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Inverter fotovoltaico e sistemi di accumulo, come cambia il mercato

Come funziona un inverter fotovoltaico? Quanto si può risparmiare unendo anche un sistema di accumulo? Quale è il più adatto alle proprie esigenze? Ecco una breve guida per scoprirlo. Vinenzo Ferreri, Coordinatore Nazionale per il Gruppo di Lavoro ANIE Small-Medium Storage di Anie Rinnovabili, ci racconta le prospettive del mercato, considerando gli effetti del Superbonus 110% e le potenzialità delle comunità energetiche introdotte dal Milleproroghe. Le ultime novità proposte dalle aziende

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Inverter e sistemi di accumulo, come cambia il mercatoIndice degli argomenti:

Il mercato degli inverter e dei sistemi di accumulo cambia e si evolve, le aziende propongono prodotti sempre più performanti e dotati di innovative funzionalità in grado di rispondere alle diverse esigenze, sia che si parli di impianti residenziali che di impianti di grande taglia.

Cosa è un inverter fotovoltaico?

Molto semplicemente permette di trasformare la corrente continua dei moduli fotovoltaici in comune corrente alternata di rete e di rimetterla nella rete pubblica, controllando contemporaneamente l’intero impianto. L’inverter rappresenta dunque l’interfaccia con la rete, è l’elemento smart che permette di immettere l’energia elettrica prodotta e di fornire i servizi di rete necessari al distributore di energia per la corretta erogazione del servizio.

Gli inverter devono essere conformi alle norme CEI 0-21 per la connessione in bassa tensione e CEI 0-16 per la media tensione.

In realtà il ruolo dell’inverter è sempre più centrale nell’ambito degli impianti fotovoltaici, sia residenziali – che rappresentano ancora oggi la fetta più importante del mercato, che per grandi impianti – comparto che comunque sta crescendo, proprio grazie alle innovazioni introdotte dalle aziende, che propongono prodotti sempre più performanti e ibridi che, oltre a convertire l’energia, l’accumulano in batterie permettendo l’utilizzo dell’energia prodotta dai pannelli fotovoltaici, e non immediatamente consumata, in qualsiasi momento senza che sia necessario richiederla alla rete.

Ma non solo, parliamo di sistemi facili da installare e sempre più digitalizzati e che, grazie a semplici APP, facilitano il lavoro degli installatori e permettono ai proprietari degli impianti di sapere sempre se tutto funziona correttamente, facendo intervenire anche da remoto i tecnici in caso di criticità.

I sistemi di accumulo fotovoltaico

I sistemi di accumulo possono essere di due tipi: lato produzione, ovvero installati insieme al sistema di controllo tra l’impianto fotovoltaico e l’inverter; post-produzione, ovvero installati a valle dell’inverter per i pannelli fotovoltaici.

sistemi lato-produzione, sono costituiti da un unico inverter installato sul lato corrente continua che controlla contemporaneamente impianto e batterie. La distribuzione dell’energia avviene a seconda delle priorità: quando l’impianto è attivo vengono generalmente privilegiati i carichi attivi, cioè il fabbisogno di energia che si ha in quel momento nell’abitazione. Se l’energia prodotta è in eccesso, l’inverter provvederà a caricare le batterie. Quando invece l’impianto fotovoltaico non è in funzione, l’inverter preleverà l’energia esclusivamente dalle batterie.

sistemi post-produzione hanno pressoché lo stesso funzionamento, ma sono installati a valle dell’inverter, sul lato corrente alternata. In questo caso all’impianto viene aggiunto un kit costituito da un secondo inverter e dal pacco batterie. Questa soluzione è preferibile per coloro già in possesso di un impianto fotovoltaico, perché può essere integrata senza dover sostituire l’inverter già presente, a condizione che questo sia compatibile.

Gli ultimi dati pubblicati da Anie Rinnovabili aggiornati al 30 giugno 2021 parlano di 50.400 sistemi di accumulo installati (con una crescita di oltre il 100% rispetto all’anno precedente) per una potenza complessiva pari a 252 MW e 405 MWh di capacità massima utilizzata.

Si tratta di un mercato dal grande potenziale, considerando anche che gli obiettivi fissati dal PNIEC chiedono la realizzare di 7.500 GW di storage tra distribuito e centralizzato al 2030: al momento abbiamo raggiunto lo 0,5% dell’obiettivo.

