Strategie per raggiungere l’efficienza energetica negli edifici non residenziali

L’efficienza energetica negli edifici non residenziali è importante per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione del patrimonio edilizio esistente. L’unione di tecnologie impiantistiche avanzate, digitalizzazione, fonti rinnovabili  e progettazione architettonica responsabile sta trasformando profondamente gli edifici.

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Strategie per raggiungere l'efficienza energetica negli edifici non residenziali

L’efficienza energetica degli edifici è una priorità dell’edilizia contemporanea, siano essi edifici residenziali o non residenziali, ad esempio destinati ad ospitare uffici, scuole, ospedali, strutture commerciali, hotel e complessi industriali. Gli edifici rappresentano una quota significativa dei consumi energetici e delle emissioni in atmosfera ed è proprio per questo motivo che in molti Paesi europei, tra cui l’Italia, si è regolamentato in modo sempre più vincolante il settore edilizio. In particolare, il comparto del terziario si caratterizza per una peculiarità decisiva, ossia una maggiore intensità energetica per metro quadrato, con profili di utilizzo altamente variabili.

Allo stesso tempo, è importante sottolineare che l’efficienza energetica non è solo una priorità ambientale, ma anche una leva economica e strategica. Riduzione dei costi operativi, aumento del valore immobiliare, conformità normativa e miglioramento del comfort ambientale sono, quindi, obiettivi convergenti.

Le caratteristiche energetiche degli edifici non residenziali

A differenza del settore residenziale, gli edifici non residenziali presentano profili di consumo più complessi, proprio a causa delle attività e delle funzioni che vi si svolgono. Orari di utilizzo discontinui o, al contrario, funzionamenti molto prolungati nel tempo possono causare inefficienze o alti dispendi energetici, anche in virtù della presenza di carichi elettrici specifici significativi. Si parla di server, illuminazione intensa, dispositivi elettronici, oltre ad apparecchiature specifiche per le funzioni svolte, come dispositivi medicali o impianti industriali. Infine, la dimensione di questi edifici spesso richiedono molta energia agli impianti HVAC, da cui dipendono completamente per il mantenimento del comfort interno. Molto spesso, proprio raffrescamento e riscaldamento sono la voce più importante dell’intero fabbisogno.

Le caratteristiche energetiche degli edifici non residenziali

Per ottimizzare e risparmiare energia, però, ci sono diverse soluzioni che si possono mettere in atto, che vanno dall’installazione di nuovi impianti efficienti, al controllo avanzato. Infatti, un altro elemento distintivo è la gestione centralizzata degli impianti, che rende possibile un controllo più sofisticato rispetto al residenziale, se si utilizzano sistemi di automazione evoluti.

Obiettivi di decarbonizzazione per gli edifici non residenziali

Negli ultimi anni, il quadro normativo europeo ha puntato in modo deciso sulla transizione energetica, richiedendo edifici a basse emissioni. La direttiva europea sull’efficienza energetica degli edifici (EPBD) e il pacchetto “Fit for 55” impongono una progressiva riduzione dei consumi e l’integrazione delle energie rinnovabili. Così, proprio come nel settore residenziale, anche gli edifici non residenziali sono soggetti a obblighi di prestazione energetica minima, sia nel caso di nuove costruzioni, che di ristrutturazioni importanti. Inoltre, nel caso di aziende energivore o di grandi dimensioni, subentrano ulteriori obblighi, come quello di diagnosi energetica periodica, i cui risultati devono essere comunicati e condivisi all’ENEA.

Involucro edilizio: la prima barriera energetica

L’involucro edilizio rappresenta sempre il primo elemento su cui intervenire per ridurre i fabbisogni energetici, anche nei settori non residenziali. In questi edifici, spesso, la presenza di grandi superfici vetrate e volumi interni elevati introduce criticità specifiche. Soprattutto negli immobili destinati al terziario, all’istruzione o al mondo sanitario, la progettazione architettonica dovrebbe dare la massima priorità agli obiettivi di efficienza energetica, sia per garantire livelli di comfort adeguati alle funzioni stesse, che per ridurre i consumi, spesso causa di costi decisamente elevati.

Efficienza energetica involucro edilizio negli edifici non residenziali

Tra le strategie più efficaci da mettere in campo rientra l’impiego di sistemi di isolamento termico, realizzati con materiali ad alte prestazioni in grado di limitare le perdite di calore attraverso pareti e coperture. Un ruolo altrettanto importante è svolto dai serramenti ad alte prestazioni, dotati di vetri basso-emissivi, doppi o tripli vetri e telai a taglio termico, che consentono di ridurre sensibilmente le dispersioni energetiche migliorando al contempo il comfort termoacustico e la qualità degli ambienti interni. Nei fabbricati del terziario assume particolare rilevanza anche il controllo degli apporti solari, soprattutto nei periodi estivi, attraverso l’adozione di schermature fisse o mobili, sistemi automatizzati e vetri selettivi capaci di contenere il surriscaldamento degli spazi e ridurre il fabbisogno di raffrescamento.

