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Sottoscritto l'accordo per la riqualificazione efficiente degli scali ferroviari

Al via nel capoluogo meneghino un importante progetto rigenerazione urbana che interessa 7 scali ferroviari dismessi 

 

 

Comune di Milano, Regione Lombardia, Ferrovie dello Stato Italiane con Rete Ferroviaria Italiana e FS Sistemi Urbani, e Savills Investment Management Sgr, hanno firmato nei giorni scorsi l'accordo per la riqualificazione dei 7 scali ferroviari dismessi, che insieme occupano una superficie di 1.250mila m², di cui circa 200mila rimarranno a funzione ferroviaria.
 

Si tratta di un progetto importante destinato a cambiare il volto di Milano, città che negli ultimi anni è stata protagonista di una vera e propria traformazione.

Il verde pubblico

Nel dettaglio sono più di 675mila i m² , pari al 65% della superficie territoriale, destinati ad aree verdi, con un aumento di circa 130mila m² rispetto alla precedente ipotesi di accordo. 

Oltre ai 675mila m² saranno realizzati circa 200mila m² di connessioni ecologiche lungo i binari ferroviari, compreso il progetto Rotaie Verdi sulla cintura sud della città e il percorso ciclopedonale lungo i binari in direzione Chiaravalle. Il progetto prevede che tutti gli scali abbiano almeno il 50% delle aree a verde. In particolare, verranno realizzati un grande parco unitario di oltre 300mila m² allo Scalo Farini, che diventerà così il terzo più esteso della città insieme a Parco Montestella dopo Lambro e Sempione, un parco di 90mila m² a Porta Romana e un’oasi naturalistica di 140mila m² (pari al 100% della superficie totale dello scalo) a San Cristoforo. 

Circle Line

Nell'Accordo sono previsti 97 milioni di euro di investimenti finalizzati alla costruzione e all'ammodernamento delle stazioni lungo la Circle Line,  elemento centrale per lo sviluppo sostenibile della Città Metropolitana. Nel prossimo decennio Ferrovie dello Stato Italiane investirà circa 1 miliardo di euro sul sistema ferroviario del nodo milanese.
Oltre ai 50 milioni generati dalle plusvalenze che si avranno a seguito dell’alienazione delle aree, infatti, 22 milioni andranno a finanziare le nuove stazioni di Tibaldi e Romana, 5 milioni integreranno gli investimenti per migliorare l’accessibilità della stazione di Greco Pirelli, 20 milioni saranno destinati alla nuova stazione di Dergano (previo studio di fattibilità) o in alternativa ad un altro intervento sulla linea.

 

L’Accordo prevede un indice di edificabilità medio dello 0,65 con l'obiettivo di assicurare un migliore mix abitativo negli scali più grandi e la concentrazione degli alloggi nelle aree con maggior disponibilità di servizi e trasporti. 

 

Inoltre il 32% delle volumetrie complessive saranno destinate a funzioni non residenziali (uffici, commercio, manifattura, artigianato, logistica, servizi privati…). Per rispondere al fabbisogno delle fasce sociali più deboli, almeno il 30% del costruito (di cui 40% in locazione, pari a circa 1.360 alloggi) sarà destinato ad housing sociale (23%) ed edilizia convenzionata ordinaria (7%). Per quanto riguarda l’housing sociale, saranno realizzati circa 2.600 alloggi per una superficie di 155mila m², di cui 2/3 (100mila m²) realizzati negli scali centrali di Farini, Romana e Genova. Tra questi, saranno realizzati 370 alloggi a canone sociale di cui 305 a Farini e Romana.  

 

Nella nota del Comune di Milano leggiamo che si tratta del più grande piano di rigenerazione urbana che interesserà il capoluogo meneghino nel prossimo ventennio e  uno dei più grandi progetti di ricucitura e valorizzazione territoriale in Italia e in Europa. 

L’Accordo prende in considerazione le vocazioni funzionali per i singoli scali previsti nella mozione di iniziativa consiliare e indicate dai Municipi. In particolare, si prevede la realizzazione di un’oasi naturalistica a San Cristoforo, funzioni legate alla moda e al design a Porta Genova, un grande parco unitario a Farini, che potrà ospitare anche funzioni pubbliche, attività connesse al mondo universitario a Lambrate e Greco, attività di natura culturale e connesse al distretto dell’agricoltura innovativa a Porta Romana.

 

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