Sistemi di accumulo fotovoltaico e inverter ibridi: come funzionano, mercato e incentivi 2026 20/10/2026
Fotovoltaico nei centri storici, il no della Soprintendenza deve essere motivato sul progetto 14/10/2026
Ripartizione delle spese per il cappotto termico: gli obblighi del proprietario del locale interrato 07/10/2026
Impianto di riscaldamento domestico: le soluzioni più efficienti per scegliere l’impianto giusto 15/10/2026
Ripartizione delle spese per il cappotto termico: gli obblighi del proprietario del locale interrato 07/10/2026
World Energy Transition Outlook 2026: per IRENA l’elettrificazione con le rinnovabili è il motore della transizione 16/10/2026
Recupero della RSA di Cingia de’ Botti: involucro e protezione antincendio firmati ROCKWOOL 22/10/2026
Indice degli argomenti Toggle Lo stato dell’arte e il potenziale della geotermia italianaConvertire i pozzi oil & gas: aspetti da considerareOpportunità aperteProspettive europeeGeotermia a bassa entalpia e conversione dei pozzi: possibilità di sviluppo della fonte geotermica in ItaliaFAQ sviluppo della geotermia in ItaliaQual è il potenziale di sviluppo dell’energia geotermica in Italia?È possibile convertire i pozzi di gas e petrolio dismessi in impianti geotermici?Come possono essere riutilizzati i pozzi dismessi per il riscaldamento degli edifici? Sono diversi anni che si parla di un rilancio della geotermia in Italia, culla storica dello sfruttamento industriale di questa fonte energetica rinnovabile. C’è una potenzialità di sviluppo legata alla possibilità di convertire i pozzi di gas e petrolio presenti su tutto il territorio nazionale. Secondo l’inventario generale dei giacimenti di petrolio e gas non più operativi, stilato dal Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, e l’analisi condotta dall’associazione Amici della Terra, sarebbero 1.614 i pozzi chiusi, di cui 1.067 a terra. Ma la conversione è davvero possibile? Sì, ma le complessità non mancano. In ogni caso, può essere una strada utile per aumentare la diffusione della geotermia, che può contribuire a una maggiore indipendenza energetica dell’Italia. Lo stato dell’arte e il potenziale della geotermia italiana È bene comprendere, innanzitutto, qual è lo stato dell’arte della geotermia in Italia. «Se si parla di produzione energetica dalla fonte geotermica, gli unici impianti attivi a livello nazionale sono di Enel Green Power», afferma Paolo Basile, geologo, membro del Consiglio Direttivo dell’Unione Geotermica Italiana e del Panel Geotermico della European Federation of Geologists. Paolo Basile Pur con la liberalizzazione del mercato, avvenuta nel 2010, in Italia non sono presenti altre centrali geotermoelettriche industriali per la produzione di elettricità, oltre alle 34 gestite da Enel Green Power in Toscana. «Nelle aree più vocate dal punto di vista geotermico, presenti in Toscana e nel Lazio, si è fatta esplorazione superficiale, ma quella profonda è avvenuta in un solo progetto in Emilia-Romagna». Questa lacuna è dovuta ai lunghi tempi burocratici e al rischio minerario legato alla fase di esplorazione, oltre alla mancanza di un meccanismo statale di garanzia per l’esplorazione profonda, a differenza di altri Paesi europei. La fase iniziale di esplorazione profonda è molto costosa e ad alta intensità di capitale. «Francia, Germania e Slovenia hanno applicato strumenti di garanzia di questo tipo, che potrebbero dare slancio all’esplorazione profonda e alla successiva coltivazione dei campi esplorati», segnala Basile. Il potenziale geotermico italiano è significativo: da uno studio condotto da THEA e promosso da Rete Geotermica, si stima che, valorizzando anche solo il 2% del potenziale presente in tutto il territorio italiano nei primi 5 km di profondità, la geotermia potrebbe contribuire al 10% della produzione elettrica prevista al 2050, come anche confermato dallo stesso Ministro Gilberto Pichetto Fratin. Convertire i pozzi oil & gas: aspetti da considerare Occorre quindi esplorare tutte le possibilità di sviluppo della geotermia in Italia. Una di queste passa dalla conversione dei pozzi petroliferi e di gas dismessi. L’esplorazione petrolifera ha fornito una vasta conoscenza geologica del sottosuolo, un punto di partenza prezioso. Tuttavia, le