Piano Sociale per il Clima: 9,3 miliardi per attenuare l’impatto dell’ETS2 su famiglie e microimprese 31/08/2026
Pompe di calore senza sostituire i radiatori: compatibilità e limiti con gli impianti esistenti 23/07/2026
Distribuzione, circolazione e bilanciamento: l’efficienza nascosta degli impianti idronici 22/07/2026
Piano Sociale per il Clima: 9,3 miliardi per attenuare l’impatto dell’ETS2 su famiglie e microimprese 31/08/2026
A cura di: Stefania Manfrin Indice degli argomenti Toggle Un piano da 37,15 GW: tecnologie ammesse, meccanismi e obiettivi al 2030Come funziona la selezione dei beneficiariIl CISAF e il quadro europeo degli aiuti per la transizione pulitaImpatti attesi sul mercato energetico italianoFAQ – regime di aiuti di Stato all’Italia per le rinnovabiliCos’è il regime italiano di aiuti di Stato da 23 miliardi per le rinnovabili?Come funziona il contratto per differenza bidirezionale (two-way CfD) per le rinnovabili?Quali fonti rinnovabili sono ammesse al regime italiano approvato dalla Commissione UE?Gli impianti fotovoltaici di piccola taglia possono accedere agli incentivi senza partecipare a una gara?Qual è l’obiettivo dell’Italia sulle energie rinnovabili al 2030? Lo scorso 8 giugno 2026, la Commissione europea ha approvato il regime di aiuti di Stato notificato dall’Italia per il sostegno alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Il budget complessivo è di 23 miliardi di euro, lo strumento scelto è il contratto per differenza bidirezionale (two-way CfD), l’orizzonte temporale è il 2030. Si tratta di una misura molto rilevante per il settore energetico italiano, con ricadute attese su tutta la filiera delle energie pulite. Il via libera è arrivato in base al Clean Industrial Deal State Aid Framework (CISAF), il quadro normativo sugli aiuti di Stato per la transizione energetica che la Commissione aveva adottato il 25 giugno 2025. La base giuridica è l’articolo 107(3)(c) del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, che consente aiuti destinati a facilitare lo sviluppo di attività economiche rilevanti per la realizzazione del Clean Industrial Deal. Un piano da 37,15 GW: tecnologie ammesse, meccanismi e obiettivi al 2030 Il regime italiano riguarda la costruzione di nuovi impianti che producono elettricità da eolico onshore, solare, idroelettrico e gas di depurazione (sewage gas). Le installazioni finanziate dovranno complessivamente aggiungere 37,15 GW di capacità rinnovabile, un valore che corrisponde a circa il 48% dell’attuale capacità FER installata in Italia. L’obiettivo è contribuire al raggiungimento del target nazionale del 39,4% di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo entro il 2030, in linea con gli impegni europei definiti nell’ambito del REPowerEU. Lo strumento incentivante adottato è il contratto per differenza bidirezionale (two-way CfD), un meccanismo già diffuso in diversi paesi europei e ora codificato anche nel CISAF. Il funzionamento è relativamente semplice: il produttore riceve un pagamento variabile basato su un prezzo di riferimento, detto strike price. Se il prezzo di mercato dell’elettricità scende al di sotto dello strike price, lo Stato copre la differenza; se invece i prezzi di mercato risultano superiori, è il produttore a restituire allo Stato la quota eccedente. I contratti avranno una durata di 20 anni. Il meccanismo include salvaguardie esplicite per evitare che i produttori vengano remunerati nei periodi in cui i prezzi di mercato sono negativi, una condizione sempre più frequente nelle ore di picco delle fonti variabili. È una previsione coerente con quanto il CISAF richiede per garantire il corretto funzionamento dei mercati elettrici. Come funziona la selezione dei beneficiari L’accesso agli incentivi segue percorsi differenziati in base alla taglia degli impianti. Per gli impianti fotovoltaici ed eolici con potenza superiore a 1 MW, l’assegnazione avverrà