Audit o diagnosi energetica: perché farla, quando serve e come incide sulle scelte progettuali 11/06/2026
Risparmio idrico negli edifici: come ridurre i consumi con strategie, tecnologie e impianti efficienti 08/06/2026
Bioplastiche per biometano: enzimi e tecnologia migliorano la gestione circolare dei rifiuti 12/06/2026
Longi a Intersolar: moduli anti-abbagliamento, accumulo C&I e alta efficienza residenziale 18/06/2026
ESKA Valve presenta il contatore intelligente ultrasonico per le infrastrutture energetiche digitali 17/06/2026
L’articolo 10 comma 3 del Decreto crescita 2019 da poco entrato in vigore suscita non poche preoccupazioni da parte delle associazioni delle rinnovabili: la possibilità per l’acquirente di un sistema fotovoltaico di cedere il credito IRPEF al fornitore dell’impianto stesso ma non a intermediari finanziari, rischia di mettere in ginocchio le PMI, distributori e grossisti a cura di Italia Solare Il Decreto crescita 2019 (Decreto Legge n. 34/2019), convertito con modificazioni dalla Legge n. 58/2019, ed entrato in vigore dal 30 giugno 2019, contiene molte novità di rilevanza fiscale, alcune di queste aggiunte durante l’iter di conversione in legge, altre confermate nella loro stesura originaria. Per quanto riguarda il settore fotovoltaico l’articolo di interesse è il n.10, comma 3 che prevede la possibilità per l’acquirente di un sistema fotovoltaico, o di un intervento di efficienza energetica, di cedere il credito IRPEF al fornitore dell’impianto stesso. Un intervento che ha destato non poche preoccupazioni da parte di molte associazioni, a partire da Italia Solare che con Ater e Coordinamento Free hanno inviato una lettera al ministro Luigi Di Maio e al sottosegretario Davide Crippa con la quale chiedono un’urgente revisione della norma togliendo il divieto di cessione del credito a intermediari finanziari e, qualora non fosse possibile una revisione, chiedono che il ministero intervenga per cancellare del tutto la norma. “Se l’idea di agevolare il cliente finale è condivisibile, è altrettanto evidente che tale disposizione mette in grande difficoltà la stragrande maggioranza degli operatori del settore, siano essi installatori o grossisti/distributori”, scrivono le tre associazioni nella lettera. Dal canto loro anche CNA e Confartigianato hanno fatto sapere che tale provvedimento mette a serio rischio il futuro del tessuto industriale del paese, fatto appunto per la maggior parte di piccole e medie industrie. Oltre 60 imprese associate alla CNA hanno avviato un procedimento amministrativo davanti alla Commissione europea e all’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato affinché venga accertata l’illegittimità dell’art. 10 della L. 58/2019. Mentre Confartigianato ha inviato una segnalazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sostenendo che il Decreto Crescita produce una distorsione grave del mercato a danno delle micro e piccole imprese. Il nocciolo della questione è che l’articolo 10, comma 3-ter esclude la possibilità per gli operatori di rivolgersi a intermediari finanziari e questo impedisce di fatto a tutte le aziende di applicare tale possibilità in modo sistematico. Le uniche società che potranno avvalersi della cessione del credito IRPEF saranno poche grandi utility. Decreto Crescita 2019: l’articolo 3-ter Nel testo si legge: A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, per gli interventi di cui all’articolo 16-bis, comma 1, lettera h), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al D.P.R. 917/1986, i soggetti beneficiari della detrazione possono optare per la cessione del corrispondente credito in favore dei fornitori dei beni e servizi «necessari» alla realizzazione degli interventi. Il fornitore dell’intervento ha a sua volta facoltà di cedere il credito d’imposta ai propri fornitori di beni e servizi, con esclusione della possibilità di ulteriori cessioni da parte di questi ultimi. Rimane in ogni caso esclusa la cessione ad istituti di credito e ad intermediari finanziari. A tali condizioni – spiegano le associazioni – le piccole imprese potranno lavorare solo in subappalto e ricavare un magro utile vedendosi costrette a ridurre al minimo possibile i costi, compresi quelli relativi alla sicurezza e alla qualità delle forniture, con il risultato, nella migliore delle ipotesi, di rischiare un maggior numero di incidenti sul lavoro e fornire impianti qualitativamente più scadenti o, nella peggiore delle ipotesi, di non riuscire a coprire le spese aziendali ed essere costrette a chiudere con conseguente perdita di tessuto imprenditoriale diffuso e di numerosi posti di lavoro. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
04/06/2026 PNRR, nono pagamento: la Commissione europea eroga 12,8 miliardi all'Italia La Commissione europea eroga il nono pagamento RRF: 12,8 miliardi per energia, edilizia e transizione. L'Italia ...
27/05/2026 L.R. 7/2025: aree idonee per le rinnovabili in Umbria. Critiche le associazioni ambientaliste A cura di: Erika Bonelli Aree idonee rinnovabili Umbria: la L.R 7/2025, aggiornata dalla L.R. 4/2026 definisce regime autorizzativo, fasce di ...
26/05/2026 Parco Agrisolare PNRR: aggiornate le modalità di rendicontazione. Scadenza al 30 giugno 2026 A cura di: Stefania Manfrin Il MASAF aggiorna il Regolamento Operativo del Parco Agrisolare PNRR: scadenze, documentazione e modalità di rendicontazione ...
15/05/2026 Comunità energetiche rinnovabili: la nuova raccomandazione Ue per accelerare le CER A cura di: Stefania Manfrin La nuova Raccomandazione della Commissione Ue chiede meno burocrazia, più condivisione dell’energia per accelerare CER e ...
14/05/2026 PdL Aree Idonee in Lombardia: approvata la norma sulle rinnovabili, ma le critiche non mancano A cura di: Erika Bonelli Il Consiglio regionale della Lombardia approva il PdL 175 sulle aree idonee per le rinnovabili. Obiettivi, ...
27/04/2026 FER 2, pubblicato il calendario 2026 delle procedure competitive per le rinnovabili innovative A cura di: Stefania Manfrin Il MASE approva il calendario 2026 del FER 2: aste dall’8 giugno per 65 MW complessivi ...
20/04/2026 Nuove regole per gli impianti geotermici negli edifici: cosa cambia con il decreto 2 aprile 2026 Decreto 2 aprile 2026: attività libera, PAS, soglie, prescrizioni tecniche e registro per gli impianti geotermici ...
09/04/2026 Decreto-legge 42/2026: accise, autoconsumo FER e nuove misure per le imprese A cura di: Stefania Manfrin Decreto-legge 42/2026: accise, autoconsumo FER, accumulo, agricoltura e Fondo efficienza energetica.
01/04/2026 Compravendita immobiliare, che succede se si indica una classe energetica diversa da quella reale A cura di: Adele di Carlo La classe energetica ha assunto grande importanza negli ultimi anni, specialmente in fase di compravendita. Ma ...
31/03/2026 DL Bollette, le associazioni segnalano criticità dell’articolo 7 su connessioni e progetti rinnovabili DL Bollette e reti: le associazioni chiedono chiarimenti su connessioni, decadenze e tutela dei progetti maturi.