complessità non mancano, a cominciare dal fatto che «i pozzi oil & gas sono stati caratterizzati per uno scopo che non è quello geotermico, ma per la ricerca di idrocarburi», spiega Basile. Un primo elemento critico riguarda i dati acquisiti, che non sono direttamente applicabili. «I dati termici sono spesso sottostimati e mancano generalmente informazioni cruciali, come quelle sulla portata, sulla permeabilità e composizione chimica dei potenziali fluidi. Di conseguenza, non è possibile accertare la presenza e di fluidi geotermici economicamente valorizzabili, proprio perché la ricerca era finalizzata esclusivamente all’individuazione di idrocarburi». È importante definire che la permeabilità è la capacità di una roccia o di un terreno di lasciarsi attraversare dai fluidi (acqua o vapore) e che la portata determina direttamente la potenza (elettrica o termica) prodotta dall’impianto. Opportunità aperte «Anche il diametro della perforazione può variare significativamente tra i pozzi per idrocarburi e i pozzi geotermici. I pozzi petroliferi e del gas hanno generalmente diametri inferiori, in quanto sono progettati per produrre portate più contenute rispetto ai pozzi geotermici, dove sono necessarie portate elevate per garantire un’adeguata produzione di energia», evidenzia il geologo. In ogni caso, valutare le potenzialità di conversione può offrire importanti opportunità. Lo stesso Basile, responsabile della divisione Georisorse e Ambiente di Steam, realtà attiva nel settore geotermico, porta un esempio recente di prospezione di un pozzo in Croazia. «Dall’esplorazione e dalla successiva perforazione, si è arrivati a produrre circa 10 MW elettrici con un singolo pozzo, riuscendo a mettere in rete circa 16 MW». L’esperto evidenzia, inoltre, che anche i pozzi con piccoli diametri o con assenza di fluidi possono essere riutilizzati come scambiatori di calore a circuito chiuso. Si tratta dei Deep Borehole Heat Exchanger (DBHE), tecnologia sperimentale in fase di sviluppo; questi sono sistemi geotermici a circuito chiuso che estraggono calore dal sottosuolo senza prelevare acqua dalla formazione. Il calore viene trasferito al fluido in circolazione attraverso le pareti del pozzo e utilizzato in superficie per il riscaldamento o il teleriscaldamento. La tecnologia è particolarmente interessante anche in aree prive di significative anomalie geotermiche, sfruttando il normale gradiente termico terrestre, applicabile quindi li dove ci sono pozzi già perforati a profondità superiori ai 3000 m. Prospettive europee La fonte geotermica è rinnovabile e costante, disponibile 24 ore su 24, sette giorni su sette, ed è a zero emissioni. Per questo l’Europa ha mostrato interesse per la possibilità di uno sviluppo concreto. L’espansione della geotermia nell’Unione Europea potrebbe contare su una leva quale AccelerateEU. Si tratta di una comunicazione presentata dalla Commissione Europea ad aprile 2026, che mira ad accelerare la transizione verso l’energia pulita. L’energia geotermica viene citata come un’opzione utile per sostituire il gas naturale nelle reti di teleriscaldamento e teleraffrescamento e, in alcuni casi, per contribuire alla produzione di energia elettrica. La Commissione UE ritiene importante “sostenere la rapida realizzazione di nuovi progetti geotermici e studiare le potenzialità di revisione della potenza degli impianti esistenti”. Nel corso di quest’anno, il principale organo esecutivo dell’Unione Europea interverrà in materia di elettrificazione, riscaldamento e raffrescamento ed energia geotermica. Inoltre, sosterrà gli Stati membri e le parti interessate nella raccolta di dati geologici dettagliati e creerà una banca dati a livello dell’UE. «I dati sono fondamentali per l’esplorazione e, quindi, per ridurre il rischio», sottolinea il geologo, membro di UGI ed EFG, ricordando che in Italia sono stati chiamati l’ISPRA e il Ministero a intraprendere questa mappatura e a realizzare database con dati da condividere. Infine, la Commissione Europea esaminerà la possibilità di supportare “l’istituzione di meccanismi di riduzione dei rischi connessi all’energia geotermica e regimi assicurativi insieme a finanziatori pubblici”, banche comprese, per ridurre i rischi degli investimenti