A sostenere il settore in questi ultimi anni anche le detrazioni fiscali: i sistemi storage godono del bonus del 50% , in quanto fanno parte di un intervento mirato essenzialmente al risparmio energetico e del Superbonus 110%. La circolare 7/E dell’Agenzia delle Entrate del 2018 ha chiarito che hanno diritto all’incentivo i sistemi storage installati sia contestualmente che successivamente all’impianto fotovoltaico. Un’ulteriore importante spinta è venuta dalla possibilità, introdotta dal DL Rilancio, di cessione del credito e sconto in fattura anche agli istituti finanziari sia per l’aliquota del 110% che quella del 50%.

Batteria di accumulo

Il funzionamento dei sistemi di accumulo è legato a delle batterie in grado di immagazzinare l’energia prodotta dall’impianto. Ad oggi ne esistono in commercio di diversi tipi, ognuno con caratteristiche e prezzi differenti. Le tipologie più diffuse sono attualmente due, quelle al litio e, sempre meno, quelle al piombo.

Le batterie al piombo sono più economiche e costituiscono una tecnologia affidabile, ma al tempo stesso hanno una vita utile minore, sono piuttosto ingombranti e devono obbligatoriamente essere posizionate in locali areati, perché producono gas idrogeno durante la fase di carica. Garantiscono un buon funzionamento solo se scaricate fino al 50% della loro capacità di accumulo nominale.

Le batterie agli ioni di litio sono di contro più leggere e meno ingombranti, hanno una vita utile molto più lunga, ma sono più costose. La percentuale di scarica può arrivare fino all’80% della capacità nominale, garantendo un numero di cicli maggiore e di conseguenza una più lunga durata.

Intervista a Vincenzo Ferreri, Coordinatore Nazionale per il Gruppo di Lavoro ANIE Small-Medium Storage

Vincenzo Ferreri, Coordinatore Nazionale per il Gruppo di Lavoro ANIE Small-Medium StorageQuali sono le prospettive nel breve e nel medio periodo del mercato degli inverter e storage?

Le prospettive sono assolutamente rosee: il nostro mercato si è aperto ed è passato da un mercato di nicchia a un mercato di massa. Occorre naturalmente capire cosa succederà non appena verranno a mancare gli incentivi del Superbonus (confermato nella Legge di Bilancio 2022). Si sta già discutendo della fine dello scambio sul posto e questo potrebbe sicuramente dare un ulteriore slancio al mercato dello storage proprio perché, non essendoci più un contributo così favorevole per l’energia immessa, i sistemi di accumulo diventeranno la soluzione vincente da abbinare a tutti gli impianti che ne sono privi. Le prospettive nel breve periodo sono quindi sicuramente positive; a medio termine sono altrettanto favorevoli per tutto il periodo coperto dal PNRR. Nel lungo periodo invece, dovremo vedere cosa accadrà con la fine dello scambio sul posto. Nel caso dovesse essere confermato, come sembra, posso già anticipare che per lo storage ci sarà un nuovo Rinascimento.

Il superbonus 110% che impatto ha avuto nel settore?

È sicuramente l’incentivo per eccellenza, che sta trainando non solo il mercato dello storage e delle rinnovabili, ma tutto il mercato italiano, con una vivacità che credo non si vedesse dagli anni Settanta. Si vedono cantieri a ogni angolo e questo è indice del benessere della nazione. È ripartito il mercato delle costruzioni, delle demolizioni e delle riqualificazioni,  così come quello dell’efficientamento degli edifici esistenti. Pertanto, devo ammettere che il Superbonus è la miglior riforma che il Governo italiano abbia mai attuato per il nostro mercato, con un impatto che supera, per le rinnovabili, anche il Conto Energia. Sicuramente un’estensione di questa riforma al 2023-2024 e comunque per tutto il periodo del PNRR, è doverosa, sia per permettere alle società di stabilizzare le attività, i processi e per consolidare la forza lavoro, sia per dare una prospettiva di investimento a chi finora ha guardato al Superbonus come a una meteora destinata a finire. La Legge di Bilancio lo ha prorogato per il 2023 ai soli condomini, mentre per le villette la scadenza è a fine 2022: escludere l’estensione alle unifamiliari sarebbe estremamente dannoso, perché oggi “cubano” lo stesso quantitativo di denaro dei condomini, ma costituiscono circa l’85% degli interventi. Questo significa che se venissero escluse le villette (a schiera e unifamiliari) dal Superbonus, a partire dal 2023 si assisterebbe a una battuta d’arresto dell’85% per gli impianti fotovoltaici e i sistemi di accumulo. Nonostante sul mercato esistano anche altre opportunità, come le comunità energetiche per esempio, il Superbonus è decisamente la misura più impattante, che va quindi mantenuta e resa stabile, soprattutto dopo che dal 5 agosto 2021 con il Decreto Semplificazioni le regole sono diventate più chiare.

