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Dopo l’UE ed altri 10 stati membri anche l’Italia ratifica lo sorico acordo per salvare il clima E’ arrivato il sì definitivo del Senato al DDL di ratifica dell’Accordo COP21 sul clima adottato lo scorso dicembre a Parigi, già approvato e trasmesso dalla Camera il 19 ottobre scorso. La ratifica arriva dunque in tempo per l’apertura della Conferenza sul Clima (COP22) di Marrakech prevista dal 7 al 18 novembre. Il Parlamento europeo insieme a sette Stati membri: Ungheria, Francia, Slovacchia, Austria, Malta, Portogallo e Germania, ha già depositato la ratifica. L’Accordo entrerà in vigore a livello internazionale il 4 novembre prossimo, 30 giorni dopo la ratifica da parte di almeno 55 Paesi che rappresentano almeno il 55% delle emissioni di gas serra. Non va dimenticato che il 2015 è l’anno che verrà ricordato per essere il più caldo di sempre e che solo pochi giorni fa è stato lanciato un fore allarme dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale sui livelli molto alti di CO2 in atmosfera, che hanno superato la soglia di 400 parti per milione. In una nota del Senato si conferma la partecipazione del nostro paese,grazie al provvedimento, alla prima capitalizzazione del “Fondo verde per il clima” con 50 milioni di Euro per ogni anno dal 2016 al 2018, per progetti volti a ridurre le emissioni a favore dei paesi in via di sviluppo. Gli oneri finanziari previsti dall’Accordo a carico dell’Italia saranno autorizzati attraverso specifici provvedimenti normativi, una volta che saranno definiti a livello europeo, con l’obiettivo di limitare l’aumento della temperatura ben al di sotto di 2°C rispetto ai livelli preindustriali, con l’intento di contenerlo entro 1,5°C. Ricordiamo infatti che le singole nazioni dovranno fissare e manenere i contributi che intendono proseguire a livello nazionale, aggiornando gli impegni ogni cinque anni sulla base di un meccanismo di revisione che partirà nel 2018. All’Unione Europea è richiesta una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra almeno del 40% entro il 2030. Il ministro all’Ambiente Gian Luca Galletti commenta che grazie alla ratifica l’Italia e l’Europa arriveranno alla Cop22 di Marrakech pronte e a testa alta. “E con noi grandi Nazioni come Usa, Cina, India: tutte accomunate da una responsabilità comune nei confronti degli abitanti di questo Pianeta”. Soddisfatto Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori pubblici della Camera, che sottolinea che ora l’Italia deve impegnarsi in politiche più ambiziose a sostegno dell’ambiente e dello sviluppo di un’economia più green, in grado di rafforzare così anche la competitività del nosro paese Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia, non nasconde con un certo disappunto che la ratifica dell’Italia sia arrivata sul filo di lana della conferenza di Marrakech. Onufrio invita anche Renzi e il suo esecutivo ad impegnarsi in maniera concreta a sostegno delle rinnovabili, eliminando ostacoli e rilanciando le politiche di efficienza e intervenendo seriamente sul settore della mobilità e dei trasporti. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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