e mobilitare ulteriormente i capitali privati. Geotermia a bassa entalpia e conversione dei pozzi: possibilità di sviluppo della fonte geotermica in Italia Le condizioni per espandere le capacità della geotermia in Italia trovano spazio anche nell’uso termico a bassa entalpia per il riscaldamento e raffrescamento in edilizia. La riconversione dei pozzi non rappresenterà da sola il rilancio della geotermia a livello nazionale, ma può ridurre costi e rischi in alcuni siti e, soprattutto, valorizzare infrastrutture e conoscenze del sottosuolo già disponibili. FAQ sviluppo della geotermia in Italia Qual è il potenziale di sviluppo dell’energia geotermica in Italia? L’Italia dispone di un significativo potenziale geotermico, ancora ampiamente inutilizzato. Secondo uno studio condotto da THEA e promosso da Rete Geotermica, valorizzando appena il 2% del potenziale geotermico presente nei primi 5 km di profondità, questa fonte rinnovabile potrebbe contribuire al 10% della produzione elettrica nazionale prevista per il 2050. Per raggiungere questo obiettivo sono necessari nuovi investimenti, attività di esplorazione profonda e strumenti di riduzione del rischio finanziario. È possibile convertire i pozzi di gas e petrolio dismessi in impianti geotermici? Sì, la riconversione dei pozzi di gas e petrolio dismessi rappresenta un’opportunità per lo sviluppo della geotermia in Italia. Tuttavia, è necessario valutare le caratteristiche geologiche e tecniche di ogni pozzo, tra cui temperatura, permeabilità, portata dei fluidi e diametro della perforazione. Anche i pozzi non adatti alla produzione elettrica potrebbero essere riutilizzati per estrarre calore attraverso sistemi geotermici a circuito chiuso. Come possono essere riutilizzati i pozzi dismessi per il riscaldamento degli edifici? I pozzi dismessi possono essere sfruttati per il riscaldamento e il teleriscaldamento attraverso tecnologie come i Deep Borehole Heat Exchanger (DBHE), scambiatori di calore profondi a circuito chiuso. Questi sistemi, ancora in fase sperimentale, permettono di estrarre calore dal sottosuolo senza prelevare fluidi dalla formazione geologica. La tecnologia risulta particolarmente interessante per pozzi profondi oltre 3.000 metri e potrebbe favorire la diffusione dell’energia geotermica anche in aree prive di anomalie termiche significative. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
05/03/2026 Geotermia in Europa: 43 GW sotto i 100 €/MWh e un potenziale che cambia il mix energetico A cura di: Stefania Manfrin Fino a 43 GW sotto 100 €/MWh: numeri, regole e implicazioni anche per l’Italia della nuova ...
03/04/2025 Italian Geothermal Forum: la geotermia protagonista della transizione energetica italiana A cura di: Erika Bonelli Gli esiti dell'Italian Geothermal Forum 2025, le strategie per lo sviluppo della geotermia in Italia e ...
07/04/2020 Nel 2019 dalle rinnovabili quasi 3/4 di elettricità Il settore delle energie rinnovabili ha aggiunto 176 gigawatt (GW) di capacità nel 2019, con il ...
26/08/2019 Geotermico: l’energia pulita per la produzione di birra L’energia geotermica diventa un ingrediente fondamentale per la birra prodotta da “Vapori di Birra”, rendendo la ...
27/06/2018 Il futuro delle rinnovabili è nella geotermia? Il Consiglio nazionale dei geologi stima che la geotermia potrebbe soddisfare il 50% dei consumi, assicurando ...
27/03/2018 Decreto rinnovabili elettriche, incentivi anche per il fotovoltaico La bozza di decreto per gli incentivi 2018-2020 include gli impianti fotovoltaici di potenza superiore ai ...
12/03/2018 Decreto Rinnovabili con incentivi 2018-2020 Il Decreto di cui sta girando una Bozza, prevede 7 bandi organizzati in tre diversi gruppi ...
07/09/2017 Rinnovabili: a Firenze la conferenza mondiale sulla geotermia Lunedì 11 settembre si tiene il meeting mondiale dedicato alla promozione e sviluppo del settore della ...
16/06/2017 Un vecchio edificio in classe G diventa NZEB Tra i progetti vincitori del concorso Viessmann 2016 la ristrutturazione efficiente di un edificio del 1929, ...
27/04/2017 Un bando per sostenere la diffusione dell'energia geotermica in Europa La Commissione europea ha approvato il bando GEOTHERMICA che mette a disposizione 32mil di euro. Proposte ...