Temperature record in Europa: la sicurezza degli impianti fotovoltaici diventa prioritaria 17/09/2026
A cura di: Stefania Manfrin Indice degli argomenti Toggle Impianti più grandi, mercato più selettivoDalla bolletta alla continuità di esercizioL’Operation & Maintenance entra nel progettoIl prossimo passo è la flessibilità Il fotovoltaico industriale italiano sta attraversando una fase di maturità che cambia i criteri con cui si valuta un progetto. La potenza installata e il risparmio in bolletta restano riferimenti utili, ma con la crescita della taglia media degli impianti, maggiori installazioni a terra e prezzi dell’energia meno prevedibili il rendimento dell’investimento dipende sempre più dalla gestione dell’asset lungo l’intero ciclo di vita. E’ il dato principale che emerge da un’analisi del Gruppo Fervo, attivo nei servizi tecnici ed energetici per la gestione e l’efficientamento di infrastrutture e parchi immobiliari, elaborata anche sul portafoglio progetti di BayWa r.e. Power Solutions, società specializzata nello sviluppo e nella realizzazione di impianti fotovoltaici nei segmenti commerciale, industriale e utility-scale, acquisita nell’aprile 2026. Impianti più grandi, mercato più selettivo I numeri di mercato confermano che il quadro interessa l’intero comparto Secondo un’elaborazione di Italia Solare sui dati del sistema Gaudì di Terna, nel 2025 il segmento commerciale e industriale ha installato 1,74 GW di nuova capacità, in rallentamento rispetto all’anno precedente ma sufficienti a portare la potenza cumulata a 18,85 GW. Nello stesso anno il comparto utility-scale è cresciuto del 15%, con 3,41 GW di nuova potenza, per una capacità complessiva dei due segmenti di circa 31,9 GW su un parco fotovoltaico nazionale che a fine 2025 ha raggiunto 43,5 GW. Anche dal Rapporto statistico GSE 2024 si conferma la concentrazione verso asset di dimensione maggiore: gli impianti di potenza superiore a 1 MW hanno assorbito il 43% della nuova potenza installata nell’anno, contro il 22% del 2023. Nello stesso periodo le installazioni a terra hanno pesato per il 34% della nuova potenza, rispetto al 16% dell’anno precedente, con un ricorso crescente all’agrivoltaico e al riuso di aree industriali dismesse come risposta al consumo di suolo. Indicatore Dato Periodo Nuova potenza segmento C&I 1,74 GW 2025 Potenza cumulata segmento C&I 18,85 GW al 31/12/2025 Nuova potenza utility-scale 3,41 GW (+15%) 2025 Capacità cumulata C&I + utility-scale ~31,9 GW al 31/12/2025 Potenza fotovoltaica totale in Italia 43,5 GW al 31/12/2025 Quota impianti >1 MW sulla nuova potenza 43% (22% nel 2023) 2024 Quota impianti a terra sulla nuova potenza 34% (16% nel 2023) 2024 Fonte: elaborazione Italia Solare su dati Gaudì-Terna; GSE, Rapporto statistico 2024. La stessa dinamica si trova nei portafogli degli operatori. Tra il 2020 e il 2026 BayWa r.e. Power Solutions ha realizzato 220 impianti per circa 135 MWp, concentrati soprattutto nel Nord Italia e nelle aree più industrializzate del Centro-Sud. In sei anni la taglia media è passata da installazioni in copertura di poche centinaia di kWp a impianti da 2-2,5 MWp, con punte fino a 9,9 MWp. Dalla bolletta alla continuità di esercizio Al cambiamento degli impianti corrisponde un cambiamento della domanda. Nel 2020 il driver decisionale prevalente era la riduzione del costo dell’energia elettrica. Oggi le imprese valutano l’investimento su parametri più vicini a quelli con cui gestiscono gli altri asset produttivi. Gli elementi che pesano maggiormente nella scelta sono: prevedibilità delle performance lungo l’intero ciclo di vita, con indicatori di producibilità attesa e performance ratio verificabili nel tempo; massimizzazione dell’autoconsumo, attraverso il dimensionamento sul profilo di carico reale e non sulla sola superficie disponibile; integrazione con i sistemi di accumulo e con le tecnologie di gestione intelligente dell’energia; disponibilità di dati granulari, a livello di stringa e di inverter, per individuare rapidamente derive di efficienza, guasti e fenomeni di soiling o mismatch; continuità operativa e resilienza, in particolare per siti in cui l’interruzione della fornitura ha un impatto diretto sulla produzione. Nell’esperienza dell’operatore, la grande maggioranza dei clienti richiede oggi sistemi avanzati di monitoraggio e considera le competenze di gestione e ottimizzazione un criterio di selezione del partner tecnico. L’Operation & Maintenance entra nel progetto Nel fotovoltaico industriale l’Operation & Maintenance sta uscendo dal perimetro del servizio post-vendita per diventare parte della progettazione. Nelle commesse di maggiore dimensione, per esempio, nella quasi la totalità delle richieste è previsto un servizio di gestione lungo l’intero ciclo di vita. Sul piano operativo il modello data-driven combina telemetria, modellazione supportata da algoritmi di intelligenza artificiale e manutenzione predittiva, con il tecnico di campo che interviene guidato dai dati raccolti sull’impianto. L’obiettivo è ridurre i tempi di fermo, contenere il degrado delle performance e mantenere il payback in linea con le assunzioni del business plan. Il prossimo passo è la flessibilità La direzione indicata dagli operatori va oltre l’autoconsumo. L’espansione di data center, piattaforme logistiche e edifici a elevato fabbisogno energetico sta trasformando l’impianto fotovoltaico nel primo elemento di un’infrastruttura energetica più articolata, che include storage, demand side management e capacità di interazione con la rete. “La sfida dei prossimi anni si giocherà sulla flessibilità“, osserva Francesca Manso, managing director di BayWa r.e. Power Solutions. “Integrare accumuli, gestione della domanda e AI consentirà a ogni impianto di interagire attivamente con la rete“. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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