tramite procedure competitive trasparenti e non discriminatorie, nelle quali i partecipanti presenteranno offerte sullo strike price necessario a realizzare il proprio progetto. Per queste tecnologie la Commissione prevede anche una procedura separata con criteri aggiuntivi di preselezione legati al Net Zero Industry Act (Regolamento UE 2024/1735 e Regolamento di esecuzione UE 2025/1176), introdotti per sostenere lo sviluppo della manifattura europea di tecnologie pulite. Per gli impianti con potenza inferiore a 1 MW, l’accesso è diretto, senza procedura di gara: lo strike price viene fissato in via amministrativa dall’ARERA, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente. Va segnalato che il budget di 23 miliardi è calcolato su stime di prezzo di mercato: in caso di prezzi dell’elettricità più alti del previsto, il supporto netto effettivo potrebbe risultare sensibilmente inferiore, proprio per il meccanismo bidirezionale del CfD. Il CISAF e il quadro europeo degli aiuti per la transizione pulita L’approvazione del regime italiano si inserisce in un contesto europeo più ampio. Il CISAF, adottato a giugno 2025, è lo strumento con cui la Commissione ha voluto semplificare e accelerare l’erogazione degli aiuti di Stato nei settori chiave della transizione verso un’economia net-zero, in coerenza con il Clean Industrial Deal. Il framework consente ai paesi membri di attivare regimi di supporto per le rinnovabili e lo stoccaggio, misure di sollievo temporaneo sui prezzi dell’elettricità per le industrie energivore, incentivi alla decarbonizzazione dei processi industriali e investimenti nella manifattura di tecnologie pulite strategiche — batterie, pannelli solari, turbine eoliche, pompe di calore, elettrolizzatori — nonché per il recupero e il riciclo delle materie prime critiche associate. Teresa Ribera, Vicepresidente esecutiva della Commissione per la transizione pulita, giusta e competitiva, ha commentato l’approvazione sottolineando l’importanza del regime per diversificare il mix energetico italiano, ridurre la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili e aumentare la quota di energia rinnovabile nel sistema elettrico nazionale. Impatti attesi sul mercato energetico italiano Sul piano industriale, l’approvazione del regime rappresenta un segnale rilevante per gli operatori del settore: sviluppatori, EPC contractor, produttori di componenti, società di O&M e investitori istituzionali. La disponibilità di uno strumento strutturato su 20 anni, con prezzi garantiti e assegnato tramite aste competitive, riduce significativamente il rischio dei progetto e può favorire l’accesso al credito e l’attrazione di capitali privati su larga scala. Sul piano macroeconomico, l’aggiunta di 37,15 GW di capacità rinnovabile contribuirà anche alla riduzione dei prezzi dell’elettricità per utenti industriali e civili, obiettivo esplicito della misura . Parametro Dato Budget complessivo 23 miliardi di euro Capacità rinnovabile attesa 37,15 GW Quota sull’attuale capacità FER italiana ~48% Tecnologie ammesse Eolico onshore, solare, idroelettrico, gas di depurazione Strumento incentivante Two-way CfD (contratto per differenza bidirezionale) Durata del contratto 20 anni Obiettivo FER al 2030 39,4% del consumo finale lordo Quadro normativo UE CISAF (adottato il 25 giugno 2025) Soglia per accesso diretto senza gara Impianti < 1 MW Autorità che fissa lo strike price (impianti < 1 MW) ARERA Numero di caso Commissione SA.115180 FAQ – regime di aiuti di Stato all’Italia per le rinnovabili Cos’è il regime italiano di aiuti di Stato da 23 miliardi per le rinnovabili? È un regime approvato dalla Commissione europea l’8 giugno 2026 che prevede fino a 23 miliardi di euro di incentivi per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in Italia. Rientra nel CISAF, il quadro europeo sugli aiuti di Stato per la transizione pulita, e punta ad aggiungere 37,15 GW di nuova