Brescia, l’ospedale del futuro



Un team di progettazione di grande qualità ha vinto il concorso internazionale per la realizzazione del Main e Children Hospital bandito dalla Asst Spedali Civili bresciana. Il progetto di Park Associati, CRA-Carlo Ratti Associati e Politecnica Building for Humans, con Openfabric, Dotdotdot, Eckersley O’Callaghan e Studio Mattioli si rifà ai principi di One Health, dove salute, ambiente e società costituiscono un insieme interdipendente

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L’Ospedale del Futuro sorgerà a Brescia: i lavori inizieranno nel 2028 (render, Viz per Park Associati)
render, Viz per Park Associati

L’Ospedale del Futuro. È questo il nome del progetto vincitore del concorso internazionale per la realizzazione della nuova struttura ospedaliera di Brescia, frutto della collaborazione di importanti studi di progettazione internazionale: Park Associati, CRA-Carlo Ratti Associati e Politecnica Building for Humans, con Openfabric, Dotdotdot, Eckersley O’Callaghan e Studio Mattioli.

Il progetto affronta la trasformazione di uno dei principali presidi sanitari lombardi come occasione per ridefinire il ruolo stesso dell’ospedale contemporaneo: una infrastruttura pubblica integrata, capace di generare benessere collettivo.

La progettazione si rifà ai principi di One Health, secondo cui salute umana, ambiente e sistemi sociali costituiscono un unico campo interdipendente. Un principio che si traduce in una strategia che intreccia cura, didattica, ricerca e paesaggio in un organismo unitario, pensato per evolvere nel tempo.

I lavori inizieranno nel 2028 e l’investimento sarà di 274 milioni di euro, con previsione di risorse aggiuntive da parte di Regione Lombardia.

L’edificio originario

L’impianto originario progettato dall’ingegnere Angelo Bordoni agli inizi del Novecento rappresenta la matrice generativa del progetto. Il nucleo esagonale e l’andamento radiale saranno reinterpretati come struttura portante di un nuovo assetto territoriale.

L’impianto del nuovo ospedale

La natura avvolgerà l’intero campus, in modo tale che i pazienti, il personale e i visitatori si muovano nel paesaggio tanto quanto nell’architettura. I nuovi volumi si apriranno verso l’esterno, verso la luce, l’aria.

Vista di fronte del nuovo ospedale di Brescia
Vista di fronte – render, Viz per Park Associati

Le funzioni clinico-tecnologiche saranno concentrate nei nuovi volumi per un totale di 60.500 metri quadrati e oltre 745 posti letto, mentre i padiglioni storici verranno progressivamente rifunzionalizzati per accogliere attività accademiche e scientifiche.

Il rapporto con la facoltà di Medicina dell’università degli Studi di Brescia sarà consolidato e reso strutturale, rafforzando la vocazione universitaria del complesso e configurando il campus come sistema integrato in cui assistenza e ricerca operano in continuità.

Il Main Hospital

Il Main Hospital si articola in tre bracci interconnessi che reinterpretano la logica radiale dell’ospedale esistente, aprendo l’impianto verso la città. Al piano terra una lobby continua e completamente vetrata costituirà la soglia urbana dell’intervento. Lo spazio si affaccia su una nuova piazza pubblica e stabilisce una relazione con il tessuto circostante, trasformando l’ospedale in un luogo permeabile e riconoscibile.

L’ingresso dell’Ospedale del Futuro di Brescia
L’ingresso dell’Ospedale del Futuro di Brescia – render, Viz per CRA Carlo Ratti Associati e per Park Associati

All’interno l’organizzazione privilegia chiarezza distributiva, luce naturale e orientamento intuitivo. I principi dell’Healing Architecture sono applicati attraverso scelte misurabili: controllo della qualità della luce, comfort acustico, proporzioni calibrate, affacci verso il paesaggio delle Prealpi bresciane. Ogni camera è concepita come ambiente di decompressione, dove la relazione visiva con l’esterno diventa parte integrante del processo di cura.

Il Main Hospital del nuovo ospedale di Brescia
Il Main Hospital – render, Viz per Park Associati

Le estremità dei bracci, configurate come grandi serre vetrate, ospitano spazi che estendono la dimensione interna verso l’esterno, attenuando la percezione di chiusura.

Il Main Hospital valorizza le funzioni già presenti attraverso una più efficace organizzazione delle relazioni tra aree cliniche, diagnostiche, interventistiche, intensive, logistiche e di supporto. Prossimità funzionali, chiarezza dei flussi e riduzione dei tempi di percorrenza migliorano continuità operativa, efficienza gestionale e qualità dell’esperienza di cura.