Impianti efficienti per ridurre i costi

Oltre alle prestazioni dell’involucro, un contributo determinante per raggiungere gli obiettivi di efficienza energetica deriva dai sistemi impiantistici, che costituiscono il vero cuore del funzionamento energetico degli edifici non residenziali e incidono in misura significativa sui consumi complessivi e sui costi di gestione.

Impianti efficienti per ridurre i costi degli edifici non residenziali

Tra le tecnologie impiantistiche più efficaci per l’efficienza energetica, ci sono i sistemi HVAC (Heating, Ventilation and Air Conditioning) di nuova generazione. In particolare, le pompe di calore ad alta efficienza, sempre più spesso integrate con soluzioni anche geotermiche, stanno progressivamente sostituendo gli impianti tradizionali alimentati da combustibili fossili. La possibilità di utilizzare un unico sistema sia per caldo e freddo consente di ottimizzare i consumi energetici e semplificare la gestione impiantistica, caratteristiche particolarmente apprezzate nel settore terziario. Un altro impianto fondamentale è la ventilazione meccanica controllata con recupero di calore, che permette di garantire il ricambio d’aria negli ambienti interni limitando le dispersioni energetiche. Anche l’illuminazione rappresenta un importante ambito di intervento e la sostituzione delle sorgenti luminose con sistemi LED ad alta efficienza, associata all’impiego di sensori di presenza e dispositivi di regolazione automatica dell’intensità luminosa in funzione dell’apporto di luce naturale, consente di conseguire risparmi energetici particolarmente rilevanti.

Automazione e rinnovabili protagonisti degli edifici contemporanei

L’automazione rappresenta oggi uno degli strumenti più efficaci per migliorare l’efficienza energetica degli edifici non residenziali. I Building Management Systems (BMS) consentono di monitorare i consumi, gestire in modo centralizzato gli impianti e regolare automaticamente climatizzazione e illuminazione in funzione delle reali esigenze di utilizzo. Grazie all’integrazione di tecnologie IoT e intelligenza artificiale, è possibile ottimizzare i consumi in tempo reale, aumentando l’efficienza e riducendo gli sprechi energetici.

Un altro contributo fondamentale alla decarbonizzazione proviene dall’integrazione delle fonti rinnovabili. Tra le soluzioni più diffuse ci sono senza dubbio gli impianti fotovoltaici, combinati agli accumuli elettrici, che consentono di ridurre la dipendenza dalla rete e migliorare l’autoconsumo energetico. In particolare, negli edifici terziari dotati di ampie coperture, il fotovoltaico è una delle tecnologie più efficaci per contenere i consumi e le emissioni.

FAQ efficienza energetica negli edifici non residenziali

Quali sono gli edifici non residenziali più energivori?

In genere, tra gli ospedali non residenziali più energivori si trovano ospedali, centri commerciali, grandi edifici direzionali e industrie, a causa dell’elevata continuità di servizio, della complessità impiantistica e dell’uso intensivo di climatizzazione e ventilazione.

Qual è la principale voce di consumo energetico in questi edifici?

Gli impianti HVAC (riscaldamento, ventilazione e climatizzazione) rappresentano spesso la quota maggiore dei consumi, arrivando anche al 40–70% del fabbisogno totale. Ciò può cambiare in alcuni edifici industriali, dove si utilizzano impianti di produzione con fabbisogno energetico particolarmente intenso.

Quanto incide l’illuminazione sui consumi energetici?

L’illuminazione, soprattutto negli edifici terziari, può incidere in modo significativo. L’adozione di LED e sistemi di controllo può ridurre i consumi fino all’80% rispetto agli impianti tradizionali. Agire sul sistema di illuminazione è spesso una scelta vincente, in quanto assicura ottimi risultati in termini di risparmio, pur non richiedendo opere invasive.

Cos’è un Building Management System (BMS)?

Un Building Management System è un sistema di controllo centralizzato che monitora e gestisce gli impianti dell’edificio, ottimizzando consumi energetici, comfort e manutenzione attraverso dati in tempo reale. Si tratta di nuove tecnologie utili a trasformare l’edificio in uno smart building connesso.

Quali sono i principali interventi di efficientamento più convenienti?

Spesso gli interventi con miglior rapporto costo-beneficio sono la sostituzione dell’illuminazione con LED, l’ottimizzazione dei sistemi di controllo e la regolazione degli impianti HVAC. In ogni caso, il consiglio per gli interventi sull’esistente è sempre quello di verificare attentamente le condizioni operative, anche tramite una diagnosi energetica, così da progettare interventi specifici e mirati.

 

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