fattoria verticale garantirebbe la produzione di prodotti agricoli per 365 giorni all’anno, per di più coltivati nel deserto.

 

Le previsioni parlano di un sistema agricolo che sarà in grado di fornire 2700 kg di verdure al giorno utilizzando solo l’1% dell’acqua di cui necessita una fattoria tradizionale basata sull’impiego di serre orizzontali.

 

La soluzione di Planet Farm alle porte di Milano

 

Il vertical farming trova la strada aperta anche in Italia con il progetto presentato lo scorso 29 maggio da Planet Farm, start-up milanese fondata da Luca Travaglini e Daniele Benatoff, che si aggiudicherà il primo posto in Europa.

 

 Render di progetto

Render di progetto della vertical farm milanese

 

Questo avanzato stabilimento troverà collocazione a Cavenago, nella provincia di Monza-Brianza, sviluppandosi su oltre 9.000 metri quadrati e specializzandosi nella produzione di basilico, erbe aromatiche e insalate in foglia.

 

Le coltivazioni verranno ospitate all’interno di un edificio a sviluppo orizzontale, avvolto da una sorta di rete lignea esterna realizzata dallo Studio Dordoni Architetti, e seguiranno un processo interamente automatizzato, proliferando in ambienti provvisti di aria e acqua puri, a partire da sementi tradizionali e senza l’impiego di pesticidi.

 

Vantaggi esposti da Planet Farm

 I vantaggi presentati da Planet Farm

 

La vertical farm milanese lavorerà per incrementare l’efficienza nell’uso delle risorse naturali, permetterà di ridurre lo sfruttamento dei suoli agricoli e di generare una produzione costante, esente dalla possibilità di subire condizioni climatiche avverse.

 

Questo progetto rappresenta un punto di partenza, lo ha affermato lo stesso Daniele Benatoff durante la presentazione con questa parole: “Lo stabilimento di Cavenago rappresenta il punto di partenza di un percorso che ci porterà in tutto il mondo, un progetto che parla italiano e che vedrà presto nuove applicazioni concrete sia in Italia che all’estero”.

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