IL PORTALE PER L'ARCHITETTURA SOSTENIBILE, IL RISPARMIO ENERGETICO, LE FONTI RINNOVABILI IN EDILIZIA
Percorso di navigazione Infobuild energia > Notizie > Legambiente: tutti in classe A, si vive meglio!

Legambiente: tutti in classe A, si vive meglio!

Legambiente, per la giornata mondiale dell'Ambiente, presenta "Tutti in classe A", una radiografia energetica del patrimonio edilizio italiano: 200 edifici analizzati, da Bolzano a Bari.
Dalla ricerca si evidenzia prima di tutto che in classe A non vi è praticamente dispersione di calore e consumi energetici ridotti, d'estate come d'inverno. In una casa ben progettata, isolata e certificata sono pressoché assenti i ponti termici tra le strutture portanti e in corrispondenza delle superfici balconate o delle soglie delle finestre.
La vivibilità degli edifici nei quali passiamo larga parte delle nostre giornate dipende dal modo in cui sono progettati e costruiti. Attraverso la termografia, una sorta di radiografia a colori, è possibile capire come sono costruiti gli edifici sotto il profilo dell'isolamento termico, e quindi svelare la qualità o meno degli edifici in cui viviamo o lavoriamo.
E non esiste, oggi, alcuna ragione, economica o tecnica, che impedisca di realizzare esclusivamente edifici di classe A, che si avvalgano, poi, anche del contributo di pannelli solari termici o fotovoltaici, o altri impianti da fonti rinnovabili per arrivare sostanzialmente ad azzerare la spesa delle famiglie legata all'energia.
I tecnici di Legambiente hanno esaminato 200 immobili in 21 città d'Italia. Il rapporto 2012 Tutti in classe A presenta dunque una radiografia aggiornata del nostro patrimonio edilizio, che verrà esposta a Perugia a partire dal 7 giugno nell'ambito di Festarch, il festival internazionale dell'architettura.
Oltre a segnalare esperienze positive o evidenti criticità in case nuove "ma nate già vecchie", analizza costi e benefici dell'efficienza energetica in edilizia, rileva i problemi ancora aperti della normativa nazionale e fa il punto sulla situazione nelle diverse Regioni rispetto all'applicazione della direttiva europea di riferimento.
Le ragioni sono molto semplici: gli edifici sono responsabili di una grossa fetta dei consumi energetici italiani e delle emissioni di gas serra. Tra il 2000 e il 2010, i consumi legati all'edilizia sono cresciuti più degli altri e rappresentano complessivamente il 53% dei consumi elettrici e il 35% di quelli energetici totali. E' dunque importantissimo intervenire in questo settore, se si vuole invertire la situazione e ridurre le emissioni di CO2. La direttiva europea 2002/91 ha introdotto precisi obiettivi in termini di rendimento energetico e l'obbligo della certificazione degli edifici nuovi (con le diverse classi di appartenenza, dalla A alla G) e nelle compravendite di quelle esistenti. Poi Bruxelles si è spinta oltre, con la direttiva 31/2010, che prevede date precise per una transizione radicale. Dal 1 gennaio 2021 tutti i nuovi edifici, sia pubblici che privati, dovranno essere "neutrali" da un punto di vista energetico, ossia garantire prestazioni di rendimento dell'involucro tali da non aver bisogno di apporti per il riscaldamento e il raffrescamento oppure di soddisfarli attraverso le fonti rinnovabili.

