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Cosa sono le infrastrutture verdi e blu per le città

Le infrastrutture verdi e blu integrano vegetazione, acqua e processi naturali per una progettazione urbana che rende le città più resilienti ai cambiamenti climatici. Parchi, alberature, tetti verdi, rain garden, superfici permeabili e zone umide aiutano a gestire le piogge, mitigare il caldo e favorire la biodiversità.

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Cosa sono le infrastrutture verdi e blu per le città

Le città contemporanee devono affrontare nuove sfide, anche di natura ambientale. Ne sono un esempio l’aumento delle temperature, le precipitazioni intense, i periodi di siccità, l’impermeabilizzazione dei suoli, la perdita di biodiversità, l’inquinamento atmosferico. A ciò, si aggiungono in parallelo la crescente domanda di spazi pubblici di qualità e la necessità di adattare edifici, reti e servizi urbani a condizioni climatiche sempre meno prevedibili.

In questo scenario, stanno assumendo un ruolo sempre più significativo le infrastrutture verdi e blu, ossia un insieme coordinato di spazi verdi, sistemi idrici e soluzioni basate sui processi naturali, che hanno lo scopo di migliorare la resilienza e la qualità ambientale delle città.
Non si tratta semplicemente di piantare più alberi o realizzare nuovi parchi, ma di considerare verde e acqua come componenti funzionali del sistema urbano.

Che cosa sono le infrastrutture verdi

Per infrastruttura verde si intende una rete progettata di aree naturali, seminaturali e vegetate, realizzata e gestita per fornire molteplici servizi ecosistemici, che vanno oltre il solo creare un’area naturale in un contesto urbano. Ne possono fare parte parchi pubblici, boschi urbani, alberature stradali, giardini, corridoi ecologici, aree agricole periurbane, tetti e pareti verdi, aiuole drenanti, fasce vegetate e superfici permeabili. Ciò che le rende tali e le caratterizza, definendo anche un punto in comune tra queste differenti soluzioni, non è tanto la presenza della vegetazione in sé, ma la sua funzione all’interno del sistema urbano.

Che cosa sono le infrastrutture verdi in città

Non si parla, pertanto, di aree verdi progettate esclusivamente con finalità ornamentali, che acquisiscono valore principalmente in termini paesaggistici, ma di un sistema più articolato e concepito contemporaneamente per più funzioni, quali ad esempio ombreggiare gli spazi pubblici, intercettare le precipitazioni, aumentare la biodiversità e creare continuità ecologica svolge invece una funzione infrastrutturale.

È questo passaggio concettuale a rendere particolarmente interessante il tema per amministrazioni, progettisti e operatori economici, che devono smettere di concepire il verde urbano come un costo di manutenzione, trasformandolo in un asset capace di generare prestazioni ambientali e sociali misurabili.

Che cosa sono le infrastrutture blu

Le infrastrutture blu, come è semplice intuire dal nome, comprendono gli elementi legati alla presenza, alla gestione e alla circolazione dell’acqua. Si parla di fumi, torrenti, canali, laghi e zone umide, che costituiscono la componente più evidente di questi sistemi. Il concetto, però, comprende anche bacini di laminazione, aree temporaneamente allagabili, sistemi di raccolta delle acque meteoriche, superfici drenanti e altri dispositivi utilizzati per gestire l’acqua secondo logiche più vicine al ciclo idrologico naturale.

Che cosa sono le infrastrutture blu per le città

La distinzione tra infrastrutture verdi e blu, per quanto evidente da un punto di vista concettuale, perde di significato da un punto di vista funzionale, in quanto nella pratica i due sistemi sono fortemente interdipendenti. Una zona umida urbana, ad esempio, è allo stesso tempo ecosistema verde e infrastruttura idrica, così come un parco può trasformarsi, durante un evento meteorico intenso, in uno spazio temporaneamente destinato alla raccolta controllata delle acque.
Per questo motivo si parla ormai di infrastrutture verdi e blu, o green-blue infrastructure, come di un unico sistema.

Che impatto hanno sulle città

Uno dei campi nei quali queste infrastrutture assumono maggiore importanza è la gestione delle precipitazioni. In un contesto climatico sempre più imprevedibile, in cui si susseguono periodi di siccità a forti precipitazioni, il tema diventa assolutamente rilevante.

Impatto infrastrutture verdi e blu in città

La città tradizionale è caratterizzata da una forte presenza di superfici impermeabili, con tetti, strade, piazzali, parcheggi e marciapiedi che impediscono all’acqua di infiltrarsi nel terreno.

Il tradizionale sistema di raccolta e drenaggio, però, funziona fin quando la quantità d’acqua rimane compatibile con la capacità delle reti. In presenza di precipitazioni particolarmente intense, invece, tombini, collettori e sistemi fognari possono raggiungere rapidamente la saturazione.

