Sunprime connette tredici impianti in un mese e rimuove oltre 600 tonnellate di amianto

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Oltre 600 tonnellate di amianto rimosse dai tetti industriali in un solo mese: è questo il bilancio di giugno di Sunprime, independent power producer attivo nel fotovoltaico commerciale e industriale. Nel corso del mese l’azienda ha connesso alla rete tredici impianti per una potenza complessiva di circa 9,67 MWp, distribuiti in cinque regioni: Piemonte, Lombardia, Puglia, Veneto ed Emilia-Romagna.

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Il recupero di coperture industriali

Più che il dato sulla potenza installata, a colpire è il bilancio ambientale dell’operazione: 600.942 kg di amianto rimossi da circa 32.440 metri quadrati di coperture industriali, bonificate e ricostruite prima della posa dei pannelli.

Undici dei tredici impianti sorgono infatti su edifici industriali o agricoli già esistenti, di cui otto con coperture in eternit. I restanti due — a San Giorgio Canavese, nel Torinese, e a Nardò, nel Leccese — sono invece impianti a terra, realizzati con tecnologia a inseguitori su aree individuate come idonee dalla normativa.

La bonifica dall’amianto si concentra al Nord

Guardando alla distribuzione territoriale degli interventi di bonifica, è la Lombardia a guidare la classifica, con oltre 320 tonnellate di amianto rimosse su quattro impianti tra le province di Pavia e Mantova. Segue il Piemonte, con oltre 230 tonnellate rimosse da due coperture nel Torinese e nel Cuneese, mentre in Emilia-Romagna, a Carpi, sono state rimosse ulteriori 48 tonnellate.

Nel complesso, i tredici impianti realizzati genereranno circa 12,5 GWh di energia pulita all’anno.

Il FER X Definitivo premia la rimozione dell’amianto

A rendere questo modello ancora più attuale è il nuovo quadro normativo: il FER X Definitivo, il meccanismo di incentivi alle rinnovabili approvato dalla Commissione europea a giugno, ha inserito la rimozione delle coperture in amianto tra i criteri di priorità per l’accesso agli incentivi sul fotovoltaico.

Una direzione a cui Sunprime risulta già allineata: oggi il 37% della sua potenza connessa — pari a 117 MWp su 317 MWp totali — sorge su tetti che in origine contenevano amianto, successivamente bonificati.

A raccontare la solidità del modello industriale è Fulvio Mariani, Development Director & Co-Founder di Sunprime Holdings: “Ad oggi abbiamo contrattualizzato con il GSE 500 MW di contratti per differenza attraverso gli schemi FER 1 e FER X, garantendoci ricavi con prezzo predeterminato per 20 anni, a cui si aggiungono i volumi contrattualizzati nell’ambito dello schema Energy Release per oltre 2,6 TWh. Un volume che rafforza la nostra scala industriale e la visibilità dei ricavi in un mercato ancora in fase di consolidamento, e che si affianca a una pipeline in ulteriore crescita, a conferma della capacità di Sunprime di scalare su più meccanismi incentivanti in parallelo.”

Un modello di crescita che recupera superfici industriali

Dietro ai numeri di giugno si intravede una strategia precisa: le tredici connessioni realizzate confermano un modello di crescita orientato a espandere la capacità fotovoltaica recuperando superfici industriali già esistenti. Dai piccoli impianti da 80 kWp fino a quelli che superano 1,3 MWp, ogni intervento combina produzione di energia rinnovabile e riqualificazione del patrimonio edilizio, senza generare nuovo consumo di suolo.

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