Electrification Action Plan: la strategia UE per elettrificare i consumi di edifici, industria e trasporti

La Commissione europea ha presentato il 17 luglio l’Electrification Action Plan, insieme alla revisione dell’ETS e a una proposta di regolamento su tariffe di rete, tassazione dell’energia e connessioni. Il piano, articolato in 15 azioni, prospetta un obiettivo indicativo del 46% di elettricità nei consumi finali al 2040 e mette in campo misure per edifici, pompe di calore, industria e trasporti, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili importati.

A cura di:

Electrification Action Plan: la strategia UE per elettrificare i consumi di edifici, industria e trasporti

L’elettricità copre oggi appena il 23% dei consumi finali di energia nell’Unione europea, una quota ferma da un decennio. Nel frattempo la generazione è cambiata profondamente: il 70% dell’elettricità europea proviene ormai da fonti pulite prodotte in casa e, secondo Eurostat, nel 2024 le sole rinnovabili hanno raggiunto il 47,5% dell’elettricità lorda consumata nell’UE, dal 28,6% del 2014. È questo gap tra un’offerta sempre più pulita e una domanda ancora dominata dai combustibili fossili che l’Electrification Action Plan, presentato dalla Commissione europea il 17 luglio 2026, punta a colmare.

Il piano, articolato in 15 azioni, arriva insieme alla proposta di revisione dell’EU ETS e a un pacchetto legislativo su tassazione dell’energia, tariffe di rete e connessioni nelle reti congestionate. L’ambizione, nelle parole della presidente Ursula von der Leyen, è “fare dell’Europa il primo continente al mondo alimentato dall’elettricità”. Dal punto di vista giuridico si tratta al momento di uno strumento di indirizzo, con un contenuto normativo concreto: la proposta di regolamento che modifica il Regolamento (UE) 2019/943 sul mercato elettrico seguirà la procedura legislativa ordinaria, con l’esame di Parlamento europeo e Consiglio.

«Il modo migliore per ridurre la dipendenza dell’Europa dai combustibili fossili è alimentare la nostra economia con elettricità da fonti pulite e prodotte in casa», ha dichiarato la presidente della Commissione Ursula von der Leyen presentando il pacchetto, definito anche un piano di investimento e di indipendenza: «Oggi proponiamo di rendere l’Europa il primo continente al mondo alimentato dall’elettricità». Ancora più diretto il commissario per l’Energia e l’edilizia abitativa Dan Jørgensen: «Il messaggio che inviamo oggi è molto chiaro: scegliete l’elettricità al posto dei combustibili fossili».

Target al 2040: elettricità al 46% dei consumi finali

Il Clean Industrial Deal e l’Affordable Energy Action Plan avevano già fissato un indicatore di riferimento del 32% di elettrificazione al 2030. Il piano compie ora il passo successivo: la Commissione valuterà un obiettivo indicativo del 46% al 2040, da inserire nel prossimo pacchetto legislativo energia e clima post-2030. Prima della formalizzazione è prevista una valutazione d’impatto nel quarto trimestre del 2026.

Le stime della Commissione evidenziano che raggiungere il 46% ridurrebbe le importazioni di gas di oltre il 70% e quelle di greggio di oltre il 40%, con un risparmio fino a 260 miliardi di euro all’anno sulla bolletta energetica europea al 2040 e un taglio delle emissioni di circa 2.000 Mt di CO2.

Il documento individua anche le ragioni per cui l’elettrificazione dei consumi è ferma da dieci anni: l’elettricità arriva a costare fino a tre volte più del gas, penalizzata da una tassazione sbilanciata sul vettore elettrico; costi iniziali delle tecnologie elettriche superiori a quelli delle alternative a combustibile; le connessioni alla rete possono richiedere anni, il potenziale di flessibilità del sistema ancora in gran parte inutilizzato. Sono gli stessi nodi che frenano la diffusione delle pompe di calore in Europa, come raccontato in questo approfondimento.

Bollette “a prova di futuro”: tariffe di rete, smart meter e fiscalità

Il cuore normativo del pacchetto è la proposta di regolamento per rendere le bollette elettriche “a prova di futuro”. Il testo introduce nelle tariffe di rete componenti dinamiche, differenziate per fasce orarie e giorni della settimana, ed elementi legati alla capacità impegnata: l’obiettivo è spostare i consumi nei momenti in cui l’energia rinnovabile è abbondante e più economica, riducendo i picchi di carico e la congestione delle reti.

Proposta commissione europea di elettrificare i consumi e abbassare le bollette energetiche

Per rendere operative le tariffe dinamiche servono i contatori intelligenti, e la proposta fissa obblighi minimi di diffusione:

almeno il 50% dei clienti finali dotati di smart meter in ogni Stato membro entro il 2030, quota da portare al 75% entro il 2033.

Le tariffe non dovranno penalizzare autoconsumo e servizi di flessibilità, e il testo apre a regimi dedicati per categorie specifiche come industrie energivore, data center e comunità energetiche rinnovabili. Gli Stati membri potranno inoltre coprire parzialmente i costi di rete con risorse pubbliche, ma solo con interventi temporanei e mirati ai costi aggiuntivi dell’accelerazione dell’elettrificazione.

Il riequilibrio fiscale tra elettricità e gas

La proposta affronta anche un tema più volte sollevato dalla filiera: la tassazione. Gli Stati membri dovranno adottare un quadro fiscale che incentivi l’elettricità, applicando un differenziale obbligatorio sulle accise che impedisca al vettore elettrico di essere tassato più del gas naturale. Per l’Italia significherebbe rendere strutturale un percorso già in parte avviato con esenzioni e agevolazioni. Per le imprese ad alto consumo di energia, l’elettricità fornita sarà automaticamente considerata idonea a ricevere agevolazioni fiscali specifiche. La Commissione adotterà inoltre linee guida per una metodologia comune delle tariffe di rete, con indicatori per misurare quanto le reti nazionali stiano diventando digitali e intelligenti.

Edifici e pompe di calore al centro del piano

Il capitolo edifici è tra i più completi: gli immobili residenziali e commerciali assorbono da soli metà del gas consumato nell’UE, ma registrano i progressi più lenti nell’elettrificazione. È però anche il settore con i margini maggiori: secondo il comunicato della Commissione, sostituire una caldaia a gas con una pompa di calore riduce la bolletta di riscaldamento di una famiglia media europea fino al 60%, con benefici anche sul fronte dell’adattamento climatico, un dato coerente con le analisi sul risparmio legato all’elettrificazione dei consumi domestici.

Edifici e pompe di calore al centro del piano di elettrificazione della commissione europea

Tra gli indicatori di progresso, il piano fissa un tasso di installazione di circa 4 milioni di pompe di calore all’anno entro il 2030, un’accelerazione significativa rispetto a un mercato europeo che nel 2025 si è fermato a circa 2,6 milioni di unità vendute. L’elettrificazione viene inoltre legata esplicitamente alla riqualificazione dell’involucro, con priorità agli edifici con le peggiori prestazioni, richiamando i piani nazionali di ristrutturazione previsti dalla direttiva EPBD e le risorse mobilitabili con fondi di coesione, Social Climate Fund, Modernisation Fund e proventi dell’ETS2. Con ondate di calore sempre più lunghe e intense, le pompe di calore reversibili abbinate al fotovoltaico sono indicate come soluzione ad alta efficienza anche per il raffrescamento, con la possibilità di spostare la domanda di cooling nelle ore di maggiore produzione rinnovabile.

Gli strumenti finanziari per le famiglie

Il principale ostacolo resta il costo iniziale, e su questo il piano propone una serie di modelli di sostegno per le famiglie a reddito medio-basso: leasing sociale, incentivi, prestiti agevolati e finanziamenti in bolletta, mobilitando anche gli strumenti finanziari collegati all’ETS come il Social Climate Fund. Entro il 2027 la Commissione intende introdurre un Clean Heat Market mechanism, un meccanismo pensato per stimolare i produttori ad aumentare le vendite di pompe di calore e la concorrenza, con l’effetto di ridurre i prezzi. Saranno promossi pacchetti integrati che abbinano ristrutturazione e installazione della pompa di calore attraverso la rete delle Better Homes Partnerships, mentre già nell’estate 2026 partirà un’azione pilota da 15 milioni di euro per finanziare fino a 180 piani comunali di riscaldamento e raffrescamento, con l’obiettivo di arrivare a 1.000 piani pronti per gli investimenti.

Industria, flessibilità e trasporti

Per il comparto produttivo, dove il potenziale di elettrificazione varia molto tra i segmenti (tessile e agroalimentare superano il 90%), il piano prevede una seconda asta per il calore industriale nell’ambito dell’Innovation Fund nel 2026, dopo il pilota IF25 da 1 miliardo di euro che ha raccolto 85 offerte da 14 Paesi risultando sottoscritto 1,4 volte, oltre alla possibile creazione di un gruppo d’acquisto per l’energia elettrica basato su PPA che aggreghi la domanda delle imprese.

Dove l’elettrificazione non risulti la scelta più efficiente per ragioni tecniche o geografiche, l’UE sosterrà l’uso diretto del calore rinnovabile, come geotermia ad alta temperatura e solare termico industriale, abbinato ad accumuli termici. Sul piano finanziario, il pacchetto mette in campo la Industrial Decarbonisation Bank, che destinerà 100 miliardi di euro alla decarbonizzazione industriale su scala europea; l’ETS Investment Booster da 30 miliardi, operativo prima del 2030, ne costituirà la prima fase. A questi si aggiungono la prosecuzione dell’Innovation Fund e l’obbligo per gli Stati membri di destinare il 50% dei proventi nazionali dell’ETS a investimenti per la decarbonizzazione dei settori coperti dal sistema: complessivamente, secondo la Commissione, oltre 100 miliardi di investimenti prima del 2030.i.

Sul fronte della flessibilità, la Commissione prevede di rivedere nel 2026 i codici di rete, ovvero le regole tecniche europee che disciplinano la connessione alla rete elettrica di generatori e consumatori. L’obiettivo è adeguarle a un sistema in cui batterie, accumuli termici, veicoli elettrici e pompe di calore possono modulare i propri consumi e offrire servizi alla rete, valorizzando la demand response. A questo si affianca una valutazione del fabbisogno di flessibilità del sistema elettrico europeo su tre orizzonti temporali: 2030, 2040 e 2050. Il piano richiama inoltre il Grids Package presentato nel 2025, la cui rapida adozione da parte dei co-legislatori entro fine anno è indicata come condizione per accelerare l’elettrificazione, dato che le connessioni alla rete richiedono ancora tempi di attesa lunghi. Per la mobilità elettrica, dove secondo la Commissione guidare un’auto a batteria consente risparmi fino al 78% rispetto a un’equivalente a combustione, la ricarica intelligente diventerà l’opzione predefinita nei contratti di fornitura legati ai veicoli elettrici entro la metà del 2027, mentre entro fine 2027 saranno introdotti i requisiti vehicle-to-grid per i nuovi veicoli immessi sul mercato UE dal 2030, con protocolli di comunicazione standardizzati per garantire l’interoperabilità.

Le prime reazioni della filiera sono positive, con richieste precise. SolarPower Europe apprezza il riequilibrio fiscale e il riconoscimento di accumuli e flessibilità nelle tariffe di rete, ma chiede che l’ETS Investment Booster da 30 miliardi di euro e la Industrial Decarbonisation Bank da 100 miliardi siano esplicitamente indirizzati all’elettrificazione e che arrivino presto misure dedicate allo storage a batteria. Le organizzazioni ambientaliste, dall’EEB al World Resources Institute, segnalano invece l’assenza di una strategia dedicata al riscaldamento e raffrescamento e una copertura finanziaria giudicata ancora insufficiente rispetto al fabbisogno.

Electrification Action Plan: le misure principali in sintesi

Misura Strumento Tempistica
Target indicativo 46% di elettrificazione al 2040 Pacchetto Energy Union post-2030, previa valutazione d’impatto Impact assessment Q4 2026
Tariffe di rete dinamiche e differenziale accise elettricità/gas Proposta di regolamento (modifica Reg. UE 2019/943) Iter legislativo avviato a luglio 2026
Smart meter per il 50% e poi il 75% dei clienti finali Obblighi minimi negli Stati membri 2030 / 2033
Meccanismo per i produttori di pompe di calore Clean Heat Market mechanism Entro il 2027
Piani comunali di riscaldamento e raffrescamento Azione pilota da 15 milioni di euro (fino a 180 piani) Estate 2026
Installazioni di pompe di calore Indicatore di progresso: circa 4 milioni l’anno Entro il 2030
Sostegno all’elettrificazione industriale Industrial Decarbonisation Bank (100 mld €), con ETS Investment Booster (30 mld €) come prima fase; seconda asta calore industriale Dal 2026 (Booster operativo prima del 2030)
Ricarica intelligente come opzione predefinita nei contratti EV Misura attuativa Metà 2027
Requisiti V2G per i nuovi veicoli elettrici Norme da introdurre entro fine 2027, applicabili dal 2030 2027-2030

FAQ Electrification Action Plan

Cos’è l’Electrification Action Plan?

È il piano d’azione presentato dalla Commissione europea il 17 luglio 2026 per accelerare l’elettrificazione dei consumi energetici in edifici, industria e trasporti. Si compone di 15 azioni e accompagna la revisione dell’EU ETS e una proposta di regolamento su tariffe di rete, tassazione dell’energia e connessioni alla rete.

L’Electrification Action Plan è vincolante?

No. È una comunicazione della Commissione, quindi uno strumento di indirizzo. Contiene però una proposta legislativa, il regolamento che modifica il Regolamento (UE) 2019/943, che seguirà la procedura legislativa ordinaria con Parlamento europeo e Consiglio. Il target del 46% al 2040 diventerà rilevante sul piano giuridico solo se inserito nel prossimo pacchetto energia e clima.

Cosa prevede il piano per le pompe di calore?

Un tasso di installazione di circa 4 milioni di unità all’anno entro il 2030, strumenti finanziari per le famiglie come leasing sociale, prestiti agevolati e finanziamenti in bolletta, un meccanismo per incentivare i produttori entro il 2027 e pacchetti integrati che uniscono ristrutturazione e installazione della pompa di calore.

Cosa cambia per le bollette elettriche?

La proposta di regolamento introduce tariffe di rete con componenti dinamiche, che premiano chi sposta i consumi nelle ore di maggiore disponibilità di rinnovabili, e prevede che l’elettricità non possa essere gravata da accise superiori a quelle del gas naturale. Gli Stati potranno inoltre coprire temporaneamente parte dei costi di rete con risorse pubbliche.

Quali benefici avrebbe il target del 46% al 2040?

Secondo le stime della Commissione, il raggiungimento dell’obiettivo ridurrebbe le importazioni di gas di oltre il 70% e di greggio di oltre il 40%, con un risparmio fino a 260 miliardi di euro l’anno sulla bolletta energetica europea e un taglio delle emissioni di circa 2.000 Mt di CO2.

Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici

Commenta questo approfondimento



Tema Tecnico

Le ultime notizie sull’argomento