Le infrastrutture verdi e blu introducono un principio differente, che permette di trattenere l’acqua, rallentarne il deflusso, infiltrare e, quando possibile, riutilizzare l’acqua nel punto in cui cade, anziché trasferirla immediatamente altrove. L’obiettivo non è necessariamente sostituire le infrastrutture tradizionali, ma affiancarle con sistemi distribuiti che possano ridurre i picchi di portata e aumentare la capacità complessiva della città di gestire gli eventi meteorici.

Un’arma contro le isole di calore

Un altro aspetto fondamentale riguarda l’aumento delle temperature urbane, che sta rendendo sempre più importante il contrasto al fenomeno dell’isola di calore, ossia la tendenza delle aree densamente costruite a raggiungere temperature superiori rispetto ai territori circostanti. . Il Joint Research Centre della Commissione europea indica che le aree urbane possono essere in media 4-6 °C più calde delle aree suburbane e rurali circostanti.
Asfalto, cemento e superfici scure assorbono molta energia solare e la rilasciano successivamente sotto forma di calore. Alberi e aree verdi intervengono da un lato grazie all’ombreggiamento, dall’altro favorendo l’evapotraspirazione che regola il microclima. La progettazione del verde urbano assume, in sostanza, un ruolo essenziale per garantire il comfort termico degli spazi pubblici. La forestazione urbana richiede, per funzionare a pieno, la stessa attenzione progettuale dedicata alle altre infrastrutture.

Biodiversità: creare una rete e non tante isole

Un altro beneficio fondamentale riguarda la biodiversità. L’espansione urbana ha spesso creato frammentazione negli habitat naturali, che può essere ridotta grazie alla diffusione di queste infrastrutture. Parchi e aree naturali isolate possono conservare un valore ecologico, ma la loro efficacia aumenta quando vengono inseriti in una rete di corridoi verdi e blu. Filari alberati, corsi d’acqua, fasce verdi, parchi lineari, giardini e spazi aperti possono contribuire alla creazione di continuità all’interno dell’area urbana. La pianificazione, però, deve cambiare scala, non si ragiona più solo sul singolo parco, ma sulle connessioni fra gli elementi. È una logica analoga a quella delle reti di mobilità, dove il valore non risiede tanto in una strada, ma nella rete di cui fa parte e che effettivamente rende possibili gli spostamenti. Allo stesso modo, la connessione fra habitat aumenta la possibilità di movimento e dispersione delle specie e può rafforzare la funzionalità degli ecosistemi urbani.

FAQ Infrastrutture verdi e blu

Quali sono le principali soluzioni utilizzabili in città?

Le infrastrutture verdi e blu possono comprendere soluzioni integrate negli edifici, nelle strade e nel territorio, come alberature, tetti verdi, rain garden, pavimentazioni permeabili e zone umide.
Questi sistemi favoriscono la gestione delle acque meteoriche, la regolazione del microclima e la biodiversità. La massima efficacia si ottiene combinando interventi diversi e coordinati a più scale.

Quanto costa la manutenzione del verde in città?

Come qualsiasi infrastruttura, anche una soluzione basata sulla natura possiede un ciclo di vita.
Gli alberi crescono, le specie vegetali cambiano, i sistemi drenanti possono perdere efficienza. La manutenzione deve quindi essere progettata fin dall’inizio e i costi dipendono molto sia dalla natura stessa dell’infrastruttura realizzata, che dalla sua gestione e frequenza di manutenzione.

Le infrastrutture verdi e blu possono avere benefici per la salute?

Oltre alle funzioni ambientali, gli spazi verdi e blu possono favorire attività fisica, socialità e benessere psicologico, riducendo anche l’esposizione ad alcuni fattori ambientali negativi, quale è l’inquinamento ad esempio. L‘Organizzazione Mondiale della Sanità evidenzia il potenziale di questi spazi per la salute e il benessere e propone metodologie per valutarne anche il valore sociale ed economico.

Come si valuta l’efficacia di un’infrastruttura verde e blu?

La valutazione dell’efficacia dovrebbe partire dagli obiettivi del progetto e utilizzare indicatori coerenti con essi. Oltre alle prestazioni ambientali, possono essere considerati accessibilità, utilizzo degli spazi, benefici per la salute, distribuzione degli interventi e impatti economici e sociali.

Esistono possibili criticità nella realizzazione delle infrastrutture verdi e blu?

La progettazione di infrastrutture verdi e blu deve considerare potenziali conflitti nell’uso del suolo, costi di valutazione e gestione, possibili rischi sanitari legati ad allergeni o insetti e conseguenze sociali indesiderate, come l’aumento delle disuguaglianze nell’accesso agli spazi di qualità. Per questo è importante anche coinvolgere tutti gli stakeholder nella progettazione, nell’implementazione e nella gestione degli interventi.

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