"Vogliamo incalzare governo, regioni e comuni affinché accompagnino con regole chiare e controlli la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio - spiega Edoardo Zanchini, vice presidente di Legambiente - Dopo i ritardi e gli ostacoli posti nei confronti della certificazione degli edifici ora si deve cambiare passo. Occorrono controlli veri e indipendenti sugli edifici, e si devono aumentare progressivamente le prestazioni energetiche e il contributo delle fonti rinnovabili, perché è possibile ridurre fino ad azzerare i consumi delle case in cui viviamo. Scegliere questa strada è la migliore risposta alla crisi economica e per rilanciare il settore delle costruzioni, e una battaglia nell'interesse dei cittadini che hanno il diritto di abitare in case a bollette zero".
L'analisi termografica ha riguardato edifici costruiti nel dopoguerra e altri più recenti. Sono state verificate anche le prestazioni di quelli certificati di Classe A e di quelli ristrutturati. Sono stati analizzati 91 edifici costruiti dopo il 2000, ossia dopo che le direttive europee avevano già chiarito tutti i riferimenti in materia di risparmio energetico e isolamento per chi aveva la responsabilità di progettare e costruire. Su quasi tutti questi immobili "nuovi e già vecchi" i problemi sono evidenti - dal Villaggio Olimpico di Torino, alla Giudecca a Venezia fino alla periferia di Bari, dal complesso Porta Nuova di Pescara o al quartiere Bufalotta a Roma, ad esempio - si ravvisano problemi di elementi disperdenti, con distribuzione delle temperature superficiali estremamente eterogenee. Anche, spesso, per edifici che si promuovono come "biocase" o a basso consumo energetico. La conseguenza è che si hanno temperature più elevate del dovuto d'estate e più fredde d'inverno, con disagio e bollette più care.
Ma la dimostrazione che in "Classe A" si vive meglio la danno le termografie di edifici ben progettati e costruiti, certificati, come il Kondominium Rosenbach a Bolzano, gli immobili in via cittadella a Firenze, in via Lumignacco a Udine o in località Fontana a Perugia, che mostrano invece un comportamento omogeneo delle facciate e l'assenza di ponti termici significativi. Si può osservare, inoltre, come vengano sfruttati tanto l'esposizione dell'edificio quanto i materiali delle diverse facciate, al fine di sfruttare al meglio la radiazione solare, minimizzando i consumi energetici per il condizionamento invernale. I fortunati abitanti di questi edifici arrivano a pagare fino a 2mila euro in meno all'anno di spesa energetica rispetto a chi abita in una casa di Classe G.
Il vero campo d'intervento, se si vuole ripensare qualità dell'abitare e consumi energetici del patrimonio edilizio italiano è rappresentato dagli edifici costruiti nel secondo dopoguerra. Si può stimare, infatti, che tre quarti degli edifici in Italia siano stati costruiti tra il 1946 e il 1991 e il 30% è in condizioni pessime o mediocri. Sono 89 le analisi termografiche effettuate su edifici a uso residenziale e direzionale, costruiti fra gli anni 50 e i primi anni 90, che mostrano difetti di dispersione energetica che erano prevedibili in immobili costruiti spesso di fretta, con materiali scadenti e poca attenzione al risparmio energetico. Va ricordato che è in edifici costruiti in questi anni che vive larga parte dei cittadini italiani. A dimostrare, però, che migliorare le condizioni di chi abita in queste abitazioni è possibile sono le termografie effettuate su edifici di Pescara, Firenze e Pesaro nei quali sono stati realizzati interventi di isolamento attraverso "cappotti termici". 