Integrare fotovoltaico, accumulo ed emobility è oggi possibile. E’ un mercato che si sta sviluppando? I cittadini sono consapevoli dei vantaggi?

Il Superbonus ci ha permesso di andare a integrare all’interno di un’abitazione, per renderla più efficiente, non solo i sistemi di accumulo abbinati a un impianto fotovoltaico, ma anche gli infissi, il cappotto e i sistemi di ricarica per i veicoli elettrici collegati all’impianto. Ci ha quindi aperto la strada per una soluzione integrata che oggi i General Contractor stanno offrendo. sonnen ha già un pacchetto costituito da fotovoltaico, accumulo e sistema di ricarica per veicoli elettrici. Anche la proposta energetica sonnen, la sonnenFlat 1500, va in questa direzione, andando a suggerire ai clienti come abbattere i costi energetici collegati alla mobilità. È quindi un mercato che si sta sviluppando, non solo in ambito residenziale, ma anche commerciale. Molte aziende che stanno valutando l’installazione di impianti fotovoltaici sui propri capannoni, richiedono anche i sistemi di accumulo, a copertura dei consumi serali, ma soprattutto i sistemi di ricarica per veicoli elettrici, per offrire alla clientela e ai dipendenti una nuova forma di servizio e di welfare. Anche i cittadini stanno diventando sempre più consapevoli. In Italia il mercato si aggira intorno ai 1.500/2.000 veicoli elettrici su base annuale. In realtà, se guardiamo il numero di impianti fotovoltaici installati, anche solo con il Superbonus, in combinazione con un sistema di ricarica per veicoli elettrici, si parla già di un quantitativo di dieci volte superiore. Mi aspetto quindi, per l’Italia, un importante incremento di questo mercato in ambito residenziale. I cittadini sono infatti sempre più spesso dotati dell’attrezzatura necessaria per caricare l’auto elettrica a casa: fotovoltaico, accumulo e sistema di ricarica. Un’offerta integrata che già rientra nel pacchetto sonnen per il Superbonus, ma che viene proposta anche con il resto delle detrazioni fiscali.

La carenza di materie prime e il caro prezzi sta colpendo anche il settore degli inverter?

La carenza di materie prime sta colpendo tutti i mercati: dal legno all’alluminio, dal vetro al rame, dal chip all’inverter, alle schede elettroniche. Quindi anche il nostro settore è colpito dalla carenza di componentistica e dal caro prezzi. Essendo sonnen focalizzata solo ed esclusivamente sui sistemi di accumulo, ha mosso i propri passi in modo coerente rispetto alle aspettative di crescita del mercato, ovviando così al problema degli approvvigionamenti di materie prime. In generale però il nostro mercato sta soffrendo.

Gli obiettivi fissati dal PNIEC prevedono di realizzare 1000 MW di storage centralizzato al 2023 e 7.500 GW di storage tra distribuito e centralizzato al 2030. A che punto siamo? Sono obiettivi raggiungibili?

