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Superbonus anche per interventi su unità “collabenti”

Nel caso in cui un’unità collabente sia contigua all’abitazione principale, gli interventi di riqualificazione su entrambi gli immobili hanno diritto al Superbonus 110%

Ok al superbonus anche per interventi su unità collabenti

Lo ha confermato l’Agenzia delle Entrate nella risposta 326/2020 a un istante, proprietario di un immobile con annessa unità collabente, dunque non abitabile e incapace di produrre reddito, che intende realizzare un intervento di “ristrutturazione con accorpamento dell’unità collabente all’abitazione principale”, previo ottenimento di specifico titolo abilitativo e nel rispetto delle norme di legge e dei regolamenti vigenti.

L’intervento di ristrutturazione con riduzione di due classi di rischio sismico prevede l’isolamento termico delle pareti, la sostituzione della caldaia, dell’impianto di riscaldamento e degli infissi, l’installazione di un impianto fotovoltaico con accumulo.

In questo caso l’Agenzia conferma che – posto che vengano rispettati gli adempimenti richiesti –  anche le spese per gli interventi realizzati sulla unità collabente possono beneficiare del superbonus ai sensi dell’articolo 119 del decreto legge n. 34 del 2020, considerando che tale immobile non è produttivo e non lo si può considerare seconda casa e che al termine dei lavori le due unità saranno accorpate.

Più nel dettaglio il comma 10 dell’articolo 119 del decreto legge Rilancio specifica che il superbonus si possa applicare agli interventi effettuati dalle persone fisiche, al di fuori di attività di impresa, arti e professioni, su un massimo di due unità immobiliari. E’ stata eliminata la precedente limitazione che prevedeva che il superbonus fosse applicabile esclusivamente all’abitazione principale. Il limite numerico alle unità immobiliari oggetto degli interventi agevolabili non sussiste nel caso di interventi antisismici.

La detrazione spettante per gli interventi realizzati su una unità collabente, è disciplinata dagli articoli 14 e 16 del decreto n. 63 del 2016 e la circolare dell’Agenzia n. 19/E dell’8 luglio 2020, ha confemato che hanno diritto al beneficio anche le unità collabenti: “pur trattandosi di una categoria riferita a fabbricati totalmente o parzialmente inagibili e non produttivi di reddito, gli stessi possono essere considerati come edifici esistenti, trattandosi di manufatti già costruiti e individuati catastalmente”.

Per poter accedere all’ecobonus e al superbonus del 110%  gli edifici collabenti devono essere dotati  di impianto di riscaldamento posto negli negli ambienti in cui sono realizzati gli interventi di riqualificazione energetica.

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