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Nella transizione energetica che vive il sistema elettrico l’Italia ha un ruolo strategico. Lo ha affermato il sottosegretario Davide Crippa in visita da CESI e RSE a cura di Ivan Celeste Da sinistra Matteo Codazzi – CESI, Davide Crippa – Ministero Sviluppo Economico, Maurizio Delfanti – RSE Indice: Smart grid e smart metering Ricerca di Sistema elettrico, il nuovo piano nazionale Storage e Vehicle to Grid Reti di trasmissione e sviluppi attesi L’impegno di RSE e CESI alleati dello sviluppo energetico L’Italia oggi ha ancora un ruolo strategico nell’innovazione nel campo energetico. Lo confermano due realtà di assoluto livello come CESI (Centro Elettrotecnico Sperimentale Italiano) e RSE (Ricerca sul Sistema Energetico). La prima è tra i leader mondiali nel testing, nell’ingegneria, nella consulenza tecnico-regolatoria e nei servizi per l’innovazione per il settore elettrico; la seconda è un’eccellenza internazionale riconosciuta nella ricerca per il settore elettrico. La recente visita del sottosegretario del Ministero dello Sviluppo economico, Davide Crippa, ai laboratori e alla struttura milanese delle due realtà sottolinea l’importanza di questi due centri di livello assoluto nella ricerca e sviluppo. Smart grid e smart metering «La storia e il presente di queste realtà parlano da sé: RSE guida a livello internazionale contesti come quello della smart grid in cui siamo co-leader nella gestione del procedimento all’interno di Mission innovation; per quanto riguarda CESI è un elemento di spicco per la programmazione, gestione e per la definzione degli standard di livello globale. Quindi credo proprio che l’Italia giochi ancora ruolo di leader nel settore dell’energia, malgrado la conformazione del nostro Paese non abbia aiutato a rendere facile lo sviluppo e il potenziamento di alcune infrastrutture energetiche. Questo non ci ha comunque ostacolato nello sviluppare e maturare un know how che oggi esportiamo in tutto il mondo». Crippa ha quindi ricordato, in particolare sulle smart grid, l’iniziativa Mission Innovation adottata durante la Cop 21 di Parigi, che ha ricevuto un finanziamento di 40 milioni di euro, stanziati attraverso il Decreto Crescita presentato dal governo e sul cui disegno di legge di conversione è stato dato il via presso le Commissioni V e VI della Camera un ciclo di audizioni. Il sottosegretario ha sottolineato anche la parte importante svolta nella gestione dei dati attraverso gli smart metering, sulle cui soluzioni tecnologiche l’Italia detiene una posizione di assoluta importanza e grado di innovazione. Ricerca di Sistema elettrico, il nuovo piano nazionale L’occasione della visita ha coinciso anche con la chiusura della consultazione sul nuovo Piano triennale 2019-2021 della Ricerca di Sistema elettrico nazionale: «su di esso abbiamo detto che puntavamo molto per raggiungere gli obiettivi attesi al 2030. La ricerca potrà avere un ruolo determinante». Crippa ha ricordato, inoltre, la folta partecipazione alla consultazione sul Piano nazionale, testimoniata da quasi 300 soggetti partecipanti alla consultazione, conclusasi da pochi giorni. «Hanno espresso dei gradi di soddisfazione rispetto a tutte le misure messe in atto, con percentuali spesso al di sopra del 90%». Ha anche segnalato gli argomenti più votati: lo studio e lo sviluppo dei materiali innovativi per le applicazioni fotovoltaiche e per i sistemi di accumulo. Il tema dello storage, in particolare, è fondamentale. «Non c’è solo quello elettrochimico tradizionale», a durata giornaliera, quanto un accumulo settimanale o stagionale «in modo da valorizzare la produzione da fonti rinnovabili, in produzione estiva e magari sfruttarla nel periodo invernale». Da qui l’importanza della ricerca che deve essere mantenuta attenta e attiva. Storage e Vehicle to Grid Un altro elemento cruciale nel piano della ricerca triennale riguarda l’interazione con altre reti. «Sarà importante sfruttare reti oggi esistenti per gestire il surplus di energia. La conformazione italiana, molto varia, porta alla necessità di un sistema flessibile, anche nell’accumulo. Per questo si avranno soluzioni diverse di accumulo. Un altro aspetto toccato dal sottosegretario è stato quello del ruolo dell’e-mobility negli usi finali. «Al 2030 avremo un significativo apporto del vettore elettrico anche negli usi finali ed è un elemento con cui ci si dovrà confrontare per implementare il sistema». Reti di trasmissione e sviluppi attesi Rispetto all’architettura delle reti di trasmissione c’è una continuità relativa ad alcuni progetti. «Sono state mantenute in piedi studi dell’analisi di gestione delle reti e della loro interfaccia in un mercato sempre più caratterizzato dall’apporto delle risorse rinnovabili perché anche in questo caso lo scenario al 2030 e anche rispetto al nuovo piano triennale di Terna è un elemento che ci spinge a un percorso di ricerca molto importante per capire se e come adattare tutti i percorsi di unione di infrastrutture», ha rilevato ancora Crippa. Il Piano di Sviluppo 2019 di Terna, in questo senso si colloca in un contesto di transizione energetica basata su integrazione delle fonti rinnovabili, rafforzamento della capacità di trasmissione, interconnessioni con l’estero e resilienza delle infrastrutture. Lo stesso rappresentante del Ministero dello Sviluppo economico ha ricordato come l’ultimo piano triennale ha stanziato 210 milioni per il 2015-2017 e poi 42 milioni per l’anno 2018 per circa 250 progetti. Rispetto alle smart grid ha sottolineato la posizione di leadership dell’Italia nel contesto internazionale e ci saranno sviluppi importanti anche in termini di finanziamenti della ricerca. L’impegno di RSE e CESI alleati dello sviluppo energetico La visita a CESI e RSE ha voluto così rappresentare una attenzione verso queste due realtà di importanza strategica nazionale e internazionale nel settore energetico. Come ha sottolineato l’amministratore delegato Maurizio Delfanti: “RSE assicura il massimo impegno nella realizzazione dei progetti di ricerca che gli sono affidati dal MiSE, proseguendo nel supporto alla redazione della versione finale del PNIEC e realizzando attività sperimentali da presentare nelle sedi internazionali, quale l’accordo di Mission Innovation, di cui si onora di rappresentare l’Italia nella leadership sulle Smart Grids, insieme a Cina e India”. Per parte sua, l’ad Matteo Codazzi ha sottolineato come nello scenario odierno in forte trasformazione “CESI conferma sia la propria rilevante proiezione internazionale, forte della sua presenza in 40 paesi come consulente di utility e istituzioni, sia il suo essere ‘apripista’ per le opportunità di sviluppo all’estero delle aziende italiane del settore energetico, focalizzandosi sempre più su attività come l’integrazione in rete delle fonti rinnovabili, le reti intelligenti, le tecnologie di demand response e data analytics, la sicurezza informatica e le grandi linee elettriche di interconnessione”. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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