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Legambiente: pagella energetica agli edifici in quattro città

Grazie alla termografia, una tecnica di diagnosi in grado di "fotografare" la temperatura di un oggetto, Legambiente ha fotografato le dispersione di calore degli edifici di quattro città italiane. Molto interessante il risultato: se un edificio è adeguatamente realizzato, sono centinaia gli euro in meno ogni anno in bolletta per le famiglie , migliaia per gli edifici pubblici.

La termografia permette di visualizzare il “funzionamento” delle pareti e quindi di capire se un edificio è ben costruito, se avrà bisogno di un minor utilizzo di energia per il riscaldamento d’inverno e di energia per il condizionamento dell’aria d’estate. In un edificio ben isolato si può arrivare a spendere fino a un quarto in termini di bolletta energetica, con un risparmio che per una famiglia vuol dire centinaia di euro, per edifici di uffici migliaia di euro ogni anno.

Le indagini hanno toccato quattro città italiane, Roma, Firenze, Milano, Bolzano e hanno avuto come soggetti sia edifici residenziali che edifici pubblici per uffici.

Gli edifici residenziali
Sono stati presi in considerazione edifici per abitazioni costruiti recentemente, tutti di ottima qualità a vederli da fuori, “costosi” per chi li ha comprati e apparentemente simili. Ma usando le termografie si sono visti chiaramente difetti e pregi.
A Milano sono stati fotografati edifici recenti realizzati nel quartiere Bicocca. Le termografie hanno evidenziato problemi assolutamente invisibili dall’esterno, quali ad esempio la presenza di ponti termici creati dalla struttura in cemento armato, dai cassonetti degli avvolgibili, dai balconi che non sono stati isolati correttamente e che quindi creano una “via preferenziale” del  calore verso l’esterno.

A Firenze gli edifici presi in considerazione sono nella zona di Novoli, dove si trova la sede della Regione e si è realizzato un ampio intervento di riqualificazione urbana con edifici residenziali ed edifici universitari. Anche in questo caso le termografie permettono di vedere insospettabili difetti negli edifici, invisibili ad occhio nudo. I principali punti deboli nelle costruzioni sono stati rilevati nei solai e nelle strutture in cemento armato non isolate e che quindi evidenziano un ponte termico rilevante.

A Roma, le foto sono state realizzate su edifici residenziali della periferia Sud di Roma (Malafede, Quartiere Caltagirone). Le termografie hanno evidenziato un difetto costruttivo nel punto d’incontro tra il terrazzo e la parete dell’appartamento. Senza un attento isolamento si viene a creare un ponte termico che ha effetti particolarmente rilevanti in termini di dispersioni e quindi di minore comfort nell’abitazione.

A Bolzano è stato scelto un edificio che è certificato energeticamente di Classe A, secondo la procedura CasaClima adottata nel 2002 dal Comune. Le termografie hanno confermato la validità della procedura, totalmente assente i difetti individuati negli edifici precedenti.

Gli edifici per uffici
Sono state prese in considerazioni le sedi delle Regioni Lombardia, Toscana e Lazio, la nuova sede degli uffici della Provincia di Bolzano.
Le tre sedi regionali di Milano, Firenze, Roma sono molto simili come architetture e anche da un punto di vista energetico. Le termografie mettono in mostra un comportamento termico praticamente disastroso, nel senso che è difficile distinguere differenze tra le superfici vetrate (che sono notoriamente il punto debole degli edifici per la dispersione del calore) e le pareti. Il che vuol dire che il comportamento delle superfici perimetrali è tale da obbligare ad un uso spinto dell’impiantistica per recuperare d’inverno attraverso il riscaldamento le dispersioni delle pareti e invece d’estate attraverso l’utilizzo di condizionatori un po’ di fresco.

L’edificio preso in considerazione a Bolzano sede degli Uffici della Provincia è stato costruito recentemente ed è certificato di Classe A. Le termografie confermano il comportamento ottimale, con una parete assolutamente omogenea dal punto di vista delle temperature, in cui non si evidenziano i ponti termici nel passaggio dei solai o all’altezza delle finestre. Solo le finestre appaiono di un colore diverso, perché naturalmente hanno capacità meno isolanti rispetto ad una parete; tuttavia anche le superfici vetrate sono certificate e quindi assumono una funzione isolante molto rilevante rispetto a un edificio tradizionale.

La diretta conseguenza di questi comportamenti si può stimare in circa il doppio dei consumi (consumo stimato su una superficie di 100 mq ed un costo del metano a 0,68 €/mc) un risparmio consistente nella bolletta della gestione dell’edificio. E’ importante ricordare che le Regioni hanno un ruolo importante in questa materia, sia in termini di buon esempio nei propri edifici che per la responsabilità che condividono con lo Stato nel definire le regole in materia.

Secondo Legambiente, è importante che il Governo introduca quanto prima la certificazione energetica degli edifici. Questa la via che sta seguendo l’Unione Europea per migliorare l’efficienza energetica in edilizia (Direttiva 2002/91 CE). Attualmente mancano solo i Decreti attuativi del Dlgs 192/05 che ha recepito la direttiva europea. Inoltre a luglio 2008 il governo ha abrogato le norme che prevedevano di allegare agli atti di compravendita l’attestato di certificazione energetica  e anche la nullità dell’atto in caso di assenza e per i proprietari di consegnare agli affittuari copia del certificato energetico ma fortunatamente alcune virtuose regioni, come la Lombardia, hanno posto rimedio a questo errore reintroducendo l'obbligo.

Un'altro suggerimento che Legambiente fornisce è quello di seguire le orme del Presidente americano ovvero avviare un vasto programma di riqualificazione energetica di tutti gli edifici pubblici per ridurre i consumi e le emissioni, creare lavoro e un effetto emulazione che porti a rivedere le tecniche costruttive nella direzione di una maggiore efficienza energetica.

Pagelle energetiche

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