In un periodo di crisi come quello che attraversa il mercato immobiliare italiano, lo sforzo d'innovazione proposto dall'Unione Europea apre nuove prospettive di sviluppo e rappresenta un'occasione da non perdere, nell'interesse del Paese. E' un'opportunità che va colta fino in fondo, per arrivare ad azzerare le bollette delle famiglie, per creare lavoro. Per raccogliere questa sfida e combattere i mali di cui soffre il settore edilizio italiano, Legambiente, chiede al governo di avere il coraggio di percorrere una chiara strada di innovazione. In primo luogo introducendo regole omogenee in tutta Italia per la certificazione e, soprattutto controlli sugli edifici e sanzioni per chi non rispetta le regole; poi stabilendo per i nuovi edifici e per le ristrutturazioni edilizie oltre una certa dimensione lo standard minimo obbligatorio di Classe A, in modo da garantire una riduzione drastica dei consumi da fonti fossili per il riscaldamento e raffrescamento delle case, ma con pari o maggiore comfort; infine premiando nelle ristrutturazioni edilizie il miglioramento della classe energetica di appartenenza (ad esempio per chi passa dalla E alla C o alla B, per chi raggiunge la A).
Tutti in Classe A presenta anche una pagella delle Regioni italiane in materia di efficienza energetica. Promosse le Province di Trento e Bolzano, Piemonte e Lombardia che hanno anticipato il recepimento delle direttive europee e stabilito controlli e sanzioni per la certificazione. Tutte le altre Regioni presentano buchi normativi, sanzioni inadeguate, controlli assenti o a campione. Investire in manutenzione è un'opportunità per incrociare gli obiettivi energetici - oggi vincolanti - con quelli - purtroppo non vincolanti e troppo spesso dimenticati - di messa in sicurezza del patrimonio edilizio, di adeguamento degli alloggi alle nuove domande delle famiglie, e magari di maggiore vivibilità di tante periferie.

Consiglia questa notizia ai tuoi amici

Commenta questa notizia

Le ultime notizie sull’argomento
12/11/2018

La rinascita di Chernobyl: da nucleare, ad energia solare

A più di 30 anni dal disastro nucleare della centrale di Chernobyl, un impianto fotovoltaico da 1MW ha iniziato a produrre energia pulita che soddisfa il fabbisogno energetico di 2 mila abitazioni. Una rinascita per tutta la zona della vecchia ...

09/11/2018

Progetto di riqualificazione di un condominio con criteri di sostenibilit certificata

Da un iniziale problema di ammaloramento della facciata di un edificio con il distacco di alcune piastrelle, alla diagnosi energetica, alla riqualificazione efficiente dell’immobile, nel rispetto del progetto originario. L’intervento di ...

30/10/2018

La metamorfosi dellHotel des Postes: da palazzo storico ad edificio zero emissioni

Trasformare un vecchio edificio storico, punto di riferimento della città, in un’icona moderna dell’ecologia, senza rinunciare ai suoi preziosi elementi architettonici. Così l’Hotel des Postes cambia la sua pelle.   a ...

25/10/2018

Biosphera Equilibrium, rigenerare mente e corpo nel rispetto dell'ambiente

Un’abitazione energeticamente autosufficiente, flessibile, mobile, in grado di adattarsi ai diversi contesti climatici e di assicurare il miglior benessere psico fisico, nel rispetto dell’ambiente.     Questa è in due parole ...

18/10/2018

Costruzioni ipogee: i vantaggi di vivere in una casa interrata

“Vivere sottoterra” può non sembrare molto allettante, anche se in realtà le costruzioni ipogee offrono diversi vantaggi in termini di comfort interno e di tutela ambientale. Oggi, con la diffusione delle costruzioni ipogee, vi sono ...

12/10/2018

Progetto italiano di casa green realizzata con una stampante 3D

3D Crane è il nome del nuovo sistema di stampa tridimensionale realizzato dall’azienda WASP di Massa Lombarda. Il nuovo modello è stato utilizzato per Gaia, la casa realizzata con terra cruda e scarti di lavorazione del riso.   a ...

08/10/2018

Come realizzare una casa sostenibile in soli 22 metri quadri

L’edilizia utilizza il 40% delle risorse naturali del pianeta e rappresenta oltre un terzo delle emissioni di gas serra. Per fronteggiare la situazione, Yale University con il supporto dell’UN Environment e dell’UN Habitat ha realizzato un ...

18/09/2018

A New York appartamenti futuristici firmati Zaha Hadid

Il progetto 520 West 28th Street è il palazzo futuristico firmato dall’architetto Zaha Hadid. Un edificio sbalorditivo, alto 11 piani, che sorge nelle vicinanze dell’affascinante High Line Park di  New York.   a cura di Tommaso ...