A conti fatti, sulla base dei dati attuali, non credo che tali obiettivi siano raggiungibili. Per raggiungerli servirebbe lo sblocco di tutti quei cantieri con impianti grid-scale e quelli che sono in grid-parity. Ma come abbiamo letto di recente sui media, gli iter autorizzativi degli impianti di grande taglia sono complessi e spesso bloccati dalle sovrintendenze. Se quindi si punta a raggiungere questi obiettivi entro il 2030, non si può pensare di limitarsi al mercato residenziale: occorre che ci sia una collaborazione da parte di tutti i comparti delle rinnovabili: dal residenziale, al commerciale, al grid-scale. Il Governo dovrà quindi cercare di semplificare anche l’iter autorizzativo che riguarda gli impianti di grande taglia, magari anche andando a limitare l’utilizzo del terreno e facilitando invece l’installazione di impianti su superfici che normalmente non vengono utilizzate, come per esempio i tetti in Eternit. In questo modo, oltre alla sostituzione delle coperture in amianto, le aziende potrebbero concentrare l’installazione degli impianti fotovoltaici destinando il suolo ad altri utilizzi, come per esempio l’ambito agricolo. Questa potrebbe essere una grandissima riforma, a mio avviso molto utile per il mercato italiano.

In che modo sta evolvendo la tecnologia?

Gli inverter hanno ormai raggiunto un livello di efficienza prossimo al 100%. Per quanto riguarda le batterie, a livello di efficienza di conversione siamo già ad ottimi standard; ora si tratta solo di rendere le tecnologie un po’ più longeve. Da questo punto di vista sonnen è sempre stata pioniera nel settore: fin dall’inizio abbiamo utilizzato batterie al Litio Ferro Fosfato e i test effettuati nei nostri laboratori interni ci hanno mostrato che le nostre batterie, normalmente garantite per 10.000 cicli, superano in realtà i 28.000. In generale il mercato si sta evolvendo orientandosi sempre più verso la tecnologia al Litio Ferro Fosfato, la più sicura e longeva, all’inizio più costosa, oggi più accessibile. Al momento si parla tanto anche di Supercapacitors e di batterie al grafene, che utilizzano uno storage non elettrochimico ma elettrostatico. Queste tecnologie da qui ai prossimi dieci anni potrebbero permetterci di fare quel balzo in avanti già avvenuto per altre tecnologie, come la miniaturizzazione dei chip per gli schermi e i device. Per i PC, in effetti, è nella tecnologia delle batterie che si è rimasti un po’ indietro, tanto è vero che oggi abbiamo schermi giganti, ma soffriamo di ansia da caricamento, tanto che siamo sempre collegati a un cavo piuttosto che ad una docking station. Vedo un grande impulso innovativo sul mercato delle batterie, sia a livello europeo che italiano e mi aspetto, a medio termine, di veder affiorare novità tecnologiche che ci permetteranno di caricare i sistemi in modo molto più efficiente e veloce.

Quali sono le esigenze del settore dal punto di vista burocratico e legislativo?

Se guardo al Superbonus, il cosiddetto Decreto Semplificazioni ci ha portato ad avere un quadro più chiaro, pur nella sua complessità. La prima esigenza dal punto di vista burocratico potrebbe essere uniformare i portali sui quali si caricano le CILAS per il Superbonus. Oggi infatti, quando si vuole iniziare un intervento con il Superbonus, è necessario verificare sul sito del Comune quale sia l’iter di caricamento della pratica: in alcuni Comuni si fa con una PEC, in altri è sufficiente compilare un form di richiesta sul portale con una doppia CILA: normale e Superbonus. inoltre, per alcune Amministrazioni l’avvio della pratica è gratuito, in altre a pagamento. Non c’è un’uniformità di processo nella presentazione dei titoli autorizzativi. Mi auguro quindi che il Governo crei un portale unico a livello nazionale per caricare le CILAS Superbonus, con un costo uniforme in tutta Italia. Ad oggi, invece, vige il principio: Comune che vai, procedura che trovi.

Lo stesso vale per l’iter autorizzativo di allaccio alla rete. A livello burocratico ci sono miglioramenti da apportare per standardizzare i processi sia a livello regionale che comunale, ma soprattutto occorre a mio avviso avviare una cabina di regia comune che sappia guardare l’iter autorizzativo dall’inizio alla fine. Sarebbe auspicabile mettere allo stesso tavolo ENEA, GSE, Terna, E-distribuzione e Agenzia delle Entrate per standardizzare i processi in modo univoco.

Per quanto riguarda invece le comunità energetiche, aspettiamo ancora diversi chiarimenti. Rappresentano sicuramente una grande opportunità per l’efficienza dei condomini e per l’energia autoprodotta da fonte rinnovabile. In materia ci sono alcune normative in recepimento, ma occorrerebbe anche qui una cabina di regia unica che cercasse di semplificare l’iter autorizzativo e che riuscisse a dare indicazioni chiare.