Particolare delle facciate del nuovo ospedale di Brescia
Particolare delle facciate del nuovo ospedale – render, Viz per Park Associati

Le facciate integreranno soluzioni avanzate di controllo solare e ottimizzazione energetica. La trasparenza sarà governata attraverso un sistema tecnologicamente sofisticato che bilancia prestazioni ambientali e continuità visiva, rendendo la facciata uno strumento attivo di regolazione climatica oltre che un elemento espressivo.

Il Children Hospital

Il Children Hospital si configura come organismo autonomo composto da tre volumi cilindrici con altezze differenti. Il sistema di terrazze e corti interne rappresenterà un vero e proprio giardino terapeutico, con la natura che entrerà a diretto contatto con ogni reparto dell’ospedale.

Interno del Children Hospital nel nuovo ospedale di Brescia
Interno del Children Hospital – render, Viz per CRA Carlo Ratti Associati)

Il paesaggio sarà una componente strutturale dell’esperienza terapeutica. La lobby di ingresso si sviluppa con un grande atrio a tutta altezza che diventa uno spazio di socialità, accogliendo aree gioco e zone di consultazione in un’atmosfera luminosa e protetta.

CareRing e paesaggio

Il CareRing è il principio spaziale centrale del progetto: un anello continuo di oltre un chilometro in cui il paesaggio organizza mobilità, logistica e vita pubblica. Più che una semplice infrastruttura, il ring è un dispositivo paesaggistico che connette il campus alla città, le persone alle ecologie e l’idea di salute alla qualità dei luoghi. Nel sottosuolo concentra i flussi tecnici e operativi, separandoli dai percorsi sanitari per garantire efficienza e sicurezza. In superficie si sviluppa come sistema verde continuo, con piazze alberate, giardini terapeutici e spazi aperti accessibili.

Esterno dell'Ospedale del Futuro che sorgerà a Brescia
render, Viz per Park Associati

Il paesaggio orienta i flussi, favorisce il benessere quotidiano e costruisce nuove relazioni tra ospedale, campus e città. Paesaggio, movimento e funzioni ospedaliere convergono così in un’unica figura spaziale, espressione del principio One Health e dell’idea che la salute umana sia inseparabile da quella ambientale.

Struttura, adattabilità e tecnologia

La struttura ibrida in legno e acciaio, assemblata a secco, riduce l’impatto carbonico e ottimizza i tempi di realizzazione, ma soprattutto introduce un principio di modularità che consente riconfigurazioni future. L’architettura è concepita come sistema aperto, predisposto ad accogliere l’evoluzione delle tecnologie mediche e dei modelli di cura.

Il Green Ring del nuovo ospedale di Brescia
Il Green Ring (render, Viz per Park Associati)

La dimensione digitale attraversa il progetto: sistemi di orientamento intelligente, gestione dei flussi e monitoraggio ambientale diventano strumenti operativi per migliorare efficienza e sicurezza senza imporsi visivamente. La componente esperienziale integra dispositivi fisici e piattaforme digitali per rendere l’accesso e la fruizione più intuitivi e inclusivi introducendo principi per ridurre passaggi ridondanti, interferenze e tempi improduttivi e favorendo la reingegnerizzazione delle attività quotidiane.

L’ospedale One Health

L’ospedale sarà un’infrastruttura pubblica capace di tradurre in architettura i principi di One Health. La concentrazione delle funzioni clinico-tecnologiche nei nuovi volumi rafforzerà le relazioni tra le diverse aree del complesso, trasformando l’ospedale in una rete clinica, logistica e digitale più efficiente, leggibile e resiliente.

Un campus sanitario in cui precisione tecnica, responsabilità ambientale e qualità spaziale convergono in una visione di lungo periodo della salute collettiva.

Parlano i progettisti 

«Il progetto dei nuovi Spedali Civili si propone come molto più di un luogo dedicato alla cura – affermano Filippo Pagliani e Michele Rossi, founding partners Park Associati – ambisce a diventare un riferimento civico per Brescia, aperto, inclusivo e capace di generare appartenenza e benessere diffuso. Un’architettura pubblica e identitaria, in cui la salute della persona costituisce il punto di partenza, affermando il valore delle connessioni umane, della qualità degli spazi, del contatto con la natura e della partecipazione alla vita collettiva. Una nuova piazza contemporanea, per e dei cittadini, dove patrimonio e innovazione dialogano e in cui assistenza sanitaria e inclusione si incontrano per rafforzare la comunità e promuovere una società più coesa e consapevole».