capacità FER entro il 2030. Come funziona il contratto per differenza bidirezionale (two-way CfD) per le rinnovabili? Il CfD bidirezionale garantisce al produttore di energia rinnovabile un prezzo di riferimento (strike price) per l’elettricità immessa in rete. Se il prezzo di mercato è inferiore allo strike price, lo Stato paga la differenza al produttore; se è superiore, è il produttore a restituire la quota eccedente allo Stato. La durata del contratto è di 20 anni. Quali fonti rinnovabili sono ammesse al regime italiano approvato dalla Commissione UE? Il regime sostiene impianti che producono elettricità da eolico onshore, solare (fotovoltaico), idroelettrico e gas di depurazione (sewage gas). Per impianti eolici e solari oltre 1 MW sono previste procedure competitive con criteri aggiuntivi legati al Net Zero Industry Act. Gli impianti fotovoltaici di piccola taglia possono accedere agli incentivi senza partecipare a una gara? Sì. Gli impianti con potenza inferiore a 1 MW accedono agli incentivi direttamente, senza procedura di gara. In questo caso lo strike price non viene determinato dall’asta ma è fissato amministrativamente dall’ARERA, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente. Qual è l’obiettivo dell’Italia sulle energie rinnovabili al 2030? L’Italia ha fissato un obiettivo del 39,4% di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo entro il 2030. Il regime da 23 miliardi approvato dalla Commissione è uno degli strumenti principali per raggiungerlo, insieme agli impegni definiti nell’ambito del Piano REPowerEU e del Clean Industrial Deal. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
27/08/2026 Fotovoltaico in Italia, 8 tetti su 10 sono ancora liberi A cura di: Erika Bonelli Barometro fotovoltaico 2026: l'84% dei tetti italiani è senza solare. Trento prima per sfruttamento, il Sud ...
10/08/2026 Fotovoltaico in area vincolata: la Soprintendenza non può negare l’autorizzazione solo per la visibilità dei pannelli A cura di: Adele di Carlo Una nuova sentenza conferma il favor verso l'installazione dei pannelli fotovoltaici sui tetti, anche nei contesti ...
07/08/2026 Osservatorio bandi: incentivi 2026 per efficienza energetica e rinnovabili delle imprese A cura di: Stefania Manfrin Bandi efficienza energetica e rinnovabili 2026 tra programmi regionali FESR, misure nazionali e call europee. Dotazioni, ...
03/08/2026 Il contributo del fotovoltaico per l'adattamento climatico delle città A cura di: Andrea Ballocchi Dalla riduzione dei consumi durante le ondate di calore al contrasto delle isole di calore urbane: ...
24/07/2026 Fotovoltaico e accumulo, a Verona torna Solar & Storage Live Italia A cura di: Laura Murgia Solar & Storage Live Italia torna alla Fiera di Verona il 7 e l'8 ottobre 2026, ...
23/07/2026 Impianti FER in attività libera: il Modello Unico Parte III da trasmettere al SUER A cura di: Stefania Manfrin Il DM MASE 223/2026 introduce il Modello Unico Parte III per gli impianti FER in attività ...
14/07/2026 Portale ENEA riaperto per Ecobonus e Bonus Casa 2026: nuove regole, scadenze e come inviare le pratiche A cura di: Erika Bonelli Riaperto il portale ENEA per Ecobonus e Bonus Casa: le nuove regole del D.Lgs. 5/2026, il ...
09/07/2026 Nexis, SERA e CSSOD: SolarEdge presenta a Intersolar la sua visione dell'energia A cura di: Laura Murgia Incontro con Giuliano Orzan, Country Manager Italy di SolarEdge, a Intersolar 2026: Nexis, AI Agent SERA, ...
07/07/2026 AIKO Solar: tecnologia ABC, sostenibilità e prospettive per il mercato italiano A cura di: Laura Murgia In occasione di Intersolar Europe 2026, la fiera di riferimento per il fotovoltaico e le energie ...
01/07/2026 Fotovoltaico e raffrescamento: quanto il solare domestico può compensare la domanda elettrica legata al caldo in Italia A cura di: Erika Bonelli Uno studio della Ca' Foscari misura quanto il fotovoltaico possa essere utile contro il caldo e ...