Anche nell’ambito degli impianti grid-scale, per il permitting si parla di attese di anni, per cui anche qui vale lo stesso principio: il mercato si muove, può e vuole fare tanto, ma poi rimane bloccato a livello autorizzativo in una giungla di processi infiniti e di burocrazia a livello comunale. Con la conseguenza che gli sforzi imprenditoriali delle aziende spesso si traducono in scarsi risultati. Ecco perché, come dicevo prima, gli obiettivi del PNIEC sembrano irraggiungibili, a meno che non venga messa mano alla semplificazione dei processi autorizzativi di tutti gli incentivi fiscali. Finché non si svilupperà a una volontà comune di semplificazione, non vedo la possibilità di raggiungere i volumi attesi a livello nazionale.

Le Comunità Energetiche hanno aperto nuovi scenari per i sistemi di accumulo. È un mercato che sta evolvendo?

Le Comunità Energetiche presentano sicuramente scenari innovativi e ci permettono di pensare anche all’aggregazione di più siti di produzione. In realtà noi lo stiamo già facendo dal 2016 con la sonnenCommunity: una vera e propria comunità energetica a livello europeo. La nuova normativa che introduce le Comunità Energetiche ci offre naturalmente nuove opportunità, ma è in fase di evoluzione e siamo in attesa degli ultimi chiarimenti. É un mercato che secondo me permetterà anche al mondo dei condomini di dotarsi di un sistema di accumulo, abbinato a un impianto fotovoltaico comune. Le aree urbane, dove è maggiore la presenza di condomini, non sono mai state aggredite dal settore delle rinnovabili perché, per installare gli impianti su un tetto condiviso tra i condòmini, l’iter di autorizzazione risulta più complesso. Anche in questo caso una semplificazione normativa ci potrà portare molti vantaggi: sui condomini nelle aree urbane potrebbero essere installati impianti fotovoltaici a disposizione di tutti i condòmini, seguendo lo stesso principio della caldaia centralizzata per il riscaldamento. Mi aspetto quindi che si apra un altro canale molto importante sia per i sistemi di accumulo che per le rinnovabili in generale.

Le ultime novità proposte dalle aziende

Fimer – Inverter con accumulo REACT 2

Fimer Inverter REACT 2
REACT 2

L’inverter con accumulo integrato REACT 2 di FIMER, soddisfa le diverse esigenze delle abitazioni moderne, incrementando la quota di autosufficienza energetica fino al 90%. REACT 2 include una batteria agli ioni di litio di lunga durata con una capacità di accumulo fino a 12 kWh e vanta una delle più alte efficienze sul mercato, garantendo fino al 10% di rendimento in più rispetto ad altre alternative in bassa tensione.

La possibilità di effettuare installazioni sia sul lato DC che AC dell’impianto, rende REACT 2 la scelta più adatta sia per nuovi impianti che per retrofit su impianti già esistenti. REACT 2 offre anche ampia flessibilità di installazione, grazie alle diverse possibili configurazioni di montaggio e alla configurazione guidata da interfaccia web. L’installazione è facile e veloce tramite connessioni “plug and play”.

La mobile app Energy Viewer permette all’utente di monitorare da remoto, ed in qualsiasi momento, le prestazioni del proprio impianto solare, di gestire i propri consumi energetici, evitando picchi di consumo con la distribuzione dei carichi ad eliminando qualsiasi spreco.

Fronius Primo / Fronius Symo con la batteria Solarwatt

Inverte Fronius Primo / Fronius Symo con la batteria Solarwatt
Inverte Fronius Primo / Fronius Symo con la batteria Solarwatt

Solarwatt e Fronius collaborano a sostegno dell’autoconsumo fotovoltaico. In particolare la gamma di inverter monofase Fronius Primo per impianti domestici e quella trifase Fronius Symo per impianti commerciali, si completa integrando la batteria di accumulo di Solarwatt, configurabile, modulare ed espandibile, a seconda delle necessità.

Fronius Primo e Symo sono gli inverter più flessibili per ogni tipologia di impianto residenziale e commerciale, si caratterizzano per la massima flessibilità di configurazione, resistenza e affidabilità. E’ possibile predisporre l’impianto con Fronius Primo e Symo e installare la soluzione di accumulo Solarwatt in un secondo momento.