«Il Green Ring è molto più di una sequenza di parchi e spazi aperti – sostiene Francesco Garofalo, founder di Openfabric -. È l’infrastruttura paesaggistica che organizza il progetto, offrendo luoghi diversificati per pazienti, famiglie, operatori sanitari, ricercatori e studenti.  Allo stesso tempo connette il nuovo comparto ospedaliero alla città e alle principali strutture ecologiche del territorio, trasformando il paesaggio in un sistema capace di integrare salute, mobilità, biodiversità e vita pubblica. Un’interpretazione concreta del principio One Health, in cui benessere umano e qualità ambientale diventano inseparabili».

«Con Green Ring l’ospedale torna a guardare la città – aggiunge Carlo Ratti, Carlo Ratti Associati -.  Un grande atrio semicircolare, come un sorriso, accoglie chi arriva. Gli edifici si aprono alla luce, all’aria e al paesaggio delle Prealpi bresciane. Sotto la superficie scorre la logistica; in superficie restano le persone, il verde e i percorsi pedonali. Le strutture storiche tornano a vivere, ricucite insieme da un nuovo ecosistema di cura. La salute diventa così parte integrante della città: un luogo aperto, accessibile e vivo».

«Considerare il digitale come elemento cardine dell’architettura è stata la scelta strategica alla base di questo progetto – spiega Alessandro Masserdotti, ceo e responsabile ricerca e sviluppo di Dotdotdot -. In un luogo di fragilità, attesa e cura, abbiamo co-progettato con pazienti, professionisti e accompagnatori un’infrastruttura di servizio presente in ogni spazio ma discreta: attraversa il progetto senza mai imporsi, sostenendo l’esperienza grazie all’integrazione tra dispositivi fisici e digitali».

«Progettare un ospedale per noi significa entrare nel cuore della sua regia sanitaria: studiare flussi clinici, relazioni tra reparti, processi operativi, il rapporto tra tecnologia e cura – conclude Francesca Federzoni, presidente di Politecnica -. Perché un ospedale è un organismo vivo dove ogni scelta spaziale deve sostenere un processo, ogni tecnologia servire la cura. È con questo metodo che abbiamo affrontato il nuovo Spedale Civile: un sistema sanitario integrato, efficiente e adattabile, capace di evolvere nel tempo insieme alla comunità che serve».

Claudia Romero, head of Healthcare di Politecnica, ha lavorato a stretto contatto con il team di progettisti del nuovo ospedale di Brescia. Le abbiamo chiesto come sono state organizzate e suddivise le attività progettuali e quale contributo ha portato Politecnica.

Ecco cosa ci ha risposto.

«Fin dal primo sopralluogo abbiamo lavorato come un unico gruppo. Il progetto si è sviluppato attraverso un confronto continuo tra proposte architettoniche ed esigenze cliniche. Ogni soluzione veniva verificata rispetto al funzionamento reale dell’ospedale e, da quella verifica, nasceva la proposta successiva, fino a trovare un equilibrio tra qualità architettonica ed efficienza dei processi sanitari. Il compito di Politecnica è stato entrare nel cuore di questa complessità e tradurre le differenti necessità cliniche in spazi, percorsi, flussi e relazioni tra i reparti. L’obiettivo era progettare un ospedale capace di migliorare l’esperienza di pazienti, operatori sanitari e di tutte le persone che ogni giorno ne vivranno gli spazi. Un principio, più di ogni altro, ha guidato il nostro lavoro: concepire una struttura capace di restare rilevante nel tempo, evolvendo insieme alla medicina, alle tecnologie e ai bisogni dei pazienti. Una sostenibilità che non riguarda quindi solo il modo in cui l’ospedale è costruito, ma soprattutto la sua capacità di adattarsi, senza perdere efficienza e centralità della persona. Ogni partner coinvolto nel progetto ha messo a disposizione le proprie competenze, ma è la collaborazione tra noi ad aver reso possibile questo risultato. Non abbiamo lavorato per compartimenti stagni, ma come un’unica squadra. È proprio questa dimensione corale a rendere il nuovo Main & Children Hospital un organismo vivo, un ecosistema capace di cambiare insieme a chi lo vivrà».

Scheda progetto nuovo ospedale civile di Brescia

  • Località: Brescia
  • Committente: ASST Spedali Civili di Brescia
  • Progettazione architettonica: Park Associati (mandataria e co-responsabile architettonico), CRA-Carlo Ratti Associati (co-responsabile architettonico)
  • Responsabile ingegneria e layout sanitario: Politecnica Building for Humans
  • Progettazione paesaggistica: Openfabric
  • Esperienza utente, digitale e orientamento: Dotdotdot
  • Progettazione facciate: Eckersley O’Callaghan
  • Prestazioni geologiche e ambientali: Studio Mattioli
  • Posti letto: 745
  • Volumetria in progetto: 60.500 mc
  • Valore delle opere: 274 milioni
  • Inizio lavori: 2028

 



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