Piano Sociale per il Clima: 9,3 miliardi per attenuare l’impatto dell’ETS2 su famiglie e microimprese 31/08/2026
Obbligo di rinnovabili negli edifici: dal 3 agosto 2026 le nuove quote per ristrutturazioni e impianti termici 24/07/2026
Pompe di calore senza sostituire i radiatori: compatibilità e limiti con gli impianti esistenti 23/07/2026
Distribuzione, circolazione e bilanciamento: l’efficienza nascosta degli impianti idronici 22/07/2026
Piano Sociale per il Clima: 9,3 miliardi per attenuare l’impatto dell’ETS2 su famiglie e microimprese 31/08/2026
A cura di: Tommaso Tautonico Indice degli argomenti Toggle Rimozione C02, servono maggiori investimenti in nuove tecnologieEsempi di CDR non convenzionale La CDR, acronimo inglese di carbon dioxide removal, è il processo tramite il quale si cattura la CO2 dall’atmosfera e si stocca in modo duraturo sulla terraferma, nell’oceano, in formazioni geologiche o in prodotti. Aumentare la rimozione dell’anidride carbonica è una priorità urgente se vogliamo raggiungere gli obiettivi fissati dall’Accordo di Parigi, ma sono ancora troppo pochi i Paesi che hanno individuato strategie, investimenti ed obiettivi che vanno in questa direzione. Lo dichiara il Rapporto “State of Carbon Dioxide Removal” dell’Università di Oxford, che analizza il ruolo della CDR nella lotta contro i cambiamenti climatici. Oggi, dichiara il Rapporto, le attività di CDR rimuovono dall’atmosfera 2 miliardi di tonnellate di CO2, circa il 5% della quantità totale. Ma la quasi totalità delle attività di rimozione deriva da CDR “convenzionale”, principalmente attraverso l’imboschimento, il rimboschimento e la gestione delle foreste esistenti. Solo lo 0,05% deriva da metodi non convenzionali. Secondo i ricercatori di Oxford, per rimanere il linea con quanto previsto dall’Accordo di Parigi, sarà necessario raddoppiare la capacità di stoccaggio della CO2 degli ecosistemi ma soprattutto aumentare di 1.300 la capacità di CDR non convenzionale. Rimozione C02, servono maggiori investimenti in nuove tecnologie Secondo gli scienziati, entro il 2030 c’è bisogno di una capacità aggiuntiva di rimozione della CO2 di 0,96 miliardi di tonnellate l’anno. Al 2050, lo scenario diventa ancora più complesso perché si stima sia necessario rimuovere dall’atmosfera 4,8 miliardi di tonnellate di CO2 all’anno. Uno sforzo irraggiungibile senza la crescita di CDR non convenzionali come DACCS, Direct Air Carbon Capture and Storage, Biochar e BECCS, Bioenergy with carbon capture and storage. Per questo, continua il Rapporto, sarà necessario continuare ad investire in ricerca e sviluppo. Tra il 2010 e il 2022 nel settore CDR sono stati investiti circa 4 miliardi di dollari. Ma i finanziamenti sono concentrati in poche regioni del mondo. Gli Stati Uniti, con il progetto dedicato alla creazione di un hub per le tecnologie di cattura diretta di CO2 dall’aria (DAC, Direct Air Capture) sono il Paese che assorbe la quasi totalità delle risorse, mentre la Cina è il Paese con il più alto numero di brevetti registrati. Esempi di CDR non convenzionale DACCS, Biochar e BECCS, sono solo alcune delle tecnologie di CDR non convenzionali e che pian piano stanno diventando oggetto di studi e ricerche sempre più diffusi. Il DACCS, Direct Air Carbon Capture and Storage, prevede la rimozione meccanica dell’anidride carbonica dall’atmosfera, la successiva compressione e stoccaggio geologico o utilizzo per realizzare prodotti di lunga durata come il cemento. Il Biochar è carbone vegetale prodotto da materiali di scarto come biomassa e rifiuti organici. Viene generato attraverso la pirolisi e durante questo processo, circa metà del carbonio presente nella biomassa viene intrappolato e trattenuto nella sua struttura altamente stabile. Sull’utilizzo della biomassa si basa la BECCS, Bioenergy with carbon capture and storage, il processo che impiega la biomassa come fonte di energia e la cattura e lo stoccaggio permanente della CO2 prodotta durante la conversione della biomassa in energia. Per il futuro, conclude il Rapporto, sono necessarie delle valutazioni: sarà necessario espandere la comunità di esperti e condividere i dati per ampliare la conoscenza, le prospettive e le esperienze che guidano lo sviluppo del CDR. Occorrerà migliorare la disponibilità di dati su progetti CDR, piani e investimenti e in ultimo sarà necessario affinare l’analisi attorno a definizioni e metodi più completi, coerenti e comparabili. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
01/09/2026 Rischio climatico in Italia: fino al 6% di PIL in meno e infrastrutture energetiche sotto pressione entro il 2050 A cura di: Erika Bonelli Rischio climatico: il report Deloitte stima impatti fino al -6% del PIL italiano al 2050. Ecco ...
31/08/2026 Comunità climatiche: la transizione energetica si attua a scala di quartiere A cura di: Andrea Ballocchi Un progetto europeo, guidato dal Comune di Cesena, sperimenta un modello replicabile verso l’autosufficienza energetica: le ...
26/08/2026 Giornata Mondiale dei Laghi 2026, proteggere l'acqua dolce del pianeta A cura di: Raffaella Capritti Il 27 agosto 2026 torna la Giornata Mondiale dei Laghi, seconda edizione. Dati ONU, minacce e ...
21/08/2026 Il Politecnico di Torino punta sulle alghe brune per rispondere alla sfida della dissalazione A cura di: Laura Murgia Un idrogel ricavato da alghe brune dissala l'acqua marina sfruttando calore di scarto a bassa temperatura: ...
14/08/2026 I rifiuti industriali diventano materiali da costruzione grazie a Resilco A cura di: Laura Murgia A Busnago è entrato in funzione il primo impianto italiano capace di trasformare residui industriali in ...
12/08/2026 A Brescia un nuovo studentato sceglie il legno XLAM A cura di: Laura Murgia Sostenibilità, velocità di esecuzione e qualità architettonica in un unico progetto: la nuova residenza universitaria inaugurata ...
06/08/2026 Fumo degli incendi boschivi, il rischio per la salute oltre le fiamme A cura di: Erika Bonelli Il fumo degli incendi boschivi minaccia la salute anche lontano dalle fiamme. L'allarme OMS su PM2.5 ...
05/08/2026 Foreste periurbane: uno scudo contro caldo e inquinamento, ma la specie di albero fa la differenza A cura di: Raffaella Capritti Studio ENEA: le foreste periurbane riducono la mortalità da caldo e freddo, ma serve scegliere bene ...
30/07/2026 Earth Overshoot Day 2026: il 30 luglio l'umanità esaurisce le risorse della Terra A cura di: Raffaella Capritti Oggi è l’Overshoot Day, le risorse rinnovabili sono finite, dal 31 luglio inizia il sovrasfruttamento della ...
29/07/2026 Dalle acque reflue all'acqua potabile: in Canada il primo impianto mobile che rimuove anche i PFAS A cura di: Stefania Manfrin GF e H2O Innovation trasformano le acque reflue in acqua potabile e rimuovono i PFAS: in ...