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Visitare il museo e pedalare per alimentarlo. La città universitaria di Lund, in Svezia, ospiterà il primo museo della scienza alimentato esclusivamente dall’energia solare e dall’energia cinetica prodotta dalle pedalate delle biciclette energetiche. a cura di Tommaso Tautonico Promuovere la ricerca nelle scienze naturali e renderla un settore all’avanguardia, accessibile e aperta a bambini e adulti. È con questo scopo che lo studio di architettura danese COBE ha progettato il nuovo museo della scienza della città universitaria di Lund, in Svezia. Inserito all’interno di due importanti strutture high-tech, ESS (European Spallation Source) e MAX IV, attualmente in costruzione con l’obiettivo di diventare una delle strutture di ricerca più avanzate al mondo nell’ambito della ricerca sui raggi X e sui neutroni, il museo dovrebbe essere completato entro il 2024. “La progettazione del museo – dichiara Dan Stubbergaard, architetto e fondatore di COBE – ha ambizioni molto alte. Riteniamo di essere riusciti a progettare un edificio unico e attraente, a cui l’atrio aperto e il tetto concavo, conferiscono un profilo elegante e innovativo”. “Inoltre – continua l’architetto – abbiamo voluto includere aspetti climatici, ambientali e di sostenibilità. Scegliendo il legno come principale materiale da costruzione, incorporando celle solari, sfruttando il calore in eccesso e creando un atrio con una ricca biodiversità che funge anche da serbatoio di acqua piovana, abbiamo raggiunto il nostro obiettivo e siamo riusciti a creare un edificio a emissioni zero di CO2. La nostra speranza, come architetti, è di poter continuare a concentrarci e migliorare la capacità di progettare costruzioni sostenibili a beneficio delle generazioni future e del pianeta”. Il museo della scienza alimentato dalle biciclette energetiche Il nuovo museo si svilupperà su una superficie di 3.500 metri quadrati e sarà costruito principalmente in legno a strati incrociati. L’edificio si svilupperà su due piani e comprenderà sale espositive, una galleria, un’area reception, laboratori, un ristorante, svariati uffici e un auditorium. Una delle particolarità del progetto è il suo grande tetto dalla forma concava, di circa 1.600 metri quadrati, che ospiterà una zona panoramica. Al centro del tetto una grande apertura che dissolve il confine tra interno ed esterno e garantisce l’affaccio alla grande zona verde sottostante, un atrio aperto ricco di vegetazione, utile ad assorbire l’anidride carbonica, aumentare la biodiversità e fungere da serbatoio d’acqua piovana in caso di abbondanti precipitazioni. Sul tetto sono posizionate anche le biciclette energetiche, postazioni a pedali a disposizione dei visitatori, che grazie alla forza delle loro pedalate, garantiranno la produzione di energia necessaria a soddisfare una parte dei fabbisogni. La restante parte è garantita da un grande impianto fotovoltaico posto sul tetto. Grazie all’energia solare, a quella cinetica delle biciclette, all’assorbimento dell’anidride carbonica e al particolare sistema di bilanciamento e raccolta di tutti i flussi di energia termica, il museo può vantare emissioni zero di CO2 . img by Studio di architettura COBE Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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