GoodWe – Sistema monofase all-in-one Serie ESA

Inverter GoodWe - Sistema monofase all-in-one Serie ESA
GoodWe ESA

GoodWe propone la soluzione di accumulo di energia all-in-one serie ESA che comprende l’inverter ibrido da 5 kW, il caricabatterie, la funzione UPS e la batteria al litio da 10.8 kWh. Si tratta di un’unità compatta e robusta, facile da installare – sia all’interno che all’esterno –  dotata di una protezione IP65. L’unità integra i diversi componenti in un solo sistema, garantendo ottime prestazioni in uno spazio di installazione ridotto.

Il sistema ibrido intelligente, progettato per semplificare il processo di installazione, è dotato di una struttura modulare espandibile per l’installazione delle batterie. Il sistema viene cablato e testato prima della consegna, velocizzando l’installazione.

Growatt – Sistema di accumulo ARK 25L

Growatt - Sistema di accumulo ARK 25L
Growatt – Sistema di accumulo ARK 25L

Growatt propone ARK 25L, la batteria per l’accumulo energetico a moduli impilabili ad elevata efficienza. Il sistema è modulare, con capacità espandibile da 2,56KWh a 25,6KWh e tecnologia LiFePO4 senza Cobalto. I moduli impilabili garantiscono ottimo risparmio di spazio;  ogni colonna può ospitare al massimo 6 moduli.

SENEC.Home V3

sistema di accumulo ibrido SENEC.Home V3 con inverter fotovoltaico integrato
SENEC.Home V3

Il sistema di accumulo ibrido SENEC.Home V3 con inverter fotovoltaico integrato (con efficienza 97,4%), può essere collegato sia in corrente continua che alternata. Il sistema “all-in-one” garantisce molti vantaggi: costo contenuto, risparmio di tempo nell’installazione, minore ingombro totale, ottima integrazione tra inverter e accumulo, maggiore efficienza di sistema, e un’unica garanzia, fino a 20 anni, che copre sia accumulo che inverter. Grazie ai due MPP tracker, di cui è dotato l’inverter fotovoltaico, le prestazioni sono ottimizzate anche con diverse esposizioni al sole.

E’ possibile espandere la capacità modulare e il sistema collegando 2 sistemi in cascata. Le prestazioni dell’impianto fotovoltaico e dell’accumulo si possono facilmente monitorare tramite portale web o APP ed è anche possibile eseguire aggiornamenti e assistenza da remoto.

sistema di accumulo ibrido SENEC.Home V3 con inverter fotovoltaico integrato

L’alimentazione di back-up (opzionale) fino a 3 kW assicura una riserva di corrente in caso di black-out e, grazie alla funzione “isola”, è possibile di caricare le batterie dell’accumulo direttamente dall’impianto fotovoltaico.

Solaredge Energy Bank

Sistema di accumulo Solaredge Energy Bank
Batteria residenziale SolarEdge Energy Bank

La nuova batteria residenziale ad alta efficienza SolarEdge Energy Bank, ora disponibile anche in Italia, con accoppiamento in corrente continua, assicura 9.7kWh effettivi di accumulo di energia e si può collegare in parallelo con un massimo di altre otto batterie (per un totale di nove), fornendo fino a 87kWh di capacità di accumulo.

La nuova batteria fa parte dell’innovativa soluzione per il residenziale “SolarEdge Home”, che integra l’energia solare, l’accumulo e i dispositivi smart energy di SolarEdge – tra cui il caricabatterie per veicoli elettrici, la rete mesh wireless proprietaria, riuscendo così a gestire, monitorare e ottimizzare la produzione, il consumo e l’accumulo di energia solare nella propria abitazione, con risparmi energetici, ottimizzando i consumi e gestendo in modo efficiente il fabbisogno energetico di dispositivi ed elettrodomestici.

SolarEdge Home: sistema di gestione dell'energia intelligente
SolarEdge Home: sistema di gestione dell’energia intelligente

sonnenBatterie 10

Sistema di accumulo sonnenBatterie 10
sonnenBatterie 10

sonnenBatterie 10 è il sistema di accumulo flessibile, affidabile ed espandibile, particolarmente adatto per impianti fotovoltaici esistenti. Dotata di batterie al litio ferro fosfato (cobal free), si caratterizza per l’alta capacità nominale (fino a 4,6 kW) e la possibilità di installare fino a 9 sistemi in cascata.

Grazie alla maggiore potenza dell’inverter sonnenBatterie 10 assicura ottime prestazioni e si può utilizzare sia negli edifici residenziali che negli “small business” e in abbinamento ai sistemi di ricarica per veicoli elettrici. Può essere collegata ai dispositivi elettronici e integrata in un sistema KNX, garantendo ottimizzazione dei consumi e autonomia nella gestione. Si può installare a muro o in appoggio sul pavimento e ha una garanzia di 10 anni o 10.000 cicli.

Une – Sistema di accumulo residenziale Zhero System

Sistema di accumulo Une - Zhero System
Zhero System

ZHERO SYSTEM è l’innovativo sistema di accumulo per il residenziale prodotto da UNEtotalmente ecologico e made in Italy. Il sistema è in grado di gestire in autonomia l’energia della casa grazie alle sue rivoluzionarie batterie con tecnologia sodio-nichel di FZSonick. Le batterie sono testate, efficienti e sicure, e grazie allo sfruttamento del sale, sostanza 100% green, eliminano il pericolo di combustione.

Il sistema “All-in-one” è in grado di gestire in autonomia il flusso dell’energia prodotta, senza sprechi e ottimizzando i consumi. Le batterie di Zhero sono disponibili nelle taglie da 6, 10 e 20 kWh, mentre l’inverter è nella taglia da 6 kW modulabile da 1 a 3 MPPT.

Importante in Zhero è il suo sistema di backup che permette di utilizzare il flusso energetico stoccato e mantenuto nei momenti di black-out, quando il prelievo di energia dalla rete pubblica risulta impossibile.

L’utilizzo di Zhero in più abitazioni garantisce agli utenti della stessa rete di proprietà, di poter usufruire del surplus energetico generato dai propri sistemi di accumulo durante i periodi di deficit, abbattendo le emissioni dannose nell’ambiente ed estendendo l’autonomia energetica ad ampi spazi.

Viessmann – Vitocharge VX3

Vitocharge VX3 è la soluzione all-in-one di Viessmann che integra un inverter ibrido monofase e un sistema di accumulo
Vitocharge VX3

Vitocharge VX3 è la soluzione all-in-one di Viessmann che integra un inverter ibrido monofase e un sistema di accumulo e garantisce le migliori performance per l’impianto fotovoltaico di casa.

E’ integrabile con i diversi sistemi Viessmann assicurando massime performance: per esempio la soluzione con pompa di calore Vitocal, moduli fotovoltaici Vitovolt e inverter Vitocharge VX3 garantisce efficienza, sostenibilità e autosufficienza energetica. Tra i vantaggi la batteria è modulare e con capacità ampliabile; il sistema di accumulo è formato da due fino a sei moduli batteria al litio-ferro-fosfato impilati tra loro, ciascuno da 2 kWh, per una capacità di accumulo massima di 12 kWh, adatta a coprire il fabbisogno energetico di case unifamiliari e bifamiliari. Disponibile in tre taglie di accumulo (4/8 /12 kWh), si può posizionare a parete o a pavimento, la gestione del sistema è semplice grazie all’APP ViCare e può essere utilizzata in nuove installazioni come in interventi di retrofit.

Zucchetti Centro Sistemi – Azzurro per accumulo monofase

Zucchetti Centro Sistemi - Azzurro per accumulo monofase
Zucchetti Centro Sistemi – Azzurro per accumulo monofase

Azzurro è l’inverter fotovoltaico di ultima generazione di Zucchetti che unisce l’intelligenza “informatica” e “smart” ZCS inside, alla più avanzata tecnologia elettronica.

Recentemente è stata presentata la nuova serie monofase HP che offre nuove funzionalità e prestazioni migliorate. Tra i plus la potenza di carica e scarica è stata maggiorata fino a 5kw, in modo da ottimizzare in ogni condizione la resa del sistema e l’autoconsumo. Per gestire con la massima efficienza installazioni di alta potenza è possibile il funzionamento in parallelo. La modalità di supporto Stand Alone è stata potenziata per assicurare la continuità di esercizio in caso di black-out elettrico.


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