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Città dell altra economia all’ex mattatoio di Testaccio

Nel vecchio Mattatoio di Testaccio, autentico monumento di archeologia industriale, l’originalità del programma e i suoi fini etici e sociali si traducono in un’opera che unisce al rigore del restauro una nuova coerente spazialità, che applica i criteri della sostenibilità ambientale, dell’innovazione tecnologica, dell’ecoefficienza.

 Città dell economia

Il complesso si sviluppa all’interno delle bellissime Pese del Bestiame e negli spazi reinventati tra il lungo portico ersochiano del 1888 e le tettoie del 1928, rari esempi romani di strutture in ghisa e ferro.

La città dell altra economia è il primo spazio in Europa dedicato al commercio equo e solidale, alla finanza etica, all’energie rinnovabili, alla comunicazione aperta, al turismo responsabile, al riuso e al riciclo.

 Città dedicata al commercio eco solidale

Ospita, oltre agli spazi espositivi e documentari, 12 distinte attività su una superficie di circa 3.500 mq, ha un fronte di oltre 200 metri, si apre su un’area esterna di pertinenza di circa 8.000 mq, a sua volta parte del Campo Boario che diventerà una nuova piazza di oltre tre ettari.

Restauro e nuovi segni

La risposta progettuale alla domanda di oltre tremila metri quadrati, in luogo di semplici tettoie, è la copertura del distacco tra portico e pensiline con una nuova struttura in acciaio che traduce le tettoie e il vuoto intermedio in un originale spazio coperto, delimitato da un perimetro prevalentemente vetrato.

Nello sviluppo lineare, di oltre 200 metri, il nuovo involucro si fraziona in più “moduli” a massima flessibilità, alternando spazi aperti, soltanto coperti o racchiusi, per evidenziare con chiarezza le parti originarie e quelle dove alla preesistenza si aggiungono nuovi segni ed elementi architettonici.

I nuovi spazi sono stati realizzati con struttura antisismica in acciaio in gran parte assemblata in officina per facilitarne il montaggio, staticamente indipendente e reversibile.

Compatibilità ambientale

L’attenzione al comportamento termico dell’edificio e alle strategie passive ha richiesto un controllo ambientale attento, a partire da condizioni di orientamento e giacitura, ovviamente, non modificabili.

 Restauro

Alla protezione del fronte vetrato a sud/est dalla radiazione solare diretta si è unita l’analisi dei flussi aerodinamici indotti dalle aperture frontali, disposte nella zona d’ombra, e dalle aperture alla sommità dei lucernari orientati a nord, che favoriscono il raffrescamento estivo e il ricambio.

Alla serie degli shed si affiancano grandi lucernari piani, schermati da una doppia serie di forature, che consentono l’irraggiamento solare soltanto nei mesi freddi, garantendo comunque l’afflusso luminoso.

L’ottimizzazione degli effetti termici e dell’illuminazione naturale ha comportato l’impiego di vetrate isolanti stratificate, a riflessione neutra, bassoemissive.

Il complesso è climatizzato da 7 centrali termomeccaniche indipendenti, costituite da apparecchi che utilizzano gas frigorigeni privi di CFC, pompe di calore ad elevato rendimento e recupero dinamico superiore al 70%.

 Ambienti interni

Il complesso è dotato di un impianto fotovoltaico costituito da 166 pannelli al silicio policristallino, privi di piombo, con potenza di picco pari a 180 Wp, per una potenza totale di 30 kWp ed una produzione annua di circa 40.000 kWh che riduce le emissioni di CO2 di oltre 25.000 Kg/anno.

Sia gli apparecchi illuminanti che il sistema degli arredi e delle attrezzature seguono anch’essi i criteri della ecocompatibilità.

Menzione Speciale dell’edizione 2009 del Premio Internazionale Architettura Sostenibile Fassa Bortolo

